Albenga, consegnate le Fionde di legno ad Antonio Albanese e ai soccorritori che hanno combattuto contro il Covid - IVG.it
La serata

Albenga, consegnate le Fionde di legno ad Antonio Albanese e ai soccorritori che hanno combattuto contro il Covid

Duro attacco di Gino Rapa ai politici: "Ridateci il nostro ospedale"

Albenga. “Ridateci il nostro ospedale”. E’ stato questo il messaggio con cui si è conclusa, ieri sera, la consegna ad Antonio Albanese del premio Fionda di Legno, istituito dai Fieui di Caruggi. Una serata “calda”, quella andata in scena in piazza Enzo Tortora ad Albenga, e non solo per la temperatura esterna: i Fieui avevano infatti preannunciato di volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa su uno dei temi che sta più loro a cuore, la sanità pubblica e la difesa dell’ospedale di Albenga. E così è stato, con tanto di grido al termine della serata.

In una gremita piazza Tortora oltre 500 persone hanno partecipato all’edizione speciale versione estiva della Fionda di legno, rinviata a causa del Covid (avrebbe dovuto svolgersi a marzo 2020) e finalmente in presenza, in sicurezza, distanziamento e rigorosamente con mascherina. Il pubblico ha atteso alle 21 l’arrivo di un puntualissimo Antonio Albanese, noto comico e vincitore della Fionda 2020, attore conosciuto al grande pubblico per i suoi fantastici personaggi, diventato famoso per aver interpretato in numerose pellicole di grande successo Cetto La Qualunque.

“Incontro il pubblico dopo tanto tempo e un anno e mezzo di lockdown – ha detto l’attore, intercettato prima dello spettacolo – Sono onorato per il premio e sono felice, emozionato ed onorato di incontrare il pubblico di Albenga in estate”. D’altronde lo aveva detto anche nei giorni scorsi: “Non vedo l’ora di riceverla questa benedetta Fionda, ho aspettato fin troppamente”.

Albanese è uno le cui “fiondate”, in questi anni, sono certamente andate a segno, con la sua presa in giro della politica e un personaggio, Cetto La Qualunque, che si è rivelato “preveggente”: “Ormai io Cetto lo definisco un moderato – scherza Albanese – Il nostro lavoro è questo, abbiamo il tempo per individuare delle cose che poi traduciamo per il pubblico. Io guardo a 360 gradi il nostro tempo, quello che ci circonda. Il mio primo personaggio era il dolce Epifanio, fino ad arrivare al ministro della paura. Io sono uno spettatore e amo farmi sorprendere, e giustamente il pubblico merita delle sorprese. Sono un buon osservatore”.

Facendosi un giretto in certe zone d’Italia l’ispirazione viene alla grande: “E’ una palestra meravigliosa – conferma – c’è un fermento fantastico. Ma questo è un Paese meraviglioso, un grandissimo paese. Poi c’è una serata come questa che testimonia e mostra il volto del volontariato che c’è in Italia. Non ci sono solo difetti in questo Paese. In questo periodo ho avuto la fortuna di non ammalarmi con il Covid, ho potuto lavorare al sequel del film ‘Come un gatto in tangenziale’ che uscirà nelle sale il 26 agosto. Siamo molto curiosi di ritrovare il pubblico in sala al cinema”.

Nonostante la sua attenzione all’attualità, però, Albanese ha scelto di non creare nuovi personaggi legati alla pandemia o a categorie particolari, come i no vax: “Io credo nel vaccino, mi sono vaccinato, ho il mio green pass e invito tutti a vaccinarsi”, conclude Albanese prima di salire sul palco.

A fare gli onori di casa il presentatore di tutte le edizioni, l’attore Mario Mesiano con Gino Rapa, infaticabile leader dei Fieui di Caruggi insieme ad Antonio Ricci che segue con affetto la manifestazione fin dalla sua prima edizione. Ad allietare la serata il noto cantautore Franco Fasano al pianoforte, accompagnato dal chitarrista Mauro Vero e dal figlio di Fasano Emanuele. Un’intervista dello stesso Gino Rapa ad Antonio Albanese ha consentito al pubblico di conoscerlo meglio, dai suoi esordi di carriera fino al pieno successo nazionale con aneddoti e battute divertenti. Autentico mattatore sul palco, Albanese ha divertito il pubblico che lo ha applaudito ad ogni battuta o barzelletta.

