Nuovo bypass autostradale: "Indispensabile per portualità e logistica" - IVG.it
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Il direttore dell'Unione Industriali Alessandro Berta e il direttore del porto Paolo Canavese spiegano la necessità del collegamento alternativo all'A10

Savona. La bretella che collega direttamente la Liguria con la pianura padana e in particolare il ponente savonese (Albenga e il finalese) è essenziale per scaricare il peso dei mezzi pesanti e non solo dall’A10 che mostra evidentemente tutti i suoi limiti. E’ il messaggio forte e chiaro lanciato oggi dal mondo economico e produttivo savonese durante la presentazione del progetto sul nuovo collegamento autostradale.

“L’A10 non è in grado di sopportare il traffico non solo in fase di manutenzione ma anche quando si unirà il peso a pieno regime dei traffici della piattaforma di Vado Ligure” afferma il direttore dell’Unione Industriali di Savona Alessandro Berta.

“Questa nuova infrastruttura è essenziale anche perché il nostro territorio, in particolare la Valbormida, dal punto di vista industriale, possa tornare attrattiva e non vada piano piano a depauperarsi di ricchezze”.

“La possibilità di essere collegati direttamente con la Lombardia sarebbe un valore aggiunto. Già ora se uno percorre la Diego-Acqui si rende conto che è diventata una camionale, in quanto piuttosto che mettersi sulla A10 i passaggi verso la Valbormida avvengono sulla statale di Dego” conclude Berta.

“La questione autostradale è sotto gli occhi di tutti, non solo la Savona-Genova, ma anche la Genova-Ovada e la Savona-Torino. Il problema più ampio è il traffico, il nuovo bypass andrebbe esteso alla zona dell’albenganese per avere una risposta complessiva in modo da dare ossigeno al comprensorio portuale” sottolinea il direttore del porto savonese Paolo Canavese.

“Il bacino portuale ha bisogno di un respiro, non solo per la piattaforma ma anche per la ripartenza economica complessiva. E’ necessario un sistema ferroviario e viario efficiente. Non bisogna solo guardare all’oggi ma guardare al domani in previsione di una crescita anche in termini occupazionali che può e deve interessare il territorio valbormidese per le attività retro portuali” conclude Canavese.

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