Infrastrutture liguri e il ruolo della Regione: l'analisi di Paolo Forzano - IVG.it

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Infrastrutture liguri e il ruolo della Regione: l’analisi di Paolo Forzano

"Sono passati 3 anni dal crollo del Morandi, e si stenta ancora a mettere le toppe alle infrastrutture ammalorate. Ben 3 anni!"

Generico settembre 2021

Questo anno, questa estate, è stato un calvario per le infrastrutture liguri. Dopo il tragico evento Morandi, risolto a tempo di record non si sono prese misure e programmi altrettanto da record per tutto quanto sta al di fuori del perimetro “ex ponte Morandi”.

Tempo record “italiano” beninteso! Tutto diverso da altri tempi record, che all’estero invece sembrano essere normali!

Ad esempio: Cina un grattacielo di 57 piani costruito dalla Broad Sustainable Building Co.in un tempo record (vanta l’azienda che l’ha tirato su) di 19 giorni. L’edificio si trova a Changsha, nella Cina centrale si chiama Mini Sky City.

Andando un po’ più indietro: New York, 1930:  la costruzione dell’Empire State Building procedette in modo velocissimo, quanto nessun altro cantiere al mondo è mai riuscito a fare: il grattacielo si alzava di 4 piani e mezzo alla settimana, con il completamento dei lavori in sole 23 settimane. 102 piani. Finito in 405 giorni!

Nota! Nel 1945 un aereo si schiantò accidentalmente tra il 78° e il 79° piano, portando alla morte di 14 persone. Fatto ben diverso dalle torri gemelle! Da meditare!

Ma torniamo alle nostre infrastrutture!

In figura ho evidenziato la rete fittissima di autostrade tra Belgio ed Olanda, in contrasto alle rete dell’Italia del nord, ed in specie alle connessioni Liguria – Nord Italia.

Monaco – Genova circa 200 km, 1 sola connessione intermedia col nord: A6 Savona – Torino.
Troppo poco! Troppo critica questa penuria di alternative efficaci! Lo stesso dicasi per la connessione lungo il mare Monaco-Genova: c’è, di praticabile, solo la A10!

Che cosa si poteva fare? 

Un piano comune Liguria-Piemonte-Lombardia per lo sviluppo di nuove arterie autostradali e di nuove strade statali a formare una rete efficace sia normalmente per il territorio che in caso emergenza, ovvero di debacle di qualche tratto dell’attuale scarsa rete esistente.

Ma anche un piano, immediato, da attuare contemporaneamente alla ricostruzione del Morandi, di rapida indagine sullo stato di ponti e gallerie di quelle arterie autostradali che confluiscono a Genova, e sulla pianificazione della loro sistemazione.

Un gruppo di lavoro Autostrade-Regione Liguria-MIT Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Un documento sequestrato dalla Gdf nelle sedi di Atlantia e Autostrade svela che il Ministero delle Infrastrutture sapeva del rischio crollo di ponte Morandi già nel 2015.
Un rappresentante del Mit partecipò a una riunione del Cda di Autostrade!

Purtroppo in Autostrade sono banditi, e del MIT non c’è molto da fidarsi almeno …..sul controllo dell’esistente!

Ma Regione Liguria avrebbe dovuto impegnarsi molto a fondo e molto rapidamente in collaborazione col MIT, sia per l’emergenza dovuta allo stato delle opere, che per la programmazione del futuro! 

Sono passati 3 anni dal crollo del Morandi, e si stenta ancora a mettere le toppe alle infrastrutture ammalorate. Ben 3 anni!

Sul piano per la programmazione del futuro, ovvero di progettazione di nuove arterie autostradali e di nuove strade statali a formare una rete efficace, tutto tace. La Regione Liguria non c’è!

Solo qualche “revival” nel savonese sulla Albenga-Predosa, cavallo di battaglia di qualche politico dal 1970. E’ quello che serve? Non sarebbe più opportuno un discorso più approfondito, più ritagliato ad un quadro più globale di area e più aggiornato tecnicamente?

Paolo Forzano 

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