Savona 2021, Russo: "Rete di assistenza territoriale assente, investire sulle Case della salute" - IVG.it
Proposta

Savona 2021, Russo: “Rete di assistenza territoriale assente, investire sulle Case della salute”

"La sanità è regionale ma garantire la qualità della vita dei cittadini è il primo dovere di un sindaco"

Via alla campagna elettorale di Marco Russo

Savona. “La rete territoriale oggi totalmente assente nelle politiche regionali, è essenziale per allentare la pressione sull’ospedale, per avvicinare i servizi ai cittadini e per svolgere un’azione di presidio nei quartieri. Per me questo è un punto prioritario, perché la mia Savona avvicina i servizi alle persone e dà risposta alle loro fragilità. In questo senso per dare risposte efficaci ai bisogni dei cittadini, il PNRR deve rappresentare una straordinaria occasione, attirando risorse per creare sul territorio comunale le Case della salute e gli ospedali di Comunità”.

E’ questa una delle priorità in merito alla sanità per il candidato sindaco del Patto per Savona, Marco Russo, che aggiunge: “La gestione della sanità e la sua organizzazione sono competenza delle Regioni ma garantire la qualità della vita dei cittadini, a partire dalla salute, è il primo dovere di un sindaco. La mia Savona è giusta perché si prende cura dei suoi cittadini, soprattutto per quanto riguarda la salute”.

“Il San Paolo – sottolinea Russo – è uno dei principali punti di riferimento della nostra comunità. Il grado di efficienza di un ospedale, la sua organizzazione, la sua capacità di rispondere alle emergenze e salvare vite umane, misurano il livello di qualità della vita della città. Per tutte queste ragioni il sindaco ha tra i suoi doveri primari – questa la seconda preoccupazione per il candidato – non solo quello di presiedere all’organizzazione dei servizi socio sanitari territoriali, ma anche quello di monitorare costantemente il funzionamento dell’ospedale, farsi portavoce delle sue esigenze che poi sono quelle dell’intero territorio”.

“Quotidianamente, mi confronto con personale sanitario che denuncia la mancanza di trasfusionisti, anestesisti, pediatri, endoscopisti, infettivologi, ma anche di oss e infermieri. Come possiamo gestire la pandemia se mancano gli infettivologi? Come possiamo riprendere le normali attività di monitoraggio e prevenzione se le liste d’attesa sono sempre più lunghe? Il problema riguarda tutta la ASL 2 ma nell’affrontarlo non possiamo dimenticare il ruolo centrale che il San Paolo sta svolgendo nell’area vasta che ruota intorno al capoluogo”.

“Per cambiare lo stato delle cose è necessario adottare un approccio radicalmente diverso rispetto a quello che ha contraddistinto gli ultimi cinque anni. Da sindaco – conclude Russo – ho intenzione di perseguire con determinazioni due linee di azione”.

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