Commozione

A Ceriale l’ultimo saluto a Marika Galizia: “Ha seminato bene e amore” fotogallery

Nella parrocchia dei santi Giovanni Battista ed Eugenio i funerali della giovane madre: raccolta fondi per il Gaslini

Il funerale di Marika Galizia

Ceriale. Centinaia di persone, che hanno riempito dentro e fuori (nel rispetto delle normative Covid) la chiesa dei SS Giovanni Battista ed Eugenio, a Ceriale per l’ultimo commosso saluto a Marika Galizia, la donna di 27 anni morta dopo aver partorito all’ospedale San Paolo di Savona.

Presente una delegazione della Polfer, con il dirigente del compartimento della Polizia Ferroviaria di Genova Mariani, della Polizia di Stato, tra cui il questore di Savona Gioannina Roatta e il dirigente del Commissariato di Alassio Gilda Pirré, oltre ai rappresentanti dell’Aia (Associazione Italiana Arbitri).

Monsignor Ivo Raimondo, vicario della Diocesi, che ha celebrato i funerali insieme a don Antonio, aveva conosciuto Marika da bambina: “Tutte le volte che ci troviamo di fronte alla realtà della morte, il nostro cuore è turbato e ci poniamo tante domande. Ma è sempre difficile trovare le risposte, soprattutto quando la morte bussa alle porte di casa nostra e porta via le persone che abbiamo conosciuto, amato e stimato. Se si tratta di una morte prematura, come in questo caso, lo stato d’animo è ancora più lacerante. E quando poi arriva in un momento cosi significativo come il parto, il momento in cui si genera una nuova vita, la cosa appare maggiormente incomprensibile”.

E nella sua omelia ha evidenziato: “Ci consola sapere che tutte queste domande sono state affrontate con grande serenità da Marika, che ora ha trovato quelle risposte nella pienezza di Dio. Quella che per noi è una bella speranza, per lei ora è una realtà: incontrare Dio e in lui trovare la piena realizzazione della nostra persona. Anche noi però abbiamo una risposta nella fede: ‘sia che viviamo sia che moriamo, siamo del Signore’. Abbiamo questa certezza, l’unica con cui possiamo affrontate la vita, con tutte le sue difficoltà e sofferenze. Tutto il resto può cambiare in un momento, ma questa è una certezza che non teme smentita: noi apparteniamo al Signore e niente e nessuno puo’ rapirci dal suo amore”.

“Questa appartenenza al Signore è speranza, conforto e consolazione. Talvolta possiamo pensare che la vita sia nostra e che possiamo farne quello che vogliamo, ma non c’è nulla di più pericoloso: se cosi fosse avremmo la paura di sprecarlo questo dono. Sappiamo che nemmeno l’arroganza della morte, nemmeno lei ha potere su Dio perché Cristo l’ha vinta con la sua morte e resurrezione”.

“E dobbiamo vivere sempre con grande responsabilità: Non sappiamo nulla del domani, ma il Signore ci ha detto come vivere il presente: viverlo seminando il bene e l’amore ogni giorno, generando vita negli altri. Anche Marika, dalla pienezza della verità, ci invita a camminare nel bene e a fare del bene. Mi ha fatto pensare molto quando il papà di Marika mi ha detto che io l’ho conosciuta ai tempi della scuola materna, quando ero parroco a San Giorgio. Sembra impossibile che, in un tempo così breve, si possa concludere il nostro cammino terreno. Ma ci rimane la fede in Dio e l’amore e il bene che abbiamo ricevuto e donato” ha concluso.

Al termine del funerale sono stati alcuni membri dell’Aia a portare il feretro di Marika. La salma è poi partita per la tumulazione nel cimitero di Ceriale.

E proprio dall’associazione arbitri è partita una speciale raccolta fondi a favore dell’Istituto Giannina Gaslini in memoria di Marika Galizia, con la sezione di Albenga che ha voluto sottolineare “come ognuno di noi, era parte della nostra famiglia arbitrale”.

Il calcio, infatti, era una delle grandi passioni della 27enne, che è stata arbitro per 11 anni. Ecco quindi l’iniziativa promossa sulla piattaforma GoFundMe: “Nel rispetto del volere di tutti i suoi cari – scrivono i colleghi della giovane – abbiamo avviato questa raccolta fondi a favore dell’Istituto pediatrico Gaslini di Genova, dove il piccolo si trova tutt’ora in prognosi riservata sostenuto da tutte le nostre preghiere”.

La campagna ha avuto oltre seicento condivisioni (link).

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