Incendio Cisano, le drammatiche testimonianze degli sfollati: "Forse doloso, prima uno scoppio poi l'inferno" - IVG.it
Tanta paura!

Incendio Cisano, le drammatiche testimonianze degli sfollati: “Forse doloso, prima uno scoppio poi l’inferno” fotogallery

Procedono senza sosta le operazioni di spegnimento del rogo. Sul luogo del rogo anche due canadair

Cisano sul Neva. Bruno Piras vive con la moglie e la suocera in una delle case sfollate a seguito del vasto incendio che si è sviluppato questa mattina a Cisano sul Neva (in particolare a Cenesi, Enesi e Piccaro).

Proprio come diverse famiglie, anche il signor Piras è stato costretto a lasciare la propria abitazione minacciata dal rogo. In questi minuti, sul luogo dell’incendio stanno lavorando senza sosta diverse squadre dei vigili del fuoco e i volontari della protezione civile supportati da due elicotteri e due canadair.

Sull’origine del rogo, al momento, ancora nessuna notizia ufficiale. Ma il signor Piras, mentre osserva con preoccupazione il propagarsi delle fiamme, ai microfoni di IVG.it spiega: “Avevamo visto le fiamme che stavano lambendo prima l’altro versante e ora sono arrivate qui. La sensazione che sia doloso. Io tornavo da Pietra Ligure e si vedevano tre fronti di fuoco ben distinti. Siamo riusciti a recuperare due cani e abbiamo anche due gatti, uno lo abbiamo recuperato ma l’altro no. Noi abitiamo proprio dove sta bruciando il fuoco ora, speriamo non arrivi all’abitazione. Un disastro incredibile”.

LE IMMAGINI IN DIRETTA DAL LUOGO DELL’INCENDIO

Una preoccupazione, quella dello sfollato, condivisa anche dal primo cittadino di Albenga Riccardo Tomatis, accorso sul luogo dell’incendio (poco lontano dal confine con il Comune ingauno) insieme al vicesindaco di Cisano sul Neva Guido Rossi. Proprio presso il Comune di Albenga, inoltre, in questi minuti è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC).

Attualmente la preoccupazione principale dei soccorritori è la messa in sicurezza delle persone e delle abitazioni minacciate dalla fiamme. Mentre è pronto anche il piano di evacuazione in via precauzionale, qualora le condizioni lo rendessero necessario.

incendio cisano

Ecco invece la testimonianza di Andrea C., 34 anni, residente in via Pineta, a pochi passi dal bivio tra Cisano Sul Neva e Cenesi. È stato il primo, nella zona, ad accorgersi dell’enorme incendio che ha devastato l’entroterra del Comprensorio albenganese ed è sceso in strada di corsa per allertare i vicini e i residenti della zona, suonando letteralmente casa per casa.

Passata la grande preoccupazione, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di IVG.it, ripercorrendo quelle ore convulse, mentre sono ancora in corso le operazioni di spegnimento del rogo che si è espanso a macchia di leopardo.

“È successo tutto intorno alle 11.30 – ha raccontato – Prima un forte scoppio, simile ad un colpo di fucile. Qui siamo abituati, ma il mio terrazzino si affaccia proprio sul bosco oggetto dell’incendio e quando sono uscito ho visto il muro di fuoco”.

Tanta preoccupazione e il mio primo pensiero è stato per la mia compagna e mia figlia, di appena un anno e mezzo. Le ho fatte andare via, poi insieme ad un amico, che ha guidato il mezzo, ho messo in sicurezza i nostri 7 cani, trasportati ad Alassio su un furgone adibito al trasporto degli animali”, ha proseguito.

“Ma il 34enne non se ne è andato a sua volta. Partito il furgone, è sceso subito in strada: “Messa in sicurezza la mia famiglia, ho subito pensato ai miei vicini e ai residenti della zona. Conosco tutti e siamo in ottimi rapporti: dovevo avvisarli, soprattutto coloro che, dando le spalle al bosco, potevano non essersi accorti dell’accaduto e le fiamme ‘correvano’ verso la strada a grande velocità”.

Ed è stato proprio così: “Sono andato a suonare a tutti, casa per casa. Le persone mi rispondevano stupefatte ovviamente e tanti, accortisi dell’accaduto, hanno lasciato le propria abitazione. Nel frattempo, cercavo di contattare i soccorsi ma le linee risultavano tutte intasate”.

“Quindi sono salito al bivio tra Cenesi e Cisano, che conduce anche al bosco, e insieme ad un amico, Fabio F., siamo rimasti a bordo strada ad attendere vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine e ad avvisare gli automobilisti in transito. Ho seriamente temuto di dover lasciare casa mia”, ha concluso il 34enne.

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