Mappa "no green pass": nel savonese per ora 5 locali tra bar, ristoranti e... un fiorista - IVG.it
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Mappa “no green pass”: nel savonese per ora 5 locali tra bar, ristoranti e… un fiorista

Tra chi aderisce consapevolmente e chi non sa di essere sulla mappa, c'è anche un ristorante chiuso fino a settembre che però conferma: "Non lo chiederemo"

Generico agosto 2021

Savona. Tre “bar”, anzi due: uno, omonimo di un altro bar aderente, in realtà è un fiorista. E due ristoranti, ma solo uno operativo: l’altro è chiuso da maggio e riaprirà solamente a settembre. Sono i cinque locali che, per ora, compaiono sulla mappa Google stilata da chi segnala gli esercizi commerciali pronti a non chiedere il Green Pass ai clienti.

La mappa “Aperti e Liberi”, diffusa soprattutto tramite il canale Telegram ufficiale del movimento “Io Apro” (già attivo in passato per sostenere i ristoratori che rifiutavano le restrizioni e le chiusure nei mesi scorsi), è compilata da cittadini e sostenitori della corrente “no Green Pass”: su una normale cartografia Google vengono inseriti dei segnaposto in corrispondenza dei locali pronti a “ribellarsi” all’obbligo di richiedere il certificato. E quindi, nelle intenzioni degli autori della mappa, da premiare con acquisti e presenze a discapito di chi invece decide di controllare i clienti.

Dei tre indicati come bar, solo due sono realmente tali: si tratta della caffetteria “M’Ama Non M’Ama” a Vado Ligure e di “U Barettu” di Noli. Entrambi, oltre a comparire sulla mappa, hanno manifestato chiaramente la propria volontà sulla pagina Facebook dei rispettivi locali. “Da noi, domani, sarà come oggi – scriveva la caffetteria di Vado il 5 agosto – No green pass!! Viola non solo il diritto alla libertà sancito dalla Costituzione, ma viola inoltre anche il regolamento europeo 2021/953 che richiama al punto successivo, al quale si dovrebbe attenere, in quanto le persone che non vogliono vaccinarsi non possono essere discriminate”.

“U Barettu” di Noli, invece, già balzato agli onori delle cronache lo scorso anno per aver schierato addirittura un coccodrillo (ovviamente gonfiabile) al bancone del bar onde garantire il distanziamento dei clienti, negli ultimi giorni, ha comunicato le proprie intenzioni utilizzando con le foto di diversi cartelli che compaiono nel locale. Si va dal più chiaro “Non siamo autorizzati a chiedere dati sensibili che riguardano il vostro o nostro stato di salute” al più scherzoso “Si entra solo con Vin Pass – No astemi”. “Siamo consapevoli della nostra presenza sulla mappa – conferma la titolare – Abbiamo deciso di aderire perché trovo una cosa discriminatoria chiedere il certificato, il locale è aperto a tutti. E io non sono nessuno per chiedere dati così personali a qualcuno. Devo poter lavorare, mentre il nostro settore viene sempre martoriato”.

Il terzo “bar”, invece, sarebbe il “M’Ama Non M’Ama” di Finale Ligure… che però, in realtà, è un fiorista. E in quanto tale non tenuto (almeno in questa fase) a chiedere il Green Pass. Impossibile capire come sia finito nella mappa: l’omonimia con il bar vadese potrebbe aver giocato un ruolo. La titolare infatti spiega di non sapere della propria presenza sulla mappa: “Per ora non ho obblighi. Se in futuro dovesse porsi il problema mi atterrò alle disposizioni”.

Per quanto riguarda i ristoranti, sono due. Ma nessuno dei due, al momento, può essere con certezza meta di un cliente senza Green Pass. Nel primo caso, quello de Lo Schiccherino di Boissano, perché in realtà i ristoratori devono ancora decidere come comportarsi: “La nostra situazione è un po’ nebulosa, non le so rispondere – spiega la titolare – Per ora abbiamo affisso la vetrofania sull’obbligo di Green Pass e ho scaricato l’applicazione sul telefono per controllare. L’ho provata e funziona. Ma dobbiamo ancora capire, per ora non mi hanno neanche saputo consigliare. La nostra presenza sulla mappa? Credo se ne sia occupato mio marito. Non so ancora dirle come mi comporterò“.

Il quinto e ultimo locale è il Ristorante Pizzeria Alchimia di Savona. Che però, dalla pagina Facebook, risulta chiuso da maggio. “Confermo, ad ora stiamo lavorando a Varazze – chiarisce la titolare – Ma, se a settembre riapriremo, o faremo solamente asporto e domicilio oppure, sicuramente, non chiederemo il pass“.

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