Si celebra La Festa della Repubblica anche a Savona: cerimonia di fronte al Monumento ai Caduti - IVG.it

Savona. Oggi ricorre il 75esimo anno dal primo referendum a suffragio universale nel nostro Paese, avvenimento che ha sancito la nascita della Repubblica italiana e ha dato avvio a un importante capitolo per la storia italiana. La ricorrenza, seppure con tutte le limitazioni che prevede il periodo di pandemia da Coronavirus, è stata celebrata anche nel savonese.

Ad aprire gli eventi per onorare questa giornata è Savona, dove in piazza Mameli alle ore 10 le Autorità si sono riunite di fronte al monumento ai Caduti. A partecipare alla cerimonia il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, il prefetto Antonio Cananà, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri, il vescovo di Savona Monsignor Calogero Marino, oltre tutte le forze dell’ordine in uniforme: militari e operatori di ciascuna forza armata e di polizia, dei vigili del fuoco e di altre categorie impegnate in prima linea nella gestione dell’emergenza epidemiologica che ha colpito il Paese.

Non poteva mancare la recita dell’inno di Mameli e la deposizione della tradizionale corona d’alloro in ricordo delle vittime di Guerra. Al suono dei 21 rintocchi della campana del Monumento “Rintocchi e Memorie”, sono stati tributati gli onori a ricordo delle vittime della pandemia e di coloro che hanno sacrificato la loro vita per l’affermazione dei valori di libertà e democrazia, a fondamento della Repubblica Italiana.

“Anche quest’anno la cerimonia si tiene in forma ridotta nel rispetto delle restrizioni anti-Covid, tuttavia quest’anno si respira un’aria leggermente diversa grazie alla campagna vaccinale e alle misure di contenimento del contagio adottate dal Governo – ha espresso il prefetto -. Grazie alla resistenza e la resilienza di ciascuno di noi il superamento dell’emergenza epidemiologica è una prospettiva concreta. Non possiamo abbassare la guardia però possiamo guardare al futuro con rinnovata fiducia. Questa cerimonia è un’occasione per rinnovare gratitudine e ammirazione nei confronti dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori della sanità. E’ impossibile dimenticare i primi mesi dell’emergenza in mancanza di disposizioni di protezione individuale rischiando ogni volta la propria salute. Dobbiamo dire grazie anche a tutte le forze dell’ordine, ai sindaci, alle pubbliche assistenze, alla Croce Rossa e alla diocesi per il sostegno ai più vulnerabili”.

Nel corso dell’evento sono state consegnante le onorificenze “Al Merito della Repubblica Italiana” a cittadini che si sono distinti per le benemerenze acquisite verso la Nazione: al questore di Savona Giannina Roatta, al cavaliere e capitano di vascello Francesco Cimmino, al presidente della Croce Bianca Giovanni Carlevarino e al direttore del dipartimento Prevenzione di Asl2 Marco Lovesio.

Non poteva mancare il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La concezione di un bene comune, più importante di ogni particolarismo, ci ha portato ad essere convintamente parte della Unione Europea, elemento imprescindibile della nostra stessa identità nazionale”, ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al corpo diplomatico accreditato in Italia. “La terribile esperienza della pandemia e dei suoi effetti ha reso evidente la profonda interdipendenza dei destini dei nostri popoli: soltanto efficaci forme di coordinamento si sono dimostrate utili per contrastarla e sconfiggerla”. Ha proseguito Mattarella.

“Questa cooperazione sostiene le opportunità offerte da una nuova stagione di ripresa e rinascita, civile ed economica. Un nuovo inizio per una comunità internazionale che voglia affrontare con successo le sfide della sostenibilità dei modelli di vita e della lotta alle disuguaglianze – ha aggiunto -. Mi permetto di invitare, a questo fine, a trovare le tante ragioni di un impegno condiviso, che non attenua le differenze, ma unisce gli sforzi di tutti contro i nemici dell’umanità”.

“Il progresso realizzato dalla Repubblica Italiana in questi settantacinque anni è stato straordinario. Ci ha accompagnato una condivisione di valori e di prospettiva con le numerose nazioni con cui abbiamo cooperato. E’ questa dimensione del multilateralismo – radicata nella nostra Costituzione – che ha espresso l’autentica vocazione del nostro Paese: contribuire a realizzare un mondo in pace, in cui i diritti della persona e dei popoli trovino piena attuazione, secondo regole assunte dalla comunità internazionale. Si tratta di diritti inalienabili e indivisibili. Ogni atto di forza contro di essi danneggia la causa della pacifica coesistenza e del sereno sviluppo di relazioni basate sul rispetto del diritto internazionale”.

“La nascita della Repubblica Italiana, nel 1946, segnava anch’essa un nuovo inizio: la edificazione di una casa comune, basata sulla libera sottoscrizione di un patto di cittadinanza da parte dei cittadini e, per la prima volta, delle cittadine. Sulle macerie il popolo italiano, i popoli d’Europa, i popoli del mondo, si proposero di non ripetere gli errori del passato. Non sempre vi siamo riusciti. Ma la spinta alla rinuncia della guerra, come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, è stata allora, e rimane, robusta e forte. E’ un disegno incompiuto, per il quale moltiplicare gli impegni comuni. Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica Italiana”. Con questa riflessione il presidente ha chiuso il suo discorso al corpo diplomatico accreditato in Italia riunito nel cortile d’onore del Quirinale.

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