Via libera alle sagre, U Michettin: “Lo faremo”. La situazione delle feste savonesi - IVG.it
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Via libera alle sagre, U Michettin: “Lo faremo”. La situazione delle feste savonesi

IVG.it ha provato a contattare gli organizzatori di alcune delle manifestazioni più note ed apprezzate della Riviera per capire chi è pronto a tornare al lavoro

Sagra del Nostralino 2019 Ranzi Pietra Ligure

Provincia. Il 15 giugno potranno ripartire ufficialmente le sagre, le manifestazioni (generalmente all’aperto) che maggiormente caratterizzano la stagione estiva. Momenti di socialità e convivialità che l’emergenza sanitaria aveva di fatto interrotto e che ora, grazie all’ultimo decreto varato dal governo, potranno gradualmente ripartire insieme alle fiere e (dal 1^ luglio) ai convegni e ai congressi.

Ovviamente anche gli eventi gastronomici dovranno rispettare precise regole. Che per lo più sono già note e applicate da mesi in tantissimi altri contesti e che, comunque, dovranno essere oggetto di apposita segnaletica, anche in lingua straniera per i “forestieri”. Entrate ed uscite dovranno essere separate ed i percorsi da seguire per raggiungerle dovranno essere indicati da apposita segnaletica. Alle casse e alle “reception” dovranno essere posizionate barriere trasparenti come quelle che già si trovano nei negozi.

Ad esempio, gli organizzatori dovranno prevedere un numero massimo di ingressi e di presenze e garantire il distanziamento di almeno un metro per evitare assembramenti. Proprio per questo motivo, il decreto punta molto sulle prenotazioni (specie quelle online). All’ingresso sarà necessario rilevare la temperatura: se questa sarà superiore ai 37,5 gradi il visitatore non potrà accedere all’area di sagra.

Per partecipanti con età superiore ai 6 anni (e anche per il personale dell’organizzazione) resterà in vigore l’obbligo di indossare le mascherine, anche all’aperto, e di utilizzare i disinfettanti per le mani opportunamente collocati all’interno degli spazi. Andranno favoriti i pagamenti con moneta elettronica e, sempre da parte dell’organizzazione, occorrerà effettuare un’adeguata e frequente pulizia dei luoghi maggiormente frequentati nonché delle superfici.

Per quanto riguarda il cibo, sarà autorizzata la somministrazione dello streetfood e dei prodotti tipici confezionati, mentre “nel caso di acquisti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente, dovrà essere resa obbligatoria la disinfezione delle mani prima della manipolazione della merce”.

Insomma, tante regole ben note, che tuttavia non tutte le associazioni, Asd, circoli e altre realtà potrebbero essere in grado di seguire. Con ovvie conseguenze sul normale svolgimento delle feste.

IVG.it ha provato a contattare gli organizzatori di alcune delle manifestazioni più note ed apprezzate della Riviera per capire chi è pronto a tornare al lavoro.

San Giorgio d’Albenga è sede di due celebri feste, la Sagra del Michettin e la Fiera d’Autunno. Gli organizzatori sono determinati a farle svolgere come di consueto: “Abbiamo incontrato l’amministrazione comunale giusto poco fa – spiega Girolamo Delfino – Le linee guida dovrebbero arrivare lunedì: solo quando avremo un’idea chiara di quelle che saranno le richieste potremo iniziare a lavorare. Di certo organizzeremo senz’altro il Michettin, anche se non sappiamo ancora se sarà su quattro o sei giornate. E cercheremo di organizzare anche la Fiera d’Autunno. Sapremo nel dettaglio con quali modalità solo tra una settimana o due”.

A Giustenice si conoscerà la verità rispetto alla festa medievale la prossima settimana, quando i presidenti del Centro Storico Culturale Jus Tenens e del Circolo Acli incontreranno il sindaco Mauro Boetto: “In quel momento conosceremo nel dettaglio le linee guida per la ripartenza – spiega Laura Tramonti, che ogni anno contribuisce all’organizzazione della festa – Noi abbiamo voglia di ricominciare, ma se le linee guida richiederanno un adeguamento troppo rapido, potremmo essere costretti a rinunciare. Un problema non da poco. Noi siamo due realtà no-profit ed i fondi che raccogliamo con queste manifestazioni ci permettono di sopravvivere. Non avere queste risorse complicherebbe non poco le nostre attività”.

