Esigenza

Bypass autostradale dal ponente ligure all’Alessandrino, il presidente Olivieri: “Senza alternative rischiamo il collasso” fotogallery

Il progetto è stato presentato in Provincia

Liguria. Oggi è un’occasione molto importante per riportare il focus su un progetto molto importante: la bretella che libera, piuttosto che collegare, il basso Piemonte con la Liguria. La situazione è pesante, ospitiamo uno dei porti più importanti. Quando la piattaforma andrà a regime si parla di 1.800-2.000 camion che si aggiungeranno al traffico. Usare il termine collasso sarà riduttivo“.

A dirlo è il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri, che ha agito come catalizzatore di interessi che vanno dall’autotrasporto (rappresentato da Trasportounito, presieduto da Franco Pensiero), agli operatori del comparto turistico, al mondo della logistica e a una cinquantina di sindaci direttamente coinvolti in questa emergenza: l’occasione oggi con il lancio della proposta per il nuovo bypass autostradale che permetterà di snellire il traffico, specie quello pesante, da Albenga verso Savona e in direzione del bivio A10/A26. E’ questa la soluzione alternativa per rispondere alla paralisi viaria sulla rete autostradale ligure, soggetta ancora a lunghi interventi di manutenzione con relativi cantieri.

Regione Liguria, Regione Piemonte, le Provincie di Savona e Alessandria, il commissario per Genova, Marco Bucci, e una quarantina di sindaci hanno lanciato una grande alleanza per la realizzazione di quest’opera in grado di sbloccare una delle tratte autostradali più a rischio e a maggiore valore strategico. Si tratta di un importante intervento infrastrutturale finalizzato a scongiurare il blocco della circolazione e della mobilità, già oggi sotto costante pressione e non in grado di affrontare nuove sfide di traffico derivante dalla crescita del movimento merci sui porti di Savona e Genova.

Il progetto riguarda una nuova bretella secondo il modello di tangenziale autostradale: ad ora si è al lavoro sulla progettazione definitiva e sullo studio di fattibilità, che ha preso in esame anche i flussi di traffico e diversi aspetti tecnici. Ovviamente resta aperto il capitolo dei finanziamenti necessari, sui quali si punta con forza al piano infrastrutturale del Recovery come unica via per ottenere le risorse adeguate (il costo dovrebbe essere nettamente inferiore rispetto ad una nuova autostrada come la Albenga-Carcare-Predosa).

Ecco quindi come il Nord Ovest punti a creare un forte “massa critica” e pressing sul governo per arrivare all’obiettivo finale. Inoltre, secondo quanto trapelato, il layout progettuale dovrebbe prevedere la possibilità di procedere a singoli lotti funzionali per la realizzazione fattuale dell’opera complessiva.

I numeri si prestano a ben poche interpretazioni: già oggi la Genova-Ventimiglia, sotto osservazione ulteriore per i lavori di manutenzione in atto, ha superato il livello di guardia del congestionamento. Idem per i nodi di interconnessione con la Savona-Torino e con la Voltri-Gravellona Toce. Con i 2000 mezzi pesanti che ogni giorno graviteranno sul nuovo terminal e con la crescita prevista anche del Terminal di Voltri su una rete che per i prossimi dieci anni subirà disagi, code e ingorghi derivanti da lavori di manutenzione posposti per anni, il nuovo bypass si presenta come l’unica alternativa percorribile per scongiurare il blackout.

“Quello di cui parliamo oggi – dice il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – non si costruisce facilmente con un piano economico e finanziario ma guarda al piano dello sviluppo del territorio. Se ci avviamo verso un progetto di questo tipo deve essere profondamente condiviso dalle istituzioni pubbliche e private di questo territorio. Per giustificare un intervento così importane c’è bisogno di una visione di sviluppo di medio e lungo periodo. Come Regione ci siamo, io sono un ‘infrastrutturista’ convinto. Le politiche di sviluppo sostenibile e di riconversione del paese da molti anni passano per più infrastrutture non per meno infrastrutture, dalla complementarietà del ferro e gomma”.

“E’ giusto finanziare il ferro, ma c’è sempre l’ultimo miglio da raggiungere e la mobilità è fatta di interconnessione tra diversi mezzi di trasporto. E’ più difficile finanziare una autostrada più che una ferrovia ma io credo che sia una di quelle cose per cui valga la pena combattere per averle. Diventerebbe una parallela alla nostra autostrada litoranea e obiettivamente – conclude Toti – è un’arteria di cui abbiamo bisogno”.

