Pensiamoci

Intervista

Croce Bianca Savona, il grazie del presidente ai militi: “Il volontariato un patrimonio, i giovani hanno valori importanti”

L’arrivo della Croce d’Oro in città: “Siamo nati soprattutto per essere vicini alla nostra gente”

Dalla Croce Bianca di Savona una corona di alloro per le vittime di Covid

Savona. Come sta la Croce Bianca di Savona e, più in generale, che momento vivono le pubbliche assistenze? Lo chiediamo a Nanni Carlevarino, presidente della “Bianca”, uomo di grande equilibrio, onestà intellettuale, oltre che di indiscussa esperienza e capacità tecnica nel settore del primo soccorso.

Presidente Carlevarino, avete da poco inaugurato due ambulanze e un terzo veicolo. Un segnale di salute?
“Per quanto riguarda i mezzi certamente sì. In particolare ci mancava un mezzo polivalente, per i trasporti o da utilizzare come automedica ma attrezzato anche per affrontare all’occorrenza le emergenze”.

Ma quella del 3 luglio in piazza del Comune è stata soprattutto l’occasione per mettere sotto i riflettori i vostri militi
“Proprio così, perché davvero lo meritano, soprattutto dopo il lungo periodo dell’emergenza Covid che, non dimentichiamolo, non è ancora finita”.

Lo stato delle finanze dell’associazione?
“È stato molto importante l’adeguamento delle tariffe deciso dalla Regione. Poi noi riequilibriamo il bilancio grazie alle donazioni, agli sponsor, alla vendita dei calendari. La solidarietà di Savona e dei savonesi non ci è mai mancata e costituisce uno stimolo importante per affrontare lo sforzo di tutti i giorni”.

La Croce d’Oro di Albissola ha aperto una sede a Savona. Effettua circa il 20% dei servizi in città, mentre la “Bianca” ne fa il 60 e la “Rossa” l’ultimo 20. Dunque una decisione ineccepibile dal punto di vista tecnico, ma che ha fatto storcere il naso ad alcuni puristi del volontariato, i quali ritengono che il legame con il territorio non sia, diciamo così, “esportabile”…
“Non amo giudicare le decisioni degli altri e ancor meno fare polemiche. Per non sottrarmi alla sua domanda ricorro alle convinzioni di un personaggio come Dino Ardoino della ‘Bianca’ di Albenga. Lui sostiene che siamo nati per aiutare ed essere vicini alla nostra gente, poi si può doverosamente pensare a dare solidarietà a tutti quelli che ci chiamano”.

Obiettivi futuri?
“Credo che il dibattito dei prossimi mesi sarà incentrato sulla riforma del servizio 118 a cui sta lavorando la Regione”.

Lei come la vede?
“Non ho le capacità di un assessore regionale. Certamente si tratta di migliorare ulteriormente il servizio, ma mi preme ricordare che il nostro 118, il 118 di Savona, è stato il pioniere e che si tratta di un patrimonio da tenere legato al territorio e da non disperdere. Questo lo reclamano a gran voce tutte le consorelle”.

Avete un numero di volontari sufficiente ad affrontare una mole di servizi come la vostra?
“Ce ne vorrebbero di più, per rispondere a tutte le richieste ed esigenze, h24 e per 365 giorni l’anno, considerando appunto che svolgiamo il 60% dei servizi e a volte anche di più. Non è facile formare soccorritori e ancor meno autisti, perché dobbiamo essere preparati al meglio, ma devo constatare con orgoglio che i giovani savonesi ci seguono con abnegazione. È la miglior testimonianza che molti giovani oggi sono sensibili ai valori più importanti, non solo talvolta protagonisti di episodi da condannare”.

Presidente Carlevarino, nei nostri periodici incontri la sentiamo sempre motivato. Non accusa mai stanchezza o ancor peggio voglia di lasciare?
“No, anche perché ho collaboratori meravigliosi. Anzi, tra un anno andrò in pensione dal lavoro e potrò dedicarmi ancor più alla Croce Bianca, fin quando mi vorranno”.

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