Le difficoltà non riguardano solo le prescrizioni ovviamente: “La rievocazione storica e la cena medievale richiedono mesi di lavoro. Per la festa medievale, in particolare, contattiamo figuranti che vengono anche da fuori. Organizzare una manifestazione del genere con così poco preavviso sarà certamente molto complicato. Specie perché, ora che si può ripartire, tanti altri con le stesse necessità si staranno già muovendo. Senza contare che i nostri collaboratori sono tutti volontari: ma se saremo costretti a rinunciare alla festa nella sua forma tradizionale, potremmo cercare di mettere in piedi una manifestazione ‘a porte chiuse’, magari online e in streaming”.

A Gorra la tradizionale “Sagra della Melanzana Ripiena” quest’anno non si svolgerà: “Per costruire il sistema sagra ci vogliono mesi di lavoro – spiega Emiliano Stracci – Di solito noi iniziamo a lavorarci a gennaio. Serve tempo anche solo per avere tutte le autorizzazioni. Essere pronti con sole poche settimane di preavviso è impossibile fisicamente”.

Ma ci sono anche altre controindicazioni: “Noi viviamo di aggregazione e mantenere il distanziamento richiesto non è possibile. Ogni sera accogliamo fino a tremila persone, se il massimo di capienza consentito sarà di 500 partecipanti oggettivamente il gioco non vale la candela”.

A Calice Ligure saranno due le feste a saltare e cioè la “Sagra del Pesce” di giugno e la “Festa di settembre” in autunno: “Abbiamo deciso di annullare la festa di giugno – spiega Fabio Pampararo – perché oggettivamente è ormai troppo tardi per iniziare a lavorarci. Su quella di settembre, invece, ci sono troppe incognite. E’ impensabile cominciare ad organizzare una manifestazione con la spada di Damocle di ritrovarci in un’eventuale ‘zona arancione’. E’ un azzardo che, per quest’anno, non vogliamo assumerci”.

Dovrà rinunciare alla sua sagra anche Campochiesa: “La festa si tiene ai primi di luglio – spiega Andrea Germinario – ma iniziamo a lavorarci a gennaio. Con così poco preavviso è impossibile organizzarla. A ottobre cercheremo di programmare almeno una castagnata, ma per la sagra vera e propria dovremo attendere che ci siano le condizioni giuste”.

Non si svolgerà nemmeno la “Festa della Solidarietà” dell’Avis di Pallare: “Noi puntiamo molto sull’aspetto enogastronomico – spiega Federico Levratto di Avis – Riducendo i posti diventa impossibile raggiungere l’obiettivo finale della manifestazione. Senza contare che non conosciamo ancora con precisione le condizioni che verranno poste”.

Ma non ci sono solo difficoltà organizzative: “I ristoratori non lavorano come si deve da un anno e mezzo e proprio per questo stanno vivendo un momento di grave difficoltà. Ci sembra giusto essere solidali con loro e rimanere in stand-by almeno per quest’anno. Le persone hanno molta voglia di uscire e mangiare fuori: meglio che vadano a prendere una pizza o un gelato in un locale. Diamo ai ristoratori la possibilità di rifarsi dei mesi di chiusura forzata”.

Anche Bardino Vecchio resterà senza feste, almeno per la stagione estiva: “Noi lavoriamo sulla quantità – spiega Mattia Cesio – perciò organizzare la sagra con una limitazione sulla capienza non ci conviene. Inoltre, stiamo effettuando alcuni importanti lavori di ampliamento e riqualificazione (le cucine saranno spostate dietro al campanile e nell’area lasciata libera allestiremo un’area per le band, il ballo e qualche tavolo), quindi in ogni caso ci sarebbe stato difficile far svolgere la sagra. Cercheremo di organizzare qualcosa per l’autunno, se sarà possibile”.

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