Raffaella Paita, presidente della commissione trasporti della Camera, ha pragmaticamente insistito su due fattori: partire da un progetto vero che oggi non esiste e definire accordi fra le Regioni Liguria e Piemonte per fare fronte comune, per individuare i tracciati e su questi trovare le risorse coinvolgendo anche i concessionari.

“Per la prima volta dopo decenni, forse anche a causa dell’emergenza infrastrutturale in atto nel nord ovest – ha sottolineato Edoardo Rixi, membro della commissione trasporti della Camera – il progetto raccoglie il sostegno degli interi territori interessati. Ora si pone la necessità di far comprendere a livello nazionale che non si tratta di una rivendicazione locale, bensì di un’opera strategica a livello nazionale ed europeo.”

“Sicuramente è un’arteria fondamentale – aggiunge l’assessore della Regione Piemonte Marco Protopapa – per il collegamento con i porti. Noi siamo interessati quando si parla di un collegamento con la Francia e il ponente ligure che così potrà essere raggiunto in modo più veloce. I nostri territori chiederanno strada facendo delle conferme e delle certezze. Si parla di un intervento a lotti. Sarebbe necessario che il primo sia quello di Albenga-Carcare. Noi abbiamo già realizzato il primo tassello (Acqui – Predosa)”.

“Il territorio ligure ha infinitamente bisogno di nuove infrastrutture – aggiunge l’assessore ai trasporti di Regione Lombardia Claudia Terzi -. Smettiamola di pensare che realizzare nuove opere viarie voglia dire fare del male all’ambiente”.

Il convegno che si è svolto a Savona non ha fornito facili soluzioni, ma la prova di una volontà politica coesa che forse per la prima volta chiama in causa decine e decine di Comuni, le Province di Savona e Alessandria e tre Regioni che forse solo oggi hanno scoperto in che guai l’intera mobilità, industriale, turistica e locale, potrebbe trovarsi in pochi mesi se non saranno adottate cure choc, prima fra tutte la realizzazione della nuova autostrada ligure-piemontese. Lo hanno testimoniato senza mezzi termini i rappresentanti dell’autotrasporto (Pensiero ha denunciato come il blocco delle autostrade si stia estendendo anche alle strade statali 29 e 30 in Val Bormida, con velocità di esercizio dei mezzi pesanti che raggiungono a malapena i 30 chilometri orari quando la soglia di economicità viaggia attorno ai 45 chilometri orari) e quelli del comparto turistico ponendo veri e propri aut aut alla politica.

Tre le chiavi di lettura dell’incontro di oggi a Savona. La prima: trovare subito un soggetto attuatore del progetto che possa essere rappresentato da un singolo Ente Locale o da più Enti Locali, in grado di affermare l’urgenza del progetto e l’emergenza del blocco che incombe sul sistema autostradale del nord-ovest. In secondo luogo, creare un fronte comune compatto per la soluzione di un problema che è solo parzialmente ligure, ma che riguarda in prima battuta le Regioni Piemonte e Lombardia, l’intero nord-ovest italiano (da qui transita il 50% dell’export nazionale), un mercato turistico primario (50milioni di presenze nelle sole provincie di Savona e Imperia) e persino la mobilità dell’Unione Europea (il 30% dei camion in transito sono francesi, spagnoli o portoghesi). Infine, trovare i soldi eventualmente anche dirottandoli da altre opere che possono rientrare nel PNRR o agendo anche sulla leva dei pedaggi per coprire una quota consistente del costo e per avere l’opera conclusa entro il 2026.

Ha concluso i lavori il presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, che ha parlato con soddisfazione di “una ripartenza, resa possibile da un territorio unito sia nella parte pubblica che nella parte privata. Ci siamo già accordati – ha affermato – per un seguito tecnico che vuole portare all’apertura di un tavolo combinato dalle Province sul territorio, con l’indispensabile supporto delle Regioni che è stato dichiarato in questa occasione”.

leggi anche
bypass autostrada
Passaggio a nord ovest
Luce verde per il progetto di un bypass autostradale dal ponente ligure all’Alessandrino
Carlo scrivano
Urgenza
Bypass autostradale, Scrivano (Upa): “Code in autostrada penalizzanti più del crollo del Morandi”
In Provincia la presentazione del bypass autostradale
D'accordo
Bypass autostradale, FdI Val Bormida: “Ricaduta enorme in termine di appetibilità del nostro territorio”
olivieri
Convegno
Bypass autostradale, Olivieri: “Fondamentale non solo per il ponente ligure ma per il centro Europa”

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.