A10 chiusa giorno e notte dal 6 al 23 agosto, Liguria a rischio paralisi. Toti: "Basta essere ostaggio dei cantieri" - IVG.it
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A10 chiusa giorno e notte dal 6 al 23 agosto, Liguria a rischio paralisi. Toti: “Basta essere ostaggio dei cantieri”

Lo stop ai lavori è stato anticipato a luglio, la situazione preoccupa anche le aziende dell'autotrasporto: "Potrebbe essere devastante"

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Liguria. Rischio paralisi del traffico, con l’Aurelia invasa da messi pesanti e turisti diretti agli imbarchi dei traghetti. È questo lo scenario che si prospetta ad agosto sull’A10, dopo la proposta di chiudere dal 6 al 23 agosto (giorno e notte) il tratto tra i caselli di Genova Aeroporto e Genova Pra’, in direzione Savona.

In questi mesi estivi le code in autostrada (e non solo) sono ormai diventate un incubo abituale dei liguri che quasi ogni giorno sono costretti a trascorrere ore interminabili in auto incolonnati nelle lunghe file causate da lavori, incidenti e turisti. E, considerando la proposta messa sul tavolo da Autostrade, il prossimo mese la situazione non dovrebbe migliorare, anzi.

I lavori che dovranno essere effettuati sulla tratta, infatti, sono necessari per completare definitivamente l’intervento che ha come deadline il 26 agosto: dopo quella data, se le difettosità della gallerie non saranno risolte, il tratto verrebbe comunque chiuso al traffico in assenza del rispetto dei requisiti minimi di sicurezza per la circolazione. Lavori, dunque, non rinviabili in autunno, periodo in cui – secondo Aspi – l’impatto dell’intervento sarebbe ancora più pesante in termini di traffico, specie per i mezzi pesanti.

Ieri le concessionarie autostradali ad un tavolo tecnico con ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, l’assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Giampedrone e Anci hanno illustrato il piano per i prossimi giorni: lo stop ai cantieri, inizialmente previsto nelle settimane centrali di agosto, è stato anticipato da venerdì 16 luglio a domenica 1° agosto. Il motivo? In quel periodo si prospetta un crollo del traffico pesante di oltre il 20% e una riduzione significativa dei volumi del casello di Genova Ovest che diventerebbe prioritaria per la città.

Previsioni, però, non condivise dalle aziende dell’autotrasporto, almeno nella prima settimana di chiusura. “Sicuramente è l’ennesima scelta estemporanea e non programmata. Qui continuiamo a fare riunioni ma Migliorino e compagnia decidono quello che vogliono – spiega Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito -. L’impatto sarà importante sicuramente fino al 14 agosto perché saremo ancora in peak season e avremo volumi importanti fino a quella data. La chiusura della A10 sarà un grandissimo problema soprattutto per gli scambi orizzontali tra i due bacini”.

D’accordo anche Franco D’Artizio, segretario genovese della Fai Conftrasporto: “Le ripercussioni saranno altissime fino a Ferragosto perché la logistica in quei giorni spedisce e la concomitanza coi traghetti rischia di essere devastante. Per l’arrivo dei container nei bacini di Pra’ e Sampierdarena saranno disponibili la A26 e la A7, quindi non ci saranno problemi. Ma per il traffico interno e quello orizzontale verso la Francia non ci saranno alternative: percorreremo tutti la Aurelia“.

Impensabile, infatti, aggirare la chiusura percorrendo la A7 in salita, la diramazione Predosa-Bettole e quindi la A26 in discesa. “Vorrebbe dire allungare di 180 chilometri e per gli scambi di container tra Pra’ e Sampierdarena la situazione sarà critica”, osserva Tagnochetti. In direzione Levante non dovrebbero esserci particolari ostacoli perché Autostrade ha garantito la percorribilità di due corsie, ma verso Ponente il disagio sarà inevitabile. Dopo Ferragosto, il calo dei traffici dovrebbe risolvere in parte il problema.

Per cercare di limitare i danni, come annunciato ieri dall’assessore Giampedrone, la proposta della Regione è quella di estendere lo stop fino all’8 agosto (e non solo fino al primo del mese), evitando che la ripresa dei cantieri nei giorni feriali avvenga nel momento del cambio del mese, considerato molto delicato per i flussi turistici e periodo nel quale è ancora presente anche il traffico pesante.

Se i piani non dovessero variare, la situazione potrebbe, dunque, essere preoccupante, come sottolinea anche il presidente della Liguria, Giovanni Toti.  “Genova e la Liguria non possono continuare ad essere ostaggio dei cantieri, con gravissime ripercussioni sulla nostra economia – afferma – È indispensabile che nell’incontro tra Autostrade per l’Italia e Comune di Genova, che abbiamo chiesto con forza pur non avendo alcuna competenza diretta sul tema delle concessioni autostradali e degli interventi di messa in sicurezza, il Ministero dia delle risposte, e che vengano individuate soluzioni migliorative che riducano il forte impatto di questo cantiere sul traffico di Genova, che rischia di paralizzare il porto e l’intera regione”, questo l’appello del governatore.

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