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La Lac: “La Corte Costituzionale boccia due norme regionali illegittime in materia di caccia alle specie migratrici”

"Accolto dunque il ricorso del Governo, scaturito lo scorso anno anche a seguito di un esposto di Lac ed altre associazioni ambientaliste ai ministeri competenti"

Caccia

Liguria. “Con la sentenza numero 138 depositata il 6 luglio, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali due articoli della legge regionale numero 9 del maggio 2020 riguardante le ‘Disposizioni di adeguamento della normativa regionale'”. Lo rende noto la Lega Abolizione Caccia.

“Le norme della Regione Liguria che ora cessano di avere efficacia riguardavano il silenzio-assenso dei proprietari dei fondi alla installazione di appostamenti di caccia da parte di estranei, anche a loro insaputa; i giudici della Consulta hanno sentenziato che la necessità di un diniego scritto al cacciatore per poter esercitare la propria contrarietà alla installazione di appostamenti di caccia e palchi sopraelevati, anche con permanenza di materiali usati per la loro costruzione, viola l’art. 832 del Codice Civile sul diritto alla proprietà”.

Le norme riguardano anche “l’esercizio della caccia per due giornate a scelta (anziché fisse come prevede la normativa statale) nel mese di gennaio nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) per la tutela dell’avifauna; La Liguria ha 7 ZPS per una superficie complessiva di 20.000 ettari , di cui quella del comprensorio del Beigua è la più grande”.

“La Corte Costituzionale ha anche precisato che le deroghe ai permessi edilizi per la realizzazione degli appostamenti di caccia non includono l’autorizzazione paesistica, che resta necessaria. Accolto dunque il ricorso del Governo, scaturito lo scorso anno anche a seguito di un esposto di Lac ed altre associazioni ambientaliste ai ministeri competenti”.

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