Faccia a faccia

Valbormida, incontro sulla sanità con Toti. Sindacati: “Subito le risposte attese da troppi mesi”

Il futuro dell'ospedale cairese, ma anche sanità territoriale e ripristino dei servizi essenziali per la vallata

Valbormida. Dallo scorso 30 ottobre 2020 – giorno in cui venne spedita la richiesta di incontro a firma dei 19 sindaci, Comitato e Cgil, Cisl e Uil Savona unitamente al documento con le proposte per un nuovo modello sanitario – la Valbormida attende una risposta concreta dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sui temi legati alla sanità territoriale e ai servizi stoppati nel corso dei mesi scorsi.

“Non bastano le risposte date fino ad ora. Neppure quelle di riaprire il Punto di Primo Intervento dal 1° giugno per 12 ore al giorno. Serve di più. Molto di più. Serve riprendere la discussione interrotta lo scorso 3 febbraio, e servono risposte concrete alle proposte costruite dal territorio” affermano i sindacati.

“Da oltre un anno più di 40mila abitanti, lavoratrici, lavoratori, sindaci, Comitati e organizzazioni sindacali attendono risposte concrete. Dopo le mirabolanti promosse in campagna elettorale sembra sia finito anche l’interesse della Politica Locale sui problemi della sanità, dell’ospedale di Cairo Montenotte ma più in generale sulle questioni che riguardano il tema del settore socio-sanitario della provincia di Savona (iter di privatizzazione degli ospedali di Cairo Montenotte e di Albenga, la chiusura del Punto Nascite di Pietra Ligure, l’imminente depotenziamento della Pediatria di Santa Corona e i pochi pochissimi investimenti sull’ospedale San Paolo di Savona e così via…)” sottolineano i segretari provinciali Andrea Pasa, Simone Pesce e Gianni Mazziotta.

“Serve ripensare al modello di sanità territoriale, investendo e tanto sul personale, sulle strutture e sulle infrastrutture. Ripartendo dalla centralità della rete territoriale socio-sanitaria, che negli ultimi anni non ha avuto quello sviluppo e quell’attenzione più volte dichiarate, è fondamentale ripristinare un modello utile a filtrare le attività dell’ospedale e soprattutto a garantire una reale ed effettiva presa in carico delle persone più fragili, con patologie croniche e invalidanti e degli anziani. nonché ragionare sugli investimenti necessari per il futuro degli ospedali territoriali”.

Il messaggio è chiaro: “C’è bisogno di più sanità pubblica e non il contrario”.

E ancora: “Riteniamo fondamentale che nel prossimo incontro calendarizzato dall’assessore regionale alla Sanità Giovanni Toti per il 7 giugno, alle ore 16.30 – dopo oltre 4 mesi dall’ultimo confronto – si riprenda la discussione interrotta lo scorso 3 febbraio e per l’importanza dei temi che si tratteranno – la salute – ci sia la presenza di tutte le amministrazioni comunali interessate e i sindaci della Valbormida, perché non bastano dichiarazioni o manifesti, ma sono necessarie prese di posizione e interessamento continuo”.

“Occorre approfondire le proposte costruite dal sindacato confederale insieme al Comitato e ai sindaci della Valbormida e, finalmente, trovare una risposta positiva in merito alla riattivazione dei servizi interrotti o parzialmente riattivati e sull’iter di privatizzazione che lo stesso governatore aveva detto essere deciso a rimettere in discussione” concludono.

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