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Euro 2020, a Ceriale qualcuno festeggia sventolando il “Tricolore Sabaudo”

E' Fabrizio Marabello, secondo cui quello è "il primo vero Tricolore dell’Italia scelto da Re Carlo Alberto e utilizzato dai patrioti nella prima guerra d’indipendenza"

Marabello Bandiera Sabauda

Ceriale. La vittoria degli uomini di Roberto Mancini allo stadio di Wembley di Londra è stata festeggiata in tutta Italia con il classico sbandieramento del vessillo nazionale.

In piazza della Vittoria a Ceriale, invece, ieri sera ha fatto anche capolino una bandiera “sabauda” esibita “con orgoglio” da Fabrizio Marabello che della materia afferma di intendersene “per la mia fede monarchica e per la mia instancabile attività negli ambienti che mi hanno avvicinato prima all’aristocrazia torinese e poi a quella romana della cosiddetta ‘nobiltà nera’ rappresentata dai principi Ruspoli”.

Ispettore generale dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon (la più antica associazione d’arma e combattentistica del mondo con sede a Roma), Marabello ha ricevuto le insegne di Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Ordine cavalleresco della Real Casa di Savoia) dal principe Vittorio Emanuele. Studioso ed esperto di storia patria, sostiene che “la repubblica italiana ha sempre vissuto con il complesso di inferiorità rispetto alla Monarchia e, consapevole della sua debolezza, ha cercato di trovare nella storia italiana una ‘bandiera targata repubblicana’ che anticipasse quella monarchica, cioè il vessillo della ‘repubblica cisalpina’ del 1797 al posto del Tricolore Sabaudo. Questa forzatura storica è lontana dalla realtà. La bandiera è un simbolo che ha il suo significato legato al periodo storico nel quale è vissuto, e quindi non si può, a posteriore, applicare al vessillo del 1797 un significato diverso da quello che aveva. La bandiera del 1797 non aveva, e quindi non ha, il significato dell’Unità d’Italia”.

“La verità è che non è possibile festeggiare degnamente e completamente il Tricolore, e anche le vittorie calcistiche della nazionale, senza la bandiera sabauda il primo vero Tricolore dell’Italia scelto da Re Carlo Alberto e utilizzato dai patrioti nella prima guerra d’indipendenza. Sventolare il vessillo sabaudo – conclude Marabello – nella piazza centrale della mia cittadina ha ancora più senso se pensiamo che durante il Regno d’Italia la stessa piazza fu intitolata a Re Umberto II”.

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