Vadese, Tony Saltarelli: "Aggregazione e ridare entusiasmo ai giovani, sono queste le nostre ambizioni" - IVG.it
Direttore generale e mister

Vadese, Tony Saltarelli: “Aggregazione e ridare entusiasmo ai giovani, sono queste le nostre ambizioni” fotogallery

Con il Vado, nessuna competizione: "Noi siamo un'entità e loro un'altra, si può coesistere senza nessun tipo di problema"

Vado Ligure. Dopo una lunga carriera sui campi da gioco, portando al successo con le sue reti le varie squadre in cui ha militato, ed un paio di esperienze da allenatore, nel 2018 Tony Saltarelli è riuscito a concretizzare un suo progetto: dare vita ad una nuova società sul territorio, la Vadese.

Saltarelli, oltre ad essere uno dei fondatori della società, riveste il ruolo di direttore generale, ed è l’allenatore della squadra azzurrogranata, una realtà che si pone come primo obiettivo quello di dare uno sfogo positivo ai giovani del posto, soprattutto ora, dopo questo lungo stop. “Il nostro intento è proprio quello – conferma -. Noi tre anni fa siamo nati già per cercare di riattivare un po’ di quei ragazzi che magari avevano smesso di giocare, avevano smesso di avere entusiasmo nello sport, e con noi hanno ritrovato il piacere di aggregazione sociale e di divertimento. Adesso ancora di più: dopo più di otto mesi che siamo fermi c’è questa voglia di fare calcio, di divertirci e di vederci“.

Il direttore generale precisa le priorità della società sportiva. “La nostra non è un’ambizione in base alla categoria: non stiamo parlando della serie in cui deve arrivare la Vadese – afferma -. Noi, quando siamo nati, abbiamo detto che almeno nei prossimi anni potevamo fare la Prima Categoria: ci siamo riusciti dopo un anno, siamo stati bravi e fortunati, e ci siamo rimasti. Purtroppo quest’anno non si è giocato, ma la ‘nostra categoria’ è questa. La nostra ambizione non è considerata in base alla categoria. I nostri progetti sono quelli che avete visto oggi: questa sede, questa società, questo circolo, l’aggregazione sul territorio nel nome della grande storia del nostro concittadino Valerio Bacigalupo, il cui volto è nel nostro scudetto. Infatti qua c’è una specie di museo del grande Torino. Questo è il nostro sociale, l’appartenenza: vogliamo insegnare alle nuove generazioni di Vado di avere un po’ più rispetto del passato. Per troppi anni è stato ‘nascosto’, ma Valerio Bacigalupo è un ragazzo nato a Vado Ligure ed è morto nella tragedia di Superga; noi tre anni fa abbiamo deciso di dargli un’importanza come meritava ed allora qualcun altro, anche giovani e bambini, hanno iniziato a domandarsi chi fosse, ora capiscono anche la storia. Ed è questo che ci rende orgogliosi“.

Un’attenzione al passato, guardando al futuro. “Quest’anno rifaremo la squadra di Prima Categoria, buona come l’anno scorso, ma quello che succederà sul campo non è un problema – ribadisce Saltarelli -. Ovviamente cercheremo di rimanere nella categoria, ma per noi conta sentire dentro l’aggregazione sociale nella nostra città, è quello che ci interessa. Questa è la cosa che mi rende molto felice“.

Nessun dualismo con l’altra società calcistica cittadina. “Assolutamente no. Noi siamo un’altra realtà. Oltretutto a Vado Ligure nei decenni passati ci sono sempre state più di due società. Siamo nati per noi, contro nessuno. Il Vado ha una storia importantissima, è la prima società che ha vinto la Coppa Italia, abbiamo enorme rispetto; io doppiamente, perché ci ho giocato ed allenato, per cui non avrebbe nessun senso partire col piede sbagliato. Poi, tutto quello che è successo è un altro discorso: noi siamo una nostra entità e loro sono un’altra, separati da due categorie e da modi di vedere diversi, ma si può coesistere senza nessun tipo di problema” conclude l’ex bomber rossoblù.

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