Ma è quando è arrivato il momento delle premiazioni ed è stato svelato il vincitore dell’edizione 2021: il dottor Giovanni Riccio, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale di Albenga, diventato esclusivo Covid nel periodo della pandemia. Con lui premiati la caposala Marinina Ruocco e il milite della Croce Bianca Angelo Varalli, in rappresentanza simbolica di tutti gli operatori sanitari che hanno combattuto e combattono in prima linea il Covid.

Sulle note di Emanuele Fasano, nello scorrere delle immagini del reparto, di medici ed infermieri durante il Covid, sul pubblico è sceso dapprima un silenzio commosso e poi è scrosciato un lungo, liberatorio applauso. La Fionda di legno 2020 Antonio Albanese ha poi consegnato la Fionda di legno 2021 al dottor Giovanni Riccio: “E’ stata una sorpresa anche per me quando Gino Rapa mi ha annunciato il premio – ha detto a IVG – sono stato preso in contropiede. Un premio non certo solo a me, ma a tutti coloro che soprattutto nella prima fase del covid ha affrontato con grande senso del dovere e coraggio questa malattia. Tutti hanno fatto il proprio dovere”.

Il dott. Riccio ha avuto tra i suoi pazienti anche Antonio Ricci che, dal palco, ha detto di aver scelto Albenga per curarsi perché è un ottimo ospedale con un reparto davvero fantastico. Ed in chiusura, ad allietare la serata, il cantante Michele, quale dono e riconoscenza verso il dott. Riccio che lo ha curato e guarito dal covid, gli ha dedicato alcune delle sue più note canzoni.

Al termine, a fionde consegnate, l’appello di Gino Rapa rivolto ai politici di ogni colore: “Ridateci il nostro ospedale!”. Ne ha avute per tutti, dall’ex presidente ligure Claudio Burlando all’attuale Giovanni Toti e all’ex assessore alla Sanità Sonia Viale, ricordando loro che ben 20.000 firme raccolte a salvaguardia del nostro ospedale non sono servite a nulla. E ha citato commosso l’episodio del bambino morto in ambulanza poche ore prima mentre da Alassio tentava di raggiungere il Santa Corona. Parole accorate e durissime, quelle del portavoce storico dei Fieui, che ha accusato con veemenza i politici, e soprattutto i partiti, di anteporre interessi innominabili alla salute dei cittadini. Un grido di dolore e un monito a tutti i politici di ogni colore – quello di un arrabbiato Gino Rapa – a non ascoltare gli “ordini di scuderia” dei partiti di riferimento, ma i bisogni dei propri cittadini. Un messaggio accolto dagli applausi e dall’ovazione del pubblico, a testimonianza del fatto che il tema è sentito dalla gente che lo vive ogni giorno sulla propria pelle.

Una serata perfettamente riuscita che ha visto tutti salire sul palco per il gran finale: dal sindaco ai fieui di caruggi, alla Croce Bianca che ha ringraziato il pubblico e la sua generosità per l’incasso della serata che servirà per l’acquisto di un sanificatore delle 4 nuove ambulanze dismesse perché corrose dal cloro utilizzato durante il covid per disinfettare.

Ancora una volta il Premio è stato realizzato da Andrea Zanini, artista del legno molto apprezzato. Originario di Villanova di Albenga, vive e lavora ad Alba. Recentemente è stato inserito dalla più importante rivista statunitense del settore tra i principali artisti a livello mondiale.

Il Premio Fionda, noto ormai a livello nazionale, ha superato le quindici edizioni e presenta un albo d’oro davvero straordinario: Antonio Ricci, Balbontin-Ceccon-Casalino, Fabrizio De André, Paolo Villaggio, Milena Gabanelli, Roberto Vecchioni, Don Gallo, Carlo Petrini, don Mazzi, Fiorella Mannoia, Javier Zanetti, Brunello Cucinelli, I Nomadi, Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, Enrico Brignano, don Ciotti.

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