Sciopero e corteo LaerH ad Albenga: “In gioco il destino di 45 famiglie” - IVG.it

Albenga. Nessuna novità positiva, spettro licenziamenti (una volta terminati gli ammortizzatori sociali ancora a disposizione), che fa sempre più paura. Monta la rabbia e la preoccupazione dei lavoratori LaerH che, questa mattina (19 luglio), hanno indetto un nuovo sciopero di 8 ore.

Organizzato dalla RSA e dalle segreterie FIM, FIOM e UILM Savona, si è concretizzato in un corteo, al quale hanno preso parte, per portare la solidarietà dei lavoratori Piaggio, anche i delegati dello stabilimento Piaggio Aerospace di Villanova d’Albenga, che a loro volta stanno attendono che la definizione dell’iter di vendita dell’azienda.

A manifestare a fianco dei lavoratori anche i sindaci Riccardo Tomatis di Albenga e Ugo Frascherelli di Finale Ligure, il consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello in rappresentanza anche di Articolo Uno, il senatore Paolo Ripamonti della Lega e il deputato del PD l’onorevole Franco Vazio.

Il corteo è partito dalla zona di Vadino, ha attraversato il Ponte Rosso ed infine il centro storico, per concludersi sotto il palazzo del Comune ingauno.

“Siamo qui nuovamente a manifestare il nostro diritto di un lavoro, di uno stipendio, di un futuro per le nostre famiglie – commenta Giammarco Ballone della RSA LearH –  Ricordo che la LaerH è stata esternalizzata nel 2014 con un accordo perché sembrava fosse il futuro per Piaggio, ma questo non è successo. Il 26 settembre gli ammortizzatori sociali saranno esauriti e, con lo sblocco dei licenziamenti, l’azienda potrebbe lasciare a casa delle persone che non se lo meritano perché hanno sempre lavorato. Quindi chiediamo che la situazione di Piaggio venga sbloccata e che nel frattempo ci sia del lavoro per noi. Ci dispiace per i disagi che creremo con il corteo, ma queste sono le uniche armi che ci sono rimaste”.

A protestare anche il segretario generale della Cgil Savona, Andrea Pasa: “Siamo qui a pochi giorni dal presidio sotto al prefettura a Savona per ribadire le stesse cose che diciamo da fine di febbraio – sottolinea – È necessario un intervento forte del governo, del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti e del ministro della Difesa Guerini nella speranza che diano dei segnali positivi di distensione, per la Laerh e più in generale per tutto il comparto aerospaziale della Liguria, quindi Piaggio, gli stabilimenti di Albenga, di Genova e di Villanova. Sono 5 mesi che non abbiamo risposta, oggi anche con i parlamentar liguri e con i sindaci del territorio chiederemo con forza un loro intervento”.

Davanti al corteo , il sindaco Riccardo Tomatis: “Sono qui voglio perchè farmi portavoce di una realtà, quella della LaerH che si sta facendo sempre più pericolosa col passare delle settimane – evidenzia – È un’azienda che rappresenta un’eccellenza, troppe volte questo  termine è sprecato, in questo caso parliamo di professionalità importanti, di un’azienda che lavora nel contesto aerospaziale che sta terminando i suoi ammortizzatori sociali. Qui abbiamo 45 lavoratori con alle spalle 45 famiglie che rischiano di rimanere senza lavoro entro la fine di febbraio”.

“Non è nostro compito in questo momento cercare delle colpe e dei responsabili – spiega il primo cittadino – Noi dobbiamo cercare delle soluzioni. È una corsa contro il tempo, dobbiamo coinvolgere tutte le parti politiche di qualunque partito e a tutti i livelli. Per questo io sono qui con forza a manifestare a favore di questa realtà che non possiamo perdere”.

“Sono d’accordo con il sindaco Tomatis – prosegue Ugo Frascherelli – è necessario cercare di trovare delle soluzioni indispensabili per questo territorio che ha bisogno di mantenere attività produttive di questo livello per salvaguardare il benessere delle famiglie e della comunità tutta”.

