Titanio del Beigua, doppio pronunciamento del Tar: ricerca non sospesa ma si difendono i confini del parco - IVG.it
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Titanio del Beigua, doppio pronunciamento del Tar: ricerca non sospesa ma si difendono i confini del parco

Respinte le richieste sospensive arrivate da entrambi i "contendenti": udienza accorpata il prossimo gennaio

striscioni titanio beigua

Beigua. Si è tenuto un doppio pronunciamento del Tar della Liguria per giudicare il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste e dai comuni interessati contro il permesso di ricerca minerario nelle rocce del Beigua da una parte, e quello sottoscritto dalla Compagnia del Titanio contro le imposte limitazioni geografiche dell’area interessata dai sondaggi dall’altra.

In entrambi i casi la seconda sezione del tribunale amministrativo ligure si esprime con un primo respingimento delle richieste cautelative, rimandando ad una successiva udienza che entri nel merito della questione unificando la trattazione dei due procedimenti, udienza che calendarizzata il 26 gennaio 2022.

Un sostanziale pareggio, si potrebbe dire utilizzando termini sportivi: il ricorso di Legambiente e delle amministrazioni comunali i cui territorio sono oggetto della ricerca chiede l’annullamento dei permessi di ricerca, formulando la necessità una sospensiva immediata delle operazioni di rilevazione mineraria per evitare danni ai territori. Il rigetto del Tar è arrivato proprio su quest’ultima richiesta che puntava a fermare comunque i sondaggi in attesa di un pronunciamento nel merito: in questo modo le operazioni “diagnostiche” autorizzate dagli uffici di Regione Liguria possono procedere, in attesa di una sentenza definitiva sulla legittimità del provvedimento dell’ente regionale.

Ma se possono procedere, sicuramente non possono farlo come da progetto. Al contempo infatti il tribunale amministrativo ha rigettato la richiesta cautelativa del ricorso del CET che impugna la limitazione dei sondaggi ai territorio fuori dal Parco del Beigua, chiedendo anche in questo caso un sospensiva di questa restrizione, per permettere di procedere con le ricerche anche all’interno di questo confini. In altre parole quindi il progetto di ricerca procede ma a metà, dovendosi accontentare di passare al setaccio solo il 60% dell’area preventivata.

Parziale soddisfazione degli ambientalisti: “Uno a uno palla al centro – commenta l’avvocato Emilio Robotti, che ha curato il ricorso da parte di Legambiente e dei Comuni interessati – Il fatto che non sia stato respinto tutto il ricorso è il dato positivo, come è positivo che si entri nel merito unendo le due procedure e con tempi rapidi”.

“Vediamo il bicchiere mezzo pieno – aggiunge Santo Grammatico Presidente di Legambiente Liguria che rilancia – anche se la richiesta di sospensiva non è stata accettata il TAR non ha respinto il ricorso. Restiamo dell’idea che un’operazione come questa sia gravemente impattante sul territorio quindi la mobilitazione va avanti, non ci fermiamo qui”.

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