Coronavirus: Liguria al secondo posto per terapie intensive occupate, ultima per 60enni vaccinati - IVG.it
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Coronavirus: Liguria al secondo posto per terapie intensive occupate, ultima per 60enni vaccinati

Secondo i parametri stabiliti dal Governo la zona gialla sarebbe lontana

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Liguria. Risulta essere la seconda regione d’Italia per tasso di occupazione dei pazienti Covid nei posti letto di terapia intensiva e l’ultima per 60-69enni vaccinati a ciclo completo, la Liguria. A evidenziarlo l’ultimo report elaborato dalla fondazione Gimbe sulla settimana dal 28 luglio al 3 agosto.

Rispetto alla settimana precedente, in tutte le regioni eccetto la provincia autonoma di Trento e il Lazio (Regione dove l’attacco hacker ha rallentato l’aggiornamento dei dati) si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi che in Liguria si attesta al 4,7%, inferiore alla media nazionale che è del 19,9%. Attualmente in Liguria ci sono 90 casi positivi ogni 100mila abitanti (a livello nazionale l’incidenza è 158).

Per quanto riguarda l’incidenza settimanale, due province liguri hanno superato la soglia dei 50 nuovi casi ogni 100mila abitanti (sotto la quale si resta sempre in zona bianca): Imperia (95 casi) e La Spezia (58 casi).

Ma il valore che teoricamente avvicina di più la Liguria alla zona gialla (che arriverebbe solo in caso di superamento dei 50 casi ogni 100mila abitanti settimanali per l’intera regione) è quello delle terapie intensive: il 6% dei posti letto è occupato da pazienti Covid, percentuale che classifica la Liguria come seconda regione peggiore dopo la Sardegna che ha raggiunto esattamente il valore soglia del 10%. Il valore è raddoppiato nel giro di una settimana e contrasta con la media nazionale del 3%.

Generico agosto 2021

Tuttavia per retrocedere in zona gialla bisognerebbe superare anche la soglia di pazienti Covid in area medica, fissata al 15%. Nel report di Gimbe la Liguria è ferma al 2%, sotto la media nazionale che è del 4%. La regione che rischia di più da questo punto di vista è la Sicilia (11%), che però ha solo il 4% di posti occupati in terapia intensiva.

Generico agosto 2021

Altro dato notevole per la Liguria è quello dei vaccinati nella fascia 60-69 anni: quelli che hanno completato il ciclo sono appena il 60,2%, la performance peggiore a livello nazionale (media italiana 74,6%), mentre a ricevere almeno la prima dose è stato finora l’80,4% (media italiana 84,1%), percentuale che vale comunque il sestultimo posto.

Generico agosto 2021

Non va molto meglio la copertura dei 70-79enni: il 78% ha completato il ciclo vaccinale (media nazionale 84,5%, peggio della Liguria solo Friuli-Venezia Giulia e Sicilia), mentre l’86,3% ha ricevuto almeno la prima dose (media nazionale 84,5% e quintultimo posto in classifica per la nostra regione).

Generico agosto 2021

Invece, considerando l‘intera popolazione target, cioè tutte le persone dai 12 anni in su, la Liguria si colloca al quinto posto per cittadini vaccinati almeno con una dose (64,5% contro una media nazionale del 63,6%) ma il dato degli immunizzati (48,9%) rimane inferiore alla media italiana (52,3%).

Generico agosto 2021

Ma la fondazione Gimbe lancia anche un avvertimento: “Se la riapertura delle scuole in presenza al 100% deve essere l’obiettivo prioritario del Paese, come ribadito ieri anche dal presidente Mattarella, puntare esclusivamente sulle coperture vaccinali è rischioso per tre ragioni. Innanzitutto, nonostante il via libera di Aifa al vaccino Moderna per la fascia 12-17 anni, la quantità di vaccini a mRNA non è sufficiente per ampliare massivamente a breve termine la platea dei vaccinandi; in secondo luogo, vista la limitata disponibilità di dosi, un’adesione rapida e massiva degli under 19 per completare il ciclo vaccinale entro settembre richiede una rimodulazione ufficiale delle priorità della campagna vaccinale; infine, tale adesione rischia di fermarsi ben al di sotto di quel 60-65% stimato dal commissario Figliuolo e dal ministro dell’Istruzione anche per l’esitazione vaccinale di maggiorenni e genitori dei minorenni legata alla percezione di un irrisorio rischio individuale della malattia tra i più giovani”.

“Pur riconoscendo nella vaccinazione di massa la via maestra per tornare a scuola in sicurezza – conclude il presidente della fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – è assolutamente indifferibile affrontare tutte le criticità emerse durante lo scorso anno scolastico che hanno ostacolato, e spesso reso impossibile, un adeguato svolgimento delle lezioni in presenza. Dall’idonea areazione e ventilazione dei locali, a efficaci strategie di screening periodico e sistematico di studenti e personale scolastico, da nuove regole per i trasporti locali allo scaglionamento degli orari di ingresso. Anche perché, per gli studenti under 12 non è ancora disponibile alcun vaccino”.

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