Calcio, l'Albenga verso il Pietra. Lupo suona la carica: "Il Riva come un inferno per gli altri" - IVG.it
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Calcio, l’Albenga si prepara al Pietra. Lupo suona la carica: “Il Riva deve essere un inferno per gli avversari”

L'intervista all'ex allenatore di Sanremese e Imperia in vista della gara di Coppa Italia contro il Pietra Ligure.

Generico settembre 2021

In quel di Albenga, ormai da qualche tempo, si pensa in grande. L’arrivo della famiglia Colla ha portato grande entusiasmo però, durante le scorse annate, per un motivo o per l’altro, non si è riusciti subito a fare il balzo tanto sperato.

A due giorni dal big match contro il Pietra, formazione da sempre ostica, che andrà in scena domenica alle 18:00, si può constatare la presenza di una carica ancor più forte e i desideri bianconeri, anche con l’arrivo di mister Alessandro Lupo dopo l’esperienza biennale all’Imperia, chissà che possano trasformarsi nel tempo in solide realtà.

Proprio mister Lupo ha parlato con noi della sfida contro i biancoazzuri ma non si è limitato solo a questo. Nel ringraziarlo per la sua disponibilità, diamo il via all’intervista:

Mister Lupo, il Pietra si sta avvicinando. Come “lo accoglierà” l’Albenga? 

“Lo accoglierà come tutte le altre squadre, sapendo che è casa nostra e vogliamo rendere la vita difficile a tutti, soprattutto quando vengono a farci visita. Incontriamo una squadra con delle buone individualità ma, appunto, dobbiamo andare oltre e pensare a difendere la nostra casa. Sono uno che crede molto in queste cose, e penso che il nostro stadio debba essere un inferno per gli altri quando vengono a giocarci”.

Una stagione molto importante la vostra, sembra chiaro: in giro si parla dell’Albenga come favorita. Da allenatore esperto quale è lei, qual è la sua mission in bianconero e come si gestiscono situazioni del genere?

“No, no. Mettiamolo in chiaro: l’Albenga non è favorita. Sta cercando una sua identità e darà tutto per fare un’annata importante, perché non c’è bisogno di nascondersi, ma credo sia presto per parlare di classifiche; ci sono tante squadre forti che rendono questo campionato molto equilibrato e, soltanto lavorando sodo  potremo essere protagonisti. Ma, sottolineo ancora, non c’è mai una favorita e una non favorita. è sempre il campo che parla”.

Come sono stati i primi mesi di Alessandro Lupo ad Albenga?

“Molto belli. Ho trovato un ambiente positivo, carico e organizzato. Devo essere sincero: si tratta del posto più bello nel quale io abbia lavorato. Questo perché, da un punto di vista strutturale e logistico, hanno tutto per poter fare calcio, a differenza delle altre realtà dove sono stato precedentemente. Quindi per ora sono molto contento del mio staff, dei giocatori e di tutto ciò che ci gira intorno: il direttore, i dottori, i fisioterapisti, tutti elementi che mi sono un po’ mancati nelle mie ultime esperienze”:

Dopo la gara contro l’Alassio ha dichiarato di non volere certi cali di concentrazione. Pensa che sia proprio questa la chiave per far tornare l’Albenga in categorie più alte?

“Non si è trattato di un calo di concentrazione, ma dobbiamo trovare una nostra fisionomia.; abbiamo fatto 70 minuti importantissimi, raccogliendo pochissimo per quello che che si è prodotto. Domenica sarà un test provante, per vedere a che punto siamo, ma sono convinto che i ragazzi faranno bene; io dico sempre che, se si dà ciò che si ha e gli altri sono più bravi, gli stringeremo la mano. Però sono molto fiducioso dei miei ragazzi e, nel corso del tempo, sarà molto importante trovare una quadratura.”

Quanto sarà importante la spinta della città quest’anno e come si può far tornare entusiasmo in una piazza che ha voglia di tornare grande?

“Devo dire che sono rimasto molto colpito dall’attaccamento che hanno nei confronti della squadra. Io ho allenato a Sanremo e ad Imperia, dove ci sono tifoserie importantissima, e Albenga è organizzata come loro. Ci tenevo a ringraziarli perché, nonostante sia passato così poco tempo, stanno apprezzando il lavoro che stiamo facendo io e Matteo Fiani e, averli sempre affianco, sarà un arma in più”.

Ultima domanda per salutarci: secondo lei, quando un allenatore può definirsi pienamente soddisfatti? Si tratta di sole vittorie o c’è altro?

Allenando i ragazzini ho imparato che, se raggiungi il risultato, conta il modo in cui lo raggiungi. In Prima Squadra non conta come lo raggiungi, basta che lo raggiungi. Ovviamente io sono dell’idea che, se una squadra gioca bene, alla fine riesce a vincere. Tuttavia, devi sempre metterti a disposizione del materiale che hai; io mi metterò sempre a disposizione dei miei ragazzi, non sarà mai il contrario, che sarebbe un errore enorme, commesso da parecchi miei colleghi. Noi siamo a loro disposizione e, nel percorso, cercherò di far rendere ognuno dei miei calciatori, senza far danni e inventandomi niente: in fondo, i protagonisti sono loro”.

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