Funivie a rischio chiusura: "Chiesto incontro urgente al Ministero per salvare la filiera delle rinfuse" - IVG.it
Lettera

Funivie a rischio chiusura: “Chiesto incontro urgente al Ministero per salvare la filiera delle rinfuse”

Presa di posizione dei sindaci di Savona e Cairo, oltre al presidente della Provincia

Funivie Savona

Savona. Una delle questioni di maggiore attenzione per il nostro comprensorio provinciale quanto a ricadute occupazionali e conseguenze sulle difficoltà infrastrutturali è sicuramente quello che riguarda l’impianto di collegamento per le rinfuse dal porto di Savona, con la naturale area retroportuale di Cairo Montenotte e della Val Bormida.

A seguito delle ultime notizie sull’avvio di non meglio precisati procedimenti di esternalizzazione che riguarderebbero i 68 dipendenti di Funivie S.p.A., il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri ed i sindaci di Savona e Cairo Montenotte, Ilaria Caprioglio e Paolo Lambertini, hanno inoltrato formale nota al Ministero, richiamando le precedenti comunicazioni e i relativi contatti per richiedere un’attenzionamento del Dicastero sugli argomenti principali che riguardano la vertenza industriale di Funivie.

L’iniziativa anticipa la nuova protesta dei sindacati sulle procedure di liquidazione, con conseguente licenziamento dei lavoratori di Funivie, annunciate dal prossimo 1 ottobre: il 9 settembre presidio davanti alla Prefettura, con la richiesta di nomina del commissario per la gestione aziendale e riattivare l’iter per il ripristino degli impianti, oltre a dare continuità alle misure di ammortizzatori sociali per le maestranze.

Ecco il testo della lettera inviata oggi dalle istituzioni locali savonesi:

Egregio Signor Ministro,

veniamo nuovamente ad Ella con riferimento alla assai importante e delicatissima questione che interessa il nostro territorio, le nostre comunità e le nostre attività, relativamente a quanto in oggetto, intendendo integralmente richiamate tutte le comunicazioni scritte ed i precedenti di sorta formalizzatesi ed intercorsi. La vicenda, ha assunto, se possibile, nuova ulteriore evidenza, a seguito delle notizie su procedure di esternalizzazione dei dipendenti. A scapito di rischiare di essere ripetitivi, ci troviamo nuovamente a rammentare ed evidenziare come, a seguito degli eccezionali eventi atmosferici del mese di novembre 2019 siano stati gravemente danneggiati quattro piloni dell’impianto funiviario di trasporto merci gestito da Funivie S.p.A., procurando l’interruzione dell’esercizio della linea stessa. Potrà pertanto benissimo comprendere come, anzitutto, la conseguenza e le preoccupazioni riguardino il tema della crisi occupazionale, affrontato più volte, per i 68 dipendenti di Funivie S.p.A., attualmente in Cassa integrazione guadagni (CIG), oltre quanto riguarda per relazione Italiana Coke Spa, con 300 posti di lavoro diretti e altri 100 indiretti della filiera delle rinfuse del Savonese”.

“Ad oggi il trasporto del carbone dal Porto di Savona fino agli impianti di Funivie S.p.A. nella frazione di Bragno di Cairo Montenotte avviene esclusivamente via gomma, raggiungendo picchi di 300 mezzi pesanti al giorno e comportando un aggravio del traffico pesante sulla viabilità comprensoriale, in particolare sulla SP 29 del Colle del Cadibona. La situazione venutasi a creare sta creando ovviamente non pochi disagi sulla situazione già delicata delle infrastrutture viarie, con il conseguente aggravio di traffico di mezzi pesanti. L’argomento è, e continua ad essere, di massima attenzione, costantemente e sistematicamente trattato come prioritario in incontri svoltosi tra gli Enti Locali ed i sindacati, che ha portato all’apertura di un Tavolo permanente coordinato dalla Provincia di Savona, nel proprio ruolo di Ente di Area Vasta, con assoluta condivisione dell’urgenza nel procedersi”.

“Ritorniamo dunque a chiedere rispettosamente un Suo cortese diretto interessamento e parimenti a rinnovare richiesta di incontro urgente sui seguenti punti: avvio costruzione dei 4 nuovi piloni per ripristinare prima possibile questa infrastruttura veramente strategica per il nostro porto, ormai ferma da oltre 22 mesi; rilancio e potenziamento di questa opera nata sostenibile da un punto di vista ambientale, rappresentando un vero e proprio sistema logistico integrato con: Riproduzione del documento; un impianto di sbarco con accosto per grandi navi collegato direttamente alla linea funiviaria; una linea ferroviaria (Savona – San Giuseppe di Cairo) che collega il porto all’area di stoccaggio San Giuseppe (in modo che sia complementare alla linea funiviaria); un’area di stoccaggio a San Giuseppe (Bragno) di oltre 120.000 mq da sfruttare maggiormente come retroporto; redazione di un piano di intesa tra il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili per sfruttare al meglio il Polo carbonifero verificando oltre al carbone (in diminuzione a fini energetici) quali altre tipologie merceologiche di rinfuse potrebbero essere trasportate e concentrate nel porto di Savona”.

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