Sanità, il segretario Pasa ribatte a Prioli (Asl 2): "Nessun campanilismo, decisioni sbagliate e mancanza di prospettiva" - IVG.it
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Sanità, il segretario Pasa ribatte a Prioli (Asl 2): “Nessun campanilismo, decisioni sbagliate e mancanza di prospettiva”

L'esponente sindacale rilancia un confronto immediato con la Regione. Fp Cisl: "Puntare su strutture territoriali"

coronavirus santa corona

Savona. “Sbalordisce sentire dichiarazioni che danno la responsabilità all’estremo campanilismo del nostro territorio ad un problema così importante come quello della sanità e più in generale della tutele della salute dei cittadini. Oltre all’estremo campanilismo c’è di più, molto di più. Le responsabilità del peggioramento della sanità nel nostro territorio negli ultimi anni sono il frutto della scelte politiche dell’amministrazione regionale ligure e hanno un nome e un cognome”.

Così il segretario provinciale della Cgil savonese Andrea Pasa risponde alle esternazioni del direttore generale Asl 2 Prioli sulle difficoltà della sanità pubblica della provincia, dai presidi ospedalieri fino al ripristino di tutti i servizi sanitari post Covid.

“Basti pensare che l’unica strategia messa in campo dalla Regione Liguria in questi 18 mesi è stata quella di ridurre servizi e attività No Covid, mettendo seriamente in difficoltà migliaia di cittadini: chiusura dei Punti di Primo Intervento degli ospedali di Cairo Montenotte – che dopo oltre un anno è stato riaperto dal 1 giugno solo H12 – e Albenga – tutt’ora chiuso con la stagione estiva che porta migliaia di turisti nel ponente ligure; la chiusura del Punto nascite del Santa Corona di Pietra Ligure da oltre 250 giorni, la riduzione delle attività di ostetricia e ginecologia a Pietra Ligure; le difficoltà nel centro trasfusionale di Savona; il disinvestimento sulla sanità territoriale e infine lo scempio fatto in tema di svendita ai privati di un pezzo della sanità pubblica – ospedali di Cairo Montenotte e Albenga, senza tra l’altro neppure riuscirci in cinque anni” sottolinea l’esponente sindacale.

“Il campanilismo causa tutto questo scempio ? Non credo proprio. Non ci sono ricette facili a problemi così complessi”.

“Inoltre mancano medici, infermieri, specialisti proprio perché non si è fatta una programmazione seria e tempestiva da parte della Regione Liguria e Alisa, eppure in Liguria solo il 6% degli infermieri assunti per l’emergenza sanitaria ha un contratto a tempo indeterminato. In questi mesi di emergenza tutti i cittadini si sono resi conto di aver bisogno di una sanità pubblica forte ed in grado di dare risposte tempestive. Il sistema sanitario Ligure in questi mesi ha retto solo e soltanto grazie all’abnegazione degli operatori socio sanitari”.

“Cgil, Cisl e Uil di Savona insieme al Comitato e i 19 sindaci della Valbormida a settembre del 2020 hanno “costruito” un documento in cui rilanciano un nuovo modello socio sanitario per l’entroterra ma più in generale per la provincia di Savona, un modello che si fonda sulla medicina territoriale, sulla sanità pubblica e sul ripristino di servizi e attività all’interno dell’Ospedale di Cairo Montenotte – presidio fondamentale per oltre 40 mila abitanti – per questo pretendiamo un confronto serio con la Regione Liguria, con il presidente Toti nonché Assessore alla sanità e un po’ più di chiarezza da parte degli amministratori locali, che a seconda del vento cambiano idea sul modello socio sanitario da mettere in campo”.

E ancora: “Se ci sono amministratori che hanno approvato il documento di settembre ma che non sono più in grado di sostenerlo lo dicano, lo spieghino, si confrontino con il resto dei soggetti firmatari di quel documento. Il presidente Toti nella riunione dello scorso 7 giugno si è impegnato a riaprire entro l’estate di quest’anno il Punto di Primo Intervento di Cairo Montenotte h24, le sale operatorie, riprendere la discussione sui contenuti del documento della sanità in Valbormida entro il mese di luglio e ci ha comunicato di avere deciso revocare la gara per le privatizzazioni degli ospedali di Cairo Montenotte e Albenga. Sono impegni precisi, impegni politici che arrivano direttamente dal presidente di Regione, impegni presi con le organizzazioni sindacali, sindaci e Comitato. Auspichiamo che tali impegni possano essere onorati dal presidente e che i sindaci – responsabili tra le altre cose anche della tutela della salute dei propri cittadini – stiano già in questi giorni sollecitando la Regione Liguria per calendarizzare un incontro per fine luglio inizio o inizio agosto”.

“E’ sotto gli occhi di tutti che serve una riorganizzazione profonda del sistema ospedaliero e territoriale che vada oltre l’emergenza. Serve una programmazione costante e un investimento sul personale con contratti di qualità per il bene degli operatori e dei pazienti” conclude il segretario Pasa.

“Questa pandemia ci ha insegnato che c’è più bisogno di territorio, di strutture territoriali e di sanità pubblica” ha detto oggi Gabriele Bertocchi, segretario generale Funzione Pubblica Cisl Liguria a margine del convegno organizzato dalla Fp Cisl Liguria intitolato “La sanità in Liguria durante e dopo il Covid”. Ai lavori hanno preso parte Maurizio Petriccioli, segretario generale Cisl Fp nazionale, Francesco Quaglia, direttore dipartimento Salute Regione Liguria, Salvatore Giuffrida, direttore generale policlinico San Martino, Luigi Bottaro, Paolo Petralia e Marco Prioli, direttori generali Asl 3, Asl 4 e Asl 2.

“Diminuita la pandemia vorremmo ricostruire una sanità regionale che funzioni bene sia per quanto riguarda gli ospedali ma anche per il territorio: bisogna quindi ragionare sul miglior utilizzo dei fondi europei che arriveranno, aumentando i servizi territoriali per superare il problema delle liste d’attesa, quello delle assunzioni. Le assunzioni fatte in questo periodo per Covid sono per la maggior parte a tempo determinato, ma c’è grande bisogno di personale sanitario”, continua ancora Bertocchi.

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