Covid, Rt nazionale superiore a 1: non succedeva da marzo. La Liguria tra le regioni con l'indice più alto - IVG.it
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Covid, Rt nazionale superiore a 1: non succedeva da marzo. La Liguria tra le regioni con l’indice più alto

Ma grazie ai nuovi parametri inseriti nel decreto del governo nessuna regione al momento rischia il 'giallo'

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Roma. La variante Delta, ormai prevalente in Italia, sta causando un aumento dei contagi, come dimostrano i dati contenuti nella bozza di monitoraggio settimanale dell’Iss- Ministero della Salute, secondo cui l’Rt nazionale (la scorsa settimana pari a 0,91) torna ad oltrepassare la soglia 1 (non succedeva dallo scorso marzo) attestandosi a 1,26. Una persona con il virus, dunque, oramai ne contagia più di un’altra.

L’indice aumenta anche in Liguria, dove si registra un Rt pari a 1,45: in Italia peggio solo Sardegna (2,24), Veneto (1,67) e Marche (1,46), mentre sono solo due le regioni che hanno valori più bassi, ovvero Molise, dove è pari a zero, e Basilicata (0,81).

Schizza l’Rt e cresce anche l’incidenza, a livello nazionale questa settimana passa a 41 casi per 100 mila abitanti contro i 19 casi della settimana precedente.

Per quanto riguarda, invece, le ospedalizzazioni, i dati sono meno preoccupanti. Nessuna regione supera le soglie della zona gialla, anche se ci sono 19 regioni a rischio moderato (a rischio basso solo la Valle D’Aosta e la Basilicata). Secondo il decreto appena firmato, per abbandonare la fascia bianca, infatti, non conta solo l’incidenza che deve essere superiore ai 50 casi su 100 mila abitanti, ma anche il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 che deve superare il 15% e quello in terapia intensiva il 10%.

A livello nazionale i ricoveri per Coronavirus in area medica sono al 2,1%, mentre in terapia intesiva al 2%. Numeri, dunque, molto lontani dalla soglia della zona gialla. Ci sono, però, alcune regioni in cui l’occupazione in area medica si attesta intorno al 5%: è maggiore in Calabria (5,7%)  e Sicilia (5,2%), poco più bassa in Campagna (4,8%) e Basilicata (4,7%). A livello di terapie intensive, invece, le percentuali più alte si registrano in Toscana (3,4%), Sicilia (3,3%) e Lazio (3%).

Ci sono, poi, regioni in cui l’incidenza supera i 50 casi su 100mila abitanti, in testa la Sardegna (82,8), seguono Veneto (68,9), Lazio (68,8) e Sicilia (64,9).

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