Funivie, l'allarme dei sindacati: "Tempo scaduto. L'azienda è la sola responsabile, intervenga il ministero" - IVG.it
Quasi due anni

Funivie, l’allarme dei sindacati: “Tempo scaduto. L’azienda è la sola responsabile, intervenga il ministero” fotogallery

Il presidio segue la decisione dell'azienda di licenziare i 68 dipendenti

Savona. Ancora un presidio dei sindacati per chiedere al ministero dello sviluppo economico di avviare il ripristino dell’impianto e una svolta green (con il trasporto di altre rinfuse, oltre al carbone) per scongiurare la fine definitiva dell’attività di Funivie Spa e il conseguente licenziamento dei 68 lavoratori. La manifestazione segue la decisione dell’azienda di procedere con l’iter per la liquidazione e il licenziamento dei dipendenti annunciata durante un incontro tra la società stessa e i sindacati venerdì scorso.

Le rappresentanze sindacali si sono trovate davanti al palazzo della Provincia per ribadire l’importanza del polo logistico savonese non solo nel contesto provinciale ma anche regionale e nazionale costituendo un asset economico strategico. Al presidio seguirà un incontro nel palazzo del governo tra i sindacati, Regione Liguria, i sindaci di Savona Ilaria Caprioglio e Cairo Paolo Lambertini e il presidente di Provincia Pierangelo Olivieri.

Una situazione che è peggiorata con la frana del 24 novembre 2019 ma che presentava criticità già prima: “Noi avevamo denunciato una mala gestione della società molto prima degli eventi atmosferici che hanno fatto precipitare la situazione – spiega il segretario provinciale della Cgil Andrea Pasa -. E’ assurdo perchè continuiamo a dire che in provincia di Savona ci vogliono più infrastrutture e salvaguardia dell’ambiente e questo impianto mette insieme entrambe le cose”.

Un piano per il recupero dell’infrastruttura è stato presentato dai sindacati alle istituzioni: “Abbiamo costruito un progetto a cui avrebbe dovuto pensare la politica nazionale e locale ma che ha fatto il sindacato confederale. Oltre al rilancio di Funivie dobbiamo ragionare su un unico comparto delle rinfuse tra ferro, fune e i parchi a Bragno rendendolo un comparto sostenibile”.

Una preoccupazione che si fa sempre più forte in vista della fine della cassa integrazione in scadenza questo autunno: “Non c’è più tempo da perdere, la vera responsabile è solo e soltanto l’azienda. E’ stato nominato un commissario per la ricostruzione a marzo 2020 che è andato in pensione dopo 10 mesi – ricorda Pasa -. Poi il ministero ha peggiorato la situazione nominando un altro commissario che andrà in pensione a breve. Dobbiamo salvaguardare i lavoratori con un nuovo ammortizzatore sociale – conclude Pasa – perchè a ottobre scade la Cig e chiamare alla responsabilità l’azienda per garantire un futuro ai lavoratori”.

 

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