Grande amore

“Grazie di tutto mio adorato pallone”: il bomber Giovanni Mela dà l’addio al calcio giocato

Tantissimi i gol segnati, tante le maglie vestite, ed una promessa: "Presto ci rivedremo in un altro ruolo"

Giovanni Mela

Albenga. “Ho lasciato casa per te a 14 anni che ero praticamente un bambino. Sei stato un gioco, un lavoro, una passione, un divertimento, ma soprattutto un amore grande grande”. 

Inizia così il messaggio con cui Giovanni Mela, di ruolo attaccante, calciatore e personaggio molto noto del savonese (è stato anche candidato alle ultime elezioni comunali di Albenga), ha voluto dare l’addio al calcio giocato. 

Tantissimi i gol segnati e tante le maglie vestite, in una lunga carriera, iniziata in giovane età e che lui stesso ha elencato in un lungo post affidato alla sua pagina Facebook: “dalla Spal di Ferrara alla Torres di Sassari nel settore giovanile, passando per la Nuorese, Loanesi, Albenga, Imperia, Quiliano, Carcarese, Alassio e tante altre in Liguria a livello di prima squadra”.

Di seguito il post: “Mi mancheranno gli spogliatoi, le risate, l’atmosfera della domenica, le trasferte, il pranzo della partita, i 90 minuti in campo, la delusione di una sconfitta, l’allegria per la vittoria, la gioia per un gol, le polemiche per le mie esultanze (a dire il vero sempre un po’ particolari). In tutti questi anni mi hai dato la possibilità di conoscere tantissime persone e per questo ti sarò infinitamente grato”.

“In cuor mio vorrei poter fermare il tempo e continuare. Ma un ginocchio scricchiolante, l’età che avanza, le priorità che cambiano assieme alla voglia di godermi da vicino i miei affetti più cari, insieme ai miei impegni di lavoro, mi impediscono di allenarmi con una certa continuità e chi mi conosce lo sa che se faccio una cosa, devo farla sempre al 100%, non uso tanto le mezze misure”.

“A malincuore mio amato calcio, ma consapevole del tempo che passa è giunto il momento di separarci…e so già che mi mancherai tantissimo. Ogni squadra, ogni compagno con cui ho giocato lo porterò sempre nel cuore insieme ai nostri aneddoti e alle nostre avventure. Ogni gol ed ogni assist che ho fatto, saranno sempre nella mia testa”.

“Grazie ai presidenti, agli allenatori e ai compagni di squadra che ho avuto il piacere di conoscere in tutti questi anni e che hanno condiviso con me questo bellissimo sport. Uno sport, un gioco, un’esperienza di vita, che mi ha regalato gioie, emozioni e come tutto, anche sofferenze. Negli ultimi mesi, dopo lo stop forzato e la pandemia, il telefono ha squillato tante volte, mi sono sentito onorato”. 

“Grazie all’Andora e a tutte quelle società che hanno cercato di convincermi per giocare ancora l’ultimo anno, sono riconoscente di questa stima, ma il mio tempo da calciatore seppur dilettante, ahimé, sento che è giunto al capolinea. Mio amato calcio siamo stati proprio bene insieme, ti seguirò da vicino, da appassionato e da tifoso e presto ci rivedremo in qualche altro ruolo. Ma ora, è il momento, come si usa dire, di appendere gli scarpini al chiodo. Grazie di tutto mio adorato pallone. A presto. L’unico frutto che fa gol”. 

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