Visita

La senatrice Fedeli (Pd) a Savona: “Con Russo svolta per il decoro urbano, la città ora è abbandonata”

"I professori che rifiutano il vaccino dovrebbero riflettere sulla loro funzione"

Valeria Fedeli Savona

Savona. Dopo il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico Anna Ascani, in visita a Savona è arrivata l’ex ministro dell’istruzione e senatrice del Partito Democratico Valeria Fedeli.

Fedeli è arrivata a Savona per sostenere il candidato di centro sinistra Marco Russo: “Sono onorata perchè è una personalità che ha saputo e sa aggregare in una visione di cambiamento e innovazione per questa città per questo capoluogo di provincia. Ha la capacità di rimettere al centro un lavoro di qualità, il turismo, una crescita sostenibile”.

Per la senatrice sarà anche l’occasione per voltare pagina: “Permetterà un cambio radicale sul decoro urbano. Ho solo fatto una passeggiata per Savona e non immaginavo di trovare una città così abbandonata“.

Sull’obbligo di Green Pass si dimostra favorevole: “Tutto il governo ha detto di sì, anche la Lega, alla scelta dell’obbligo sui luoghi di lavori pubblici e privati. E’ una scelta di libertà e tornare a essere comunità libera che può partecipare ad attività sociali e culturali oltre che il turismo”.

Da ex ministro dell’istruzione non poteva mancare un focus sull’obbligo di essere in possesso di certificato verde per il personale scolastico e ribadisce la sua importanza anche in questo contesto: “Tornare a scuola in sicurezza è il punto politico più importante per il paese. Nell’anno e mezzo di pandemia soltanto con distanziamento e mascherine non abbiamo tenuto in considerazione cosa volesse dire fare solo Dad”.

Una dura stoccata agli insegnanti che non accolgono con favore quest’imposizione: “I professori che rifiutano di vaccinarsi penso che debbano riflettere sulla loro funzione, dovrebbero avere nel loro Dna il rispetto per gli altri, dovrebbero essere più preparati di altri a rispettare la scienza”. E poi aggiunge: “La libertà è anche quella di non vaccinarsi ma assumerne le conseguenze e quindi fare i tamponi a loro carico – ma giustamente a prezzo calmierato – gratis è già il vaccino. Senza certificato dopo 5 giorni si viene, sospesi e non – questa anche è una scelta giusta – licenziati”.

 

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