Il consigliere regionale Roberto Arboscello della lista Pd/Articolo Uno aggiunge: “È doveroso essere qua oggi sia per manifestare solidarietà ai lavoratori LaerH, ma soprattutto per far capire la consapevolezza che ha la politica sulla crisi industriale savonese. In regione abbiamo 8 tavoli di crisi aperti e 7 sono della provincia di Savona, devono riavviarsi al più presto, e in tal senso è stato approvato la settimana scorsa un ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio regionale. Tra questi anche la crisi Piaggio e quella LaerH, due vicende strettamente collegate. Oggi la parola d’ordine è collaborazione istituzionale, così come avvenuto con Funivie e con Piaggio. È essenziale collaborare perché la crisi industriale e la tutela del lavoro non sono né di destra né di sinistra, non hanno nessun colore politico, ma rappresentano un’esigenza del nostro territorio”.

Ha preso poi la parola il senatore Ripamonti che ai lavoratori ha detto: “Non dobbiamo fare colpevoli, ma se oggi Piaggio ha una prospettiva di vita è grazie allo sforzo di tutti, sono stati messi a disposizione dei fondi. La politica deve dare un segnale forte, lo ha dato su tavoli importanti come quello di Funivie. Questo è il modo in cui possiamo cercare di lavorare per far sì che i lavoratori abbiamo una prospettiva. Siamo all’ultimo miglio da percorrere”.

LaerH, lo sciopero ad Albenga

“Spesso si dà il giudizio alla politica di essere assente, sul tema Piaggio la politica credo abbia dato la sua migliore rappresentazione e ha accompagnato una trasformazione industriale importante finanziando in maniera cospicua il suo rilancio, anche quando l’azienda era in crisi – sottolinea l’onorevole Franco Vazio – Parlo di Piaggio e faccio fatica a separarlo dal discorso LaerH, perché quella divisione che fu fatta dall’amministrazione di Piaggio è legittima, ma criticabile. In questo senso ci sarebbe da discutere e magari fare anche un passo indietro”.

“Il tema vero è avere oggi la capacità, la tranquillità e la calma di valutare un progetto industriale e avere la capacità di modellarlo rispetto ai tempi, quello che qualche anno fa pareva essere la chiave di risoluzione dei problemi, oggi deve essere leggermente modificata – continua -. Noi abbiamo il compito a Roma con i vari ministri di rimodellare quel progetto attraverso una dislocazione dei fondi a suo tempo allocati per ragione di modernità degli investimenti”.

“Ho sentito il ministro Guerini la scorsa settimana – racconta – e mi ha assicurato che conta di venire in Liguria entro l’autunno per cercare di chiudere questo ragionamento. Non abbiamo risolto il problema, il percorso è ancora difficile ed è l’ultimo miglio, in cui è facile commettere degli errori. È importante che voi teniate alta l’attenzione, che al nostro fianco ci siano i sindaci del territorio e la Regione e che a Roma Camera e Senato spigano nella stessa direzione”.

Piaggio e LaerH sono legate a doppio filo poiché quest’ultima non è una semplice aziende dell’indotto Piaggio Aerospace bensì un suo fornitore strategico, e proprio dalla soluzione della vertenza Piaggio passa anche quella di LaerH.

Le prospettive per lo stabilimento dell’azienda del settore aerospace insediatasi ad Albenga nel 2015, in virtù dell’accordo di programma Piaggio del 2014, si stanno facendo sempre più preoccupanti. I carichi di lavoro risultano limitati quasi esclusivamente al reparto montaggio (più della metà dei lavoratori è in cassa integrazione) e, se si eccettuano le attività attualmente svolte per Piaggio, non c’è di fatto altro lavoro. La crisi del settore determinata dalla pandemia ha completato un quadro che, man mano, si sta facendo sempre più drammatico.

Il rischio licenziamenti, ora, risulta quantomai concreto: il timore, infatti, è che, da settembre, con la fine della cassa integrazione, i lavoratori rimangano senza lavoro e senza ammortizzatori sociali.

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