Cavanna, Cerruti e Ferro, la nazionale "savonese" del sincro si racconta: "Non abbiamo mai mollato, orgogliose di quanto fatto" - IVG.it
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Cavanna, Cerruti e Ferro, la nazionale “savonese” del sincro si racconta: “Non abbiamo mai mollato, orgogliose di quanto fatto” fotogallery

Le emozioni dei giochi, l'analisi della prestazione, i segreti della Rari Nantes e il rapporto con la città nelle parole delle tre stelle del sincro

Ferro, Cerruti, Cavanna

Cinque atlete su nove della Rari Nantes Savona nella spedizione olimpica di nuoto sincronizzato a Tokyo. Basterebbe questo dato per dare l’idea dell’enorme lavoro svolto dalla società in questi anni. Ma c’è di più. Ben tre sono le atlete autoctone, che hanno fin da subito nuotato con i colori biancorossi.

Linda Cerruti, Domiziana Cavanna e Costanza Ferro si conoscono da una vita e hanno condiviso non solo tante ore nelle piscine della città della Torretta ma anche la partecipazione alle olimpiadi, il sogno di ogni sportivo. Una gioia che va oltre il mero “esserci state” perché anche in vasca la nazionale azzurra ha ben figurato, chiudendo al sesto posto la gara a coppie e al quinto posto la gara a squadre.

LE EMOZIONI DEI CINQUE CERCHI

L’inizio e la fine della gara, due momenti agli antipodi ma entrambi colorati da una forte carica emotiva. “Non c’è un momento che porterò nel cuore in particolare – afferma Costanza Ferro – ma se ne devo scegliere uno direi quando finita la gara rimaniamo in acqua e cerchiamo lo sguardo delle nostre allenatrici: vederle soddisfatte è davvero una grande gioia. Qualcuno potrebbe pensare che non abbiamo preso medaglie, ma dietro i nostri piazzamenti c’è davvero tanto lavoro”.

Per Cavanna, invece, le emozioni più forti sono state all’inizio: “La cosa più emozionante è stata vedere prima della gara i cinque cerchi ovunque, la scritta Tokyo 2020 ovunque. Per me era la prima olimpiade, ricorderò per sempre quando ho ricevuto il kit della nazionale olimpica, la prova tangibile che non era un sogno. Peccato per l’assenza del pubblico”.

SAVONA, UN’ECCELLENZA DEL SINCRO. QUALE SEGRETO?

In ambito calcistico si è soliti sottolineare i “blocchi” su cui si reggono le nazionali. A ruota, l’orgoglio da parte dei tifosi della squadra interessata. Il caso della Rari Nantes Savona è forse più unico che raro, dato che oltre alle tre savonesi c’erano anche le biancorosse Costanza Di Camillo e Federica Sala. Qual è, dunque, il segreto di questo club?

“Penso che il motivo di tanto successo sia da ricercare nella bravura degli allenatori, ad esempio l’allenatrice russa Anastasija Ermakova. La società non punta soltanto su alcuni atleti, ma cerca di far crescere tutti e di portare tutti ad alto livello. Ecco perché vince tanto ed ecco perché così tante atlete raggiungono i vertici”, spiega Domiziana Cavanna.

Sulla scia di quanto detto dalla compagna, anche Cerruti e Ferro sottolineano l’importanza dello staff tecnico e dirigenziale. “La Rari Nantes Savona è un’eccellenza perché ci sono dirigenti e allenatori preparati che si occupano del lato sportivo e del lato umano fin da quando le atlete muovono i primissimi passi in questo mondo. Non basta il talento, ci vuole tanta testa. Alla Rari Nantes lo staff si occupa benissimo di tutto”, il commento di Linda Cerruti.

Le fa eco Costanza Ferro: “Fin dagli inizi della pratica sportiva, la Rari Nantes ci insegna l’importanza della costanza e della determinazione negli allenamenti. Ricordo i discorsi con le ragazze delle altre società dai quali emergeva che si allenavano meno. Già da piccole ci allenavamo quattro ore al giorno e a volte andavamo in piscina anche prima di entrare a scuola. Inoltre, la possibilità di imparare dalle migliori allenatrici al mondo è un elemento decisivo”.

LA PRESTAZIONE IN TERRA GIAPPONESE

Il nuoto sincronizzato è una disciplina sportiva le cui gare vengono decise da una giuria, che valuta diversi parametri. Per quanto la tensione sia sempre verso l’oggettività, è indubbio che con tali modalità sia impossibile decretare in maniera scientifica il corretto esito di una gara. Per farla breve, nella pallavolo non serve un giudice: chi riesce a far cadere la palla più volte nel campo avversario vince. Per questo, nella valutazione di una performance del sincronizzato vale ancor di più la percezione che le atlete hanno del proprio operato e il giudizio dei tecnici che le seguono da tempo.

