Green Pass, i baristi tra "rifiuto" e pessimismo: "Non siamo ufficiali giudiziari, non lo chiederemo", "Perderemo clienti" - IVG.it
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Green Pass, i baristi tra “rifiuto” e pessimismo: “Non siamo ufficiali giudiziari, non lo chiederemo”, “Perderemo clienti” fotogallery

Tra i locali c’è anche chi ha deciso di togliere i tavoli al chiuso per evitare i controlli. E tra gli avventori ci sono persone che ancora non conoscono la carta verde

Albenga/Celle/Savona. Da un lato chi non chiederà di esibire il Green Pass perchè non sono “ufficiali giudiziari”, dall’altra chi verificherà il possesso temendo anche di perdere clienti. Sono queste le reazioni dei titolari di attività di ristorazione a Celle Ligure, Albenga e Savona dopo l’introduzione dell’obbligo di Green Pass per poter accedere ai locali interni per la consumazione al tavolo.

“Il primo giorno di Green Pass ci sta facendo male – dice la titolare di una bar di Celle -, purtroppo non c’è sole e il vento dà fastidio e noi come sempre stentiamo a ripartire. Non siamo ufficiali giudiziari. Lo stato deve premurarsi di vedere cosa sta succedendo, non noi baristi o ristoratori. Non ce la possiamo fare. Non ho chiesto nulla e non è mia intenzione chiedere, non vengo pagata dallo stato per fare il vigile ma io faccio la bariste e servo caffè“.

All’interno del bar non c’è nessuno: “Grazie a dio la gente è intelligente e si mette direttamente fuori. Sono di più i non vaccinati che i vaccinati – dice -. E sono tutti fuori”. La sensazione della commerciante è che le persone si siedano direttamente nei tavolini dei dehors perchè non sono in possesso del certificato verde.

A lei fa eco un collega di un’altra attività: “Il Green Pass non l’ho chiesto, non sono un pubblico ufficiale e ho già mille problemi. Ci manca questa menata. Fortunatamente i nostri clienti hanno un’età media di 70 anni e quindi sono tutti vaccinati. Quelli del posto fanno colazione in piedi”.

Ad Albenga invece provano a chiedere la certificazione: “Lo chiederò a chi vuole mangiare dentro – spiega una ristoratrice – ma saranno ben pochi quelli che prediligeranno questa scelta perchè i clienti dicono che non lo hanno. Comunque la gente si siederà fuori e berrà al bancone. Se vogliono mangiare dentro sarò obbligata a chiederlo. Ho già scaricato l’applicazione vediamo cosa succcederà”.

Ma la situazione non è delle più rosee, pochi i clienti al momento: “Per adesso ci sono pochi avventori ma già discussioni“, racconta un barista ingauno. Ci sono quelli che si oppongono e quelli che seguono le regole senza fare polemica: “Qualcuno dice di essere contro e che io non sono tutore della legge e non posso chiedere il documento e altri che vanno fuori”. Ma la situazione non crea problemi: “Non sono affatto preoccupato, la prendo com’è“.

A essere contro anche gli esercenti: “Per me non è una cosa giusta – commenta una barista -, stamattina ho già perso dei clienti. Ognuno dovrebbe poter avere la possibilità di scegliere cosa fare, ma noi seguiamo le regole. Le difficoltà potrebbero aumentare con la stagione fredda: “D’inverno non so cosa succederà perchè ora almeno abbiamo i tavoli fuori. Sono sempre le solite attività a essere penalizzate”.

“Siamo dotati di un terminale per verificare la validità del Green Pass. Tante persone lo hanno, sta andando bene. A fare la verifica ci mettiamo veramente pochissimo, il tempo di una foto”, dice l’hospitaliry lead del Mc Donald’s di Savona -. Qualcuno addirittura non lo conosce: “Sono arrivate e hanno chiesto cosa fosse”.

Altri ancora, come il Bistrò di Pietra Ligure, hanno eliminato il problema alla fonte e hanno tolto i tavolini all’interno del locale consentendo così di sedersi nell’ampio dehors. Ma non solo in Riviera, dove le temperature lo consentono per tutta la giornata, anche a Cairo è stata intrapresa questa scelta: “Non voglio mettere in difficoltà i miei clienti per le loro scelte sulla vaccinazione anti Covid – questa le ragioni della titolare del bar Vulcano in piazza della Vittoria a Cairo -. Io e il mio staff siamo vaccinati, ma non trovo giusto che lo Stato abbia deciso di non rendere la vaccinazione obbligatoria e poi abbia usato il green pass come escamotage, facendo diventare noi baristi (e non solo) degli sceriffi”.

“Dover controllare la validità della carta verde e chiedere i documenti è un impegno in più per noi – sottolinea -, che siamo già occupati nel nostro lavoro e fatichiamo a riprenderci dopo questi 18 mesi di pandemia”.

Alcuni si lamentano che la tecnologia sta mettendo i “bastoni tra le ruote” a chi si deve occupare di controllare. Infatti, è previsto in aiuto dei titolari delle attività l’app VerificaC19 per controllare la validità della certificazione, ma sembrerebbe che, forse a causa dell’alto numero di accessi, non si riesca a usare.

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