Savona, in Pinacoteca arrivano i "Tesori Danteschi": in mostra due antichi manoscritti della Divina Commedia - IVG.it
Celebrazioni

Savona, in Pinacoteca arrivano i “Tesori Danteschi”: in mostra due antichi manoscritti della Divina Commedia fotogallery evento

L'iniziativa si colloca nell'ambito delle celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri

Savona. Aprirà domani nella pinacoteca civica di palazzo Gavotti la mostra intitolata “Tesori Danteschi della Biblioteca Barrili”, che pone in mostra il Codice Sansoni e l’Incunabolo Boniniano. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri.

“E’ un momento importante – dichiara il sindaco Ilaria Caprioglio – non solo per la ricorrenza stessa nel 2021 dei 700 anni dalla morte del sommo poeta ma per il momento in cui questa ricorrenza cade. Mai come quest’anno ricordiamo l’ultimo endecasillabo dell’inferno ‘quindi uscimmo a riveder le stelle’. Arriva in un momento di uscita dall’emergenza sanitaria e con uno spiraglio che comunque sarà ancora comunque lenta, cauta e attenzionata”.

“L’evento apre domani – ricorda il sindaco – e ha il patrocinio della Regione Liguria, è nato da un’idea dell’assessore Rodino e della dottoressa Donato e del dottor Genzone. E’ importante che delle opere meravigliose, che solitamente sono visionabili con molte cautele, sono fruibili al pubblico in pinacoteca”.

“L’idea è arrivata nel momento in cui il direttore della biblioteca Marco Genzone mi ha comunicato che da parte dell’archivio di stato di Genova era arrivata la richiesta di prestito del Codice Sansoni – aggiunge l’assessore alla cultura Rodino – A Genova hanno in programma per l’autunno una esposizione per cui hanno richiesto il nostro codice”.

“E’ opportuno che i turisti e i cittadini possano avere la possibilità di visitare queste opere. Oltre al codice Sansoni è esposto il l’Incunabolo Boniniano. Questi due volumi sono sotto una teca però sono state realizzare delle riproduzioni delle miniature presenti nel codice Sansoni e alcune riproduzioni”.

“Il Codice Sansoni è stato richiesto in prestito dall’Archivio di Stato di Genova per una mostra che avrà inizio in autunno. Per questo, e per celebrare l’anniversario dantesco, ho pensato di coinvolgere la Biblioteca e la Pinacoteca per allestire questa mostra temporanea. L’esposizione farà conoscere ai cittadini e ai turisti questi tesori che normalmente sono conservati nel Fondo antico della Barrili, dove sono visibili solo con particolari cautele e previa prenotazione” commenta Doriana Rodino.

“La mostra ha ottenuto il patrocinio della Regione Liguria e si inserisce tra le attività che caratterizzano una ‘Città che legge’, la qualifica ottenuta da Savona la scorsa estate. Oltre ai preziosi volumi che sono visibili in una teca, l’esposizione è composta dalle riproduzioni delle sei miniature del Codice Sansoni e dalle riproduzioni di otto delle 68 xilografie dell’incunabolo. Per promuovere la mostra abbiamo scelto di offrire l’ingresso gratuito la domenica mattina. Ringrazio Marco Genzone, direttore della biblioteca civica, e Maria Donato, responsabile del servizio musei per il prezioso lavoro svolto” conclude l’assessore Rodino.

La mostra è visitabile dal 4 giugno al 18 luglio 2021 il giovedì dalle 15.30 alle 18.30, venerdì e sabato dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 18.30; domenica ingresso gratuito dalle 10 alle 13.30.

Il Manoscritto Sansoni fu donato dall’avvocato Giuseppe Nervi che l’aveva ricevuto dalla famiglia Sansoni Riario. E’ un manoscritto di fine ‘300 della scuola fiorentina con sei miniature ed il commento di Jacopo Landini, erudito bolognese. L’uniformità delle copie ci sarà a partire dal 1455 con l’invenzione della stampa. Abbastanza sconosciuto agli studiosi fino al momento della donazione, venne studiato a inizio ‘900 dal professore padovano Antonio Fiammazzo, docente prima e preside poi del Regio Liceo Classico Chiabrera, nella sua pubblicazione “Il Codice Dantesco della Biblioteca civica di Savona”, edito nel 1910 dalla Tipografia Bertolotto. Nel saggio il Fiammazzo lo mette a confronto con altri manoscritti della Commedia, evidenziando le differenti varianti dei testi.

L’incunabolo stampato a Brescia dal tipografo dalmata Bonino Bonini nel 1487, invece, viene considerata la prima edizione illustrata della Commedia. Altri tentativi c’erano già stati, ma sarà il Bonini che con 68 xilografie illustrerà le tre cantiche, anche se in realtà, probabilmente, il progetto fu interrotto ad un certo punto, visto che solo l’Inferno ed il Purgatorio sono riccamente illustrate, mentre il Paradiso contiene un’unica immagine che non viene ritenuta pertinente dagli studiosi. Gli studiosi ritengono che oltre al Bonini le tavole siano state incise da almeno due allievi, meno bravi del maestro. Questo volume fu donato dal professor Francesco Pizzorno, docente di Retorica delle Scuole Pie di Savona.

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