Questo il Linda Cerruti pensiero sulla prestazione a Tokyo: “Sono molto soddisfatta di come sono andate le gare. Gli allenatori erano felici di come abbiamo svolto tutti gli esercizi. Non sono contenta del punteggio che ci hanno dato nel doppio perché penso di aver nuotato bene. C’è da dire che a causa del mio infortunio non abbiamo più provato il doppio fino a un mese dall’inizio dell’olimpiade, anche per via delle qualificazioni olimpiche a squadre. Più di così non si poteva fare. Sono molto contenta anche per la prova a squadre. Siamo un gruppo unito. Altrimenti non saremmo riuscite ad arrivare dove siamo arrivate”.

Concorda la compagna di doppio Costanza Ferro: “Abbiamo fatto molto bene, svolgendo le esercitazioni al meglio. Quest’anno per varie vicissitudini non siamo riuscite a gareggiare contro altre nazioni. Magari avremmo potuto trarre qualche spunto utile. L’unico piccolo rammarico è questo”.

Arrivare dopo il Canada nella gara a squadre avrebbe lasciato la compagine azzurra con l’amaro in bocca, come conferma Domiziana Cavanna: “La ‘squadra tecnica’ era completamente nuova, ci ha dato un po’ fastidio vedere il Canada davanti. Ciò ha funzionato da stimolo per l’altra gara, la ‘squadra libera’ del giorno dopo. Nelle qualificazioni olimpiche avevamo fatto il punteggio record per l’Italia. Grazie alla prestazione offerta in questa seconda prova siamo riuscite a superare le canadesi e a ottenere il quinto posto”.

La pandemia non ha di certo aiutato la pratica sportiva e nell’album dei ricordi delle tre sincronette rimarranno sicuramente le parole dell’allenatrice Patrizia Giallombardo, anche lei savonese, anche lei legata alla Rari Nantes. “Ci ha fatto i complimenti perché in un anno così difficile non abbiamo mai mollato, nonostante le limitazioni, nonostante tutto, ricorderò per sempre le parole della nostra ct alla fine della gara”, racconta Cavanna. Un pensiero che la stessa allenatrice ha ribadito tramite un post su Facebook.

SAVONA SOSTIENE ADEGUATAMENTE IL SINCRO?

Ma la città di Savona si rende conto dell’eccellenza di cui è casa o tutto passa inosservato tra una polemica sul “Bacigalupo” e l’altra?

Dalle parole delle tre campionesse, emerge una città che sa valorizzare e sostenere le proprie portacolori, mentre forse si potrebbe fare meglio a livello di impiantistica. Eh sì, alla fine quella parola torna sempre.

Linda Cerruti è stata omaggiata da una grande feste al suo rientro a Noli: “Sì, Savona ci sostiene sempre, tengo a sottolineare il calore dei nolesi, che ho percepito fino a Tokyo. Ieri mi hanno festeggiata al rientro. E’ sempre un immenso piacere ricevere questi attestati di stima dai quali traggo quell’energia in più che nei momenti di difficoltà mi fa andare avanti. Un grazie particolare all’associazione dei commercianti di Noli, che nella settimana di Ferragosto ha organizzato questa festa. Anche quando semplicemente passo con lo zaino per andare in piscina sento il calore della gente, è una sensazione quotidiana quando sono a Noli”.

Costanza Ferro evidenzia l’importanza della vicinanza delle persone anche se dall’altra parte del globo: “Savona ci ha sempre sostenute. Anche se non c’è stato il pubblico, moltissime persone si son fatte sentire e ci hanno supportato da lontano.

Domiziana Cavanna, invece, sottolinea come sarebbe opportuno valorizzare ulteriormente uno dei motivi di vanto del nostro comune e della regione in generale: “La società è sempre stata un’eccellenza a livello sportivo ma non ha mai avuto una piscina degna per una squadra così forte a livello nazionale e non. La piscina Zanelli non è del tutto adatta per il sincro in termini di profondità. Alle olimpiadi il fondo è di tre metri, a Savona non più di due. In più, gli spazi sono da condividere con pallanuoto e corsi. Forse, visto quanto fa la Rari Nantes, non sarebbe male avere una piscina interamente dedicata al nuoto sincronizzato, cosa che era possibile quando era ancora aperta quella del Prolungamento”.

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