Da Savona a Tokyo: Jacobs e Tamberi d'oro, brillano Bogliolo e Sibilio
Giochi olimpici

Da Savona a Tokyo: Jacobs e Tamberi d’oro, brillano Bogliolo e Sibilio

Pagine di storia olimpica italiana che son passate dalla Fontanassa: Jacobs, Tamberi, Bogliolo, Sibilio e i loro trascorsi savonesi

Savona. Una giornata così l’atletica italiana forse non l’aveva mai vissuta. Il doppio oro di Tamberi e Jacobs è giunto a pochi minuti di distanza, siglando così davvero una pagina di storia sportiva. La giornata azzurra, d’altronde, era già stata impreziosita dal record italiano di Luminosa Bogliolo e dalla finale raggiunta da Alessandro Sibilio.

In questa storia un ruolo ha anche il meeting internazionale Città di Savona. Cresciuto in questi anni fino a ospitare negli anni praticamente tutti gli Azzurri in cerca della giusta forma stagionale, l’evento savonese ha visto passare entrambi i campioni olimpici, ma anche sorgere la stella di Luminosa Bogliolo e vincere Sibilio, che domani correrà la sua finale sui 400 metri ostacoli.

Per Jacobs e Tamberi si tratta di due prime volte assolute. Nessun italiano aveva mai vinto una medaglia – per non parlare dell’oro – né nei 100 metri, né nel salto in alto maschile (tre medaglie, due argenti e un oro, li portò a casa Sara Simeoni). E per risalire a due medaglie d’oro “in pista” nella stessa giornata, si deve risalire ai Giochi dell’età dei boicottaggi. Nell’atletica globale, l’Italia ha saputo cosrtuire dei talenti.

Jacobs la strada per Tokyo l’aveva spianata il 13 maggio, quando aveva conquistato il record italiano con uno strabiliante 9”95 sulla veloce e azzurra pista della Fontanassa. Il futuro campione olimpico era stato protagonista anche delle edizioni precedenti, con le sfide frontali con il compagno di azzurro Filippo Tortu, primo italiano sotto i 10”. Jacobs era stato secondo nel 2020, dietro a Tortu, con 10”14, primo davanti all’ivoriano Cissé nel 2019 con 10”19, secondo ancora dietro a Tortu nel 2018, quando corse in batteria in 10”04, primo nel 2016, sempre contro Tortu, con 10”23. Prestazioni che sembravano già importanti dopo lunghi anni di difficoltà dell’atletica italiana – soprattutto nella velocità – e che oggi appaiono distantissime dopo l’impresa di Tokyo.

Gianmarco Tamberi ha avuto i suoi passaggi savonesi. Se negli ultimi anni, per questioni di spazi e tempi, il salto in alto maschile non è stato presente in programma a Savona, il record del meeting è proprio di Tamberi, che lo siglò con la sua vittoria del 2014, sulla strada degli Europei di Zurigo.

Di record del meeting in record del meeting, quello sui 400 ostacoli appartiene ad Alessandro Sibilio, che domani correrà la finale olimpica. Caratterizzato da un eccellente ultimo rettilineo, che emotivamente rimanda i nostalgini a Fabrizio Mori, campione del mondo a Siviglia ’99, Sibilio ha vinto a maggio con un 49”25, ma oggi ha conquistato la finale olimpica con un brillante 47”93 che gli vale il record nazionale Under 23. Giovanissimo, quindi, che si spera torni a Savona e, soprattutto, migliori ancora per Parigi ’24.

Un record italiano, invece, è stato lo splendido risultato di Luminosa Bogliolo, che nella semifinale dei 100 metri ostacoli di oggi a Tokyo ha corso in 12”75, un centesimo in meno del primato detenuto da Veronica Borsi dal 2013. Il tempo splendido dell’atleta alassina, però, non le è valso la finale, ma l’azzurra tornerà da Tokyo con indubbi meriti.
La Bogliolo, anche per vicinanza geografica, è stata un’ospite ricorrente a Savona, dove esplose con il suo primo grande tempo nel 2018, quando corse la sua distanza in 12”99. Guà presente diciottenne nel 2013 (quarta con 14”62), è poi tornata nel 2017 con un quinto posto a 13”70. L’anno dopo il grande balzo, confermato con le vittorie del 2019 (13”14) e del 2020 (12”86), prima del secondo posto del maggio scorso, accompagnato da un 12”84 che era la sua miglior prestazione stagionale. Fino a oggi.

Il Meeting di Savona è stato, quindi, palestra e palcoscenico degli azzurri che in questa domenica 1 agosto hanno davvero scritto una pagina di storia, storia che, se fosse stata raccontata qualche mese fa attorno alla Fontanassa, sarebbe parsa un sogno impensabile. Le prestazioni olimpiche di questi atleti italiani sono anche un premio alla lungimiranza dell’organizzazione del Meeting, guidata da Marco Mura, che pare davvero aver avuto istinto e testa per portare talenti di caratura mondiale come mai avevamo visto su quella pista, recentemente intitolata a Giulio Ottolia. Possiamo ora sognare il ritorno di questi azzurri – con le medaglie al collo – qui a Savona la primavera prossima, insieme ad altri giovani che ci auguriamo scriveranno pagine altrettanto splendide della grande atletica.

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