Inaugurata a Toirano la Panchina Rossa in memoria di Jessica Novaro: "Un monito per tutti noi" - IVG.it
Memoriam

Inaugurata a Toirano la Panchina Rossa in memoria di Jessica Novaro: “Un monito per tutti noi” fotogallery

E' la 30enne che lo scorso mese di dicembre è stata uccisa dal compagno della madre

Toirano. Si è tenuta questo pomeriggio a Toirano l’inaugurazione della “Panchina Rossa” contro la violenza sulle donne dedicata alla memoria di Jessica Novaro, la 30enne che lo scorso mese di dicembre è stata uccisa dal compagno della madre.

Alla piccola cerimonia erano presenti il sindaco della cittadina della Val Varatella Giuseppe De Fezza, l’assessore ai servizi sociali Deni Aicardi, il presidente del consiglio comunale Claudio Oddo, i consiglieri Nicolò Panizza, Pietro Beccaria, Giancarlo Mattoscio e Roberto Bianco, il sindaco di Borghetto Giancarlo Canepa con l’assessore Maria Carla Calcaterra e il consigliere Paolo Erre, l’assessore di Loano Luca Lettieri, il consigliere comunale Luana Isella, il vice sindaco di Garlenda Alessandro Navone, i consiglieri regionali Stefano Mai e Brunello Brunetto, l’onorevole Sara Foscolo.

La panchina, simbolo della lotta al femminicidio, è stata posizionata nei pressi della Portassa, all’ingresso del centro storico toiranese, ed è stata donata dai dipendenti del Conad di Toirano, presso il quale lavorava anche Jessica, in ricordo della loro indimenticata collega.

Nel suo discorso il sindaco De Fezza ha sottolineato: “Tutti noi conoscevamo Jessica e tutti noi non dimenticheremo mai il suo sorriso e il suo modo di essere così solare. E come dimenticare Janira, del resto? Questa Panchina Rossa deve essere un monito per la comunità e le coscienze di tutti noi. Affinché tragedie come queste non succedano mai più”.

L’assessore Deni Aicardi ha fatto eco: “Questa panchina non è solo un modo per ricordare Jessica, ma anche un invito rivolto a tutti noi: occorre che tutti noi impariamo ad ascoltare non solo ciò che ci viene detto in modo esplicito, ma anche ciò che resta tra le righe, i silenzi sotto i quali le vittime di violenza spesso nascondono i loro problemi. Tutti abbiamo conosciuto Jessica. Era solare, gentile e sorridente, ma nessuno è riuscito a capire quale dramma ci fosse dietro questo suo modo di essere. Dunque è necessario non fermarsi alle apparenze, ma cercare di capire cosa ci sia dietro. Nel dubbio, è sempre meglio denunciare e magari sbagliare che ignorare ciò che sta accadendo”.

Catterina Giraudo, presidente dell’associazione “Artemisia Gentileschi”, ha aggiunto: “Molte volte nemmeno ci accorgiamo di ciò che succede intorno a noi. Ma sono le donne stesse che devono cercare di chiedere aiuto. Ci vuole forza e determinazione ma quando si trova il coraggio il sostegno arriva. Noi siamo un centro antiviolenza e siano presenti sul territorio dal 2001. Abbiamo dato aiuto e supporto a centinaia di donne, ma è quanto mai fondamentale fare rete e fare in modo che istituzioni, forze dell’ordine e comunità lavorino insieme. Siamo qui per aiutarvi”.

La Panchina Rossa di Toirano

Dopo il taglio del nastro, Laura (collega di Jessica) ha letto un brano poetico di William Shakespeare; poi è toccato a Lina interpretare una poesia di Alda Merini.

In chiusura di cerimonia, Deni Aicardi ha concluso: “Quando passerete davanti a questa panchina mandate un aiuto a Jessica e riflettete: basta poco, anche un parola gentile, un gesto, per aiutare una donna in difficoltà. E’ impensabile passare davanti a questa panchina senza pensare a ciò che rappresenta”.

Il decesso della ragazza, avvenuto il 6 dicembre scorso, è stato provocato da un unico colpo sparato da Testa con una pistola calibro 9, un colpo volontario e diretto proprio alla giovane, con la quale il 56enne da tempo nutriva forti dissapori e gelosie. Il proiettile ha raggiunto il torace della ragazza, provocando una lesione agli organi interni e una fatale emorragia che non ha lasciato scampo alla povera Jessica.

Corrado Testa, olivicoltore, è stato descritto come un uomo sempre più violento e turbato: aveva perso la moglie in maniera tragica 9 anni fa e cercava di rifarsi una vita. Forse il suo gesto è stato maturato col tempo, fin da quando si era chiusa la relazione con la donna, la quale non voleva più sapere di riallacciare il rapporto.

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