Primo passo

Riapertura Ppi Albenga, reazioni e commenti: “Soddisfazione a metà, serve un vero pronto soccorso”

Sia il sindaco Riccardo Tomatis quanto le minoranze chiedono di più per l'ospedale ingauno

Riapertura del Ppi di Albenga

Albenga. Giovedì 12 agosto riaprirà il Punto di Primo Intervento dell’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga. Una notizia che lascia solo parzialmente soddisfatto il territorio albenganese, infatti la riapertura, almeno in prima istanza, sarà solo per 12 ore al giorno.

Il sindaco Riccardo Tomatis, in costante contatto e confronto con il direttore generale di Asl 2, il primario del pronto soccorso e il direttore socio sanitario dell’ospedale di Albenga chiede però, innanzitutto una riapertura h24 del PPI, ma, ancora, che il comprensorio ingauno possa riavere un vero e proprio Pronto Soccorso e un ospedale che, in sinergia con Santa Corona (entrambe queste realtà, infatti, devono essere potenziate e valorizzate), riesca a garantire la salute di tutti i cittadini.

“Non si può che accogliere favorevolmente la riapertura del PPI e, per questo, ringrazio coloro che l’hanno permesso, ma, con altrettanta certezza, non si può pensare a questa come soluzione definitiva. Il nostro territorio necessita di un vero e proprio Pronto Soccorso che, insieme al DEA di II livello potrebbe finalmente dare una risposta adeguata per la tutela della salute dei cittadini e dei visitatori del nostro territorio” afferma Tomatis.

“Riapre il Ppi, ma solo 12 ore al giorno. Un ‘pronto cerotto’ in un periodo, come quello di Ferragosto, dove un comprensorio vasto come il nostro avrebbe bisogno di un vero e proprio pronto soccorso aperto 24 ore su 24” afferma Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale di Forza Italia.

“Il pronto cerotto sarà operativo solo per i codici verdi. I codici gialli e rossi continueranno ad essere dirottati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Abbiamo appurato che per aprire un pronto soccorso 24 ore al giorno sarebbe necessario potenziare l’organico infermieristico con personale da altri reparti che a quel punto verrebbero depotenziati”.

“Il Ppi, pur essendo aperto sette giorni su sette, alle 18.30 di pomeriggio cesserà la sua operatività. La decisione di riaprire il Ppi, ma con una operatività ridotta, non risolve praticamente nulla – conclude Ciangherotti – perché dopo le 18.30 i pazienti, in tutti casi, compresi i codici verdi, saranno trasferiti a Pietra Ligure intasando, come è stato finora il pronto soccorso in un periodo già complesso come quello ferragostano”.

“Il comprensorio albenganese merita molto di più! La riapertura del punto di primo intervento ingauno, prevista per giovedì, così come annunciata, non può certamente soddisfare le esigenze del nostro comprensorio. Sono trascorsi quasi dieci mesi dalla sua chiusura, mesi nei quali si sarebbe dovuto organizzare e programmare una riapertura a regime pieno, ed invece ci ritroviamo con un servizio azzoppato che ben poco potrà contribuire ai bisogni di salute di cittadini e turisti” aggiungono i consiglieri comunali Cristina Porro e Gerolamo Calleri.

“Se da un lato, quindi, siamo lieti di un primo, seppur millimetrico, passo con la riattivazione h12, dall’altro lato purtroppo dobbiamo constatare la tardiva riapertura – ed a mezzo servizio- già a stagione inoltrata. Chiediamo quindi a Regione Liguria un ulteriore sforzo affinché Albenga e gli oltre 20 comuni che afferiscono all’Ospedale Santa Maria di Misericordia riottenga il suo pronto soccorso ed i suoi medici. Confidiamo venga ascoltata la voce del territorio” concludono.

“L’imminente riapertura del punto di primo intervento ad Albenga è una bella notizia, che arriva non di certo per le stucchevoli polemiche che in queste settimane sono arrivate, in modo del tutto strumentale, anche da chi condivide con noi l’onore e il peso del governo regionale” sottolinea invece il consigliere regionale di Cambiamo Angelo Vaccarezza.

“Si tratta di una risposta che va a soddisfare un reale bisogno della popolazione, nessuno lo discute – prosegue Vaccarezza – In questi tempi c’è stato chi si è dilettato a fare polemica e chi invece ha lavorato, anche nell’ombra, per far sì che questo passo diventasse realtà”.

“Siamo consapevoli – conclude il capogruppo degli arancioni – che ci sia ancora del lavoro da fare. E lo faremo, senza fermarci neanche un giorno o davanti a qualche attacco fuori luogo, avendo come unica stella polare i bisogni dei cittadini ingauni e non solo”.

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