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Savona, il vicesindaco Arecco lascia la Lega: “Preso a calci nei denti per anni dai dirigenti locali”

L'ex alfiere del Carroccio è un fiume in piena: "Scoprivo i candidati sindaco da IVG, vi pare normale per un vicesindaco? Non un cane che mi abbia chiesto come la vedevo"

Massimo Arecco

Savona. Il vicesindaco di Savona Massimo Arecco, militante nel partito dal 2008, lascia la Lega. Ad annunciarlo è stato lui stesso con una scarna mail agli organi di informazione: “Con la presente Vi comunico che, in data odierna ho presentato le mie inderogabili dimissioni dalla Lega per Salvini”.

Solo una riga per sancire una frattura ormai nell’aria da mesi, un malessere divenuto evidentemente insanabile. Anzi, vien da chiedersi come mai abbia aspettato tanto: “Perchè sono un sentimentale – scherza lui con IVG – Ma mi sono reso conto che forse do davvero fastidio. Battute a parte, io sono sempre stato in Lega anche quando era al 2% e quando Belsito combinava pasticci… Il fatto che me ne vada ora, con la Lega all’apice, testimonia che non punto alle poltrone“.

Se l’annuncio di oggi può cogliere di sorpresa (ci si aspettava che la frattura venisse ufficializzata questa sera, quando i vertici del partito si vedranno a cena ai Blu Beach di Vado Ligure) la scelta, come detto, in realtà era nell’aria da molto tempo. Lo scorso febbraio lo stesso Arecco aveva dichiarato che durante gli anni dell’amministrazione Caprioglio “i vertici locali della Lega hanno spesso tifato per l’avversario, cercando, metaforicamente parlando, di farmi fuori dal primo giorno in cui ho messo piede a palazzo Sisto”. Questo sfogo era nato in seguito ai primi confronti che nascevano per scegliere il candidato sindaco per lo schieramento di centro destra e il vice sindaco aveva fatto presente che non era stato interpellato per condividere la scelta.

E anche in questa occasione tra i problemi evidenzia il rapporto con gli esponenti provinciali del Carroccio della provincia: “Ho massimo rispetto per i vertici del partito, sia per Salvini che per Rixi nutro totale stima. Il mio problema è tutto con la classe dirigente locale (il riferimento è al senatore Paolo Ripamonti e probabilmente anche al commissario cittadino Francesco Bruzzone, ndr). In questi cinque anni nessuno mi ha mai difeso, sono stato sempre lasciato totalmente solo”.

Sono stufo di essere preso a calci nei denti – tuona – Io sapevo dei candidati sindaci leggendo IVG: vi pare normale, visto il mio ruolo in Comune? Nessuno mi ha mai chiamato per chiedermi, da vicesindaco, come la vedevo. Non un cane. Vuol dire che la dirigenza locale probabilmente non mi ritiene all’altezza, o pensa che io sia un problema, o che le cose che potrei dire danneggerebbero il partito”.

“Non è certo con la pizza di stasera (come detto è prevista una cena tra gli esponenti leghisti savonesi, ndr) che possono convincermi a entrare in lista e a portare voti, per poi darmi un calcio il giorno dopo”,  continua amareggiato.

Sugli altri assessori leghisti (Zunato e Levrero) Arecco non si sbilancia: “Non ho idea di cosa faranno. Li ho informati, ora devono metabolizzare la mia uscita perché si era creato un sodalizio”.

La scelta di Arecco potrebbe mettere a rischio il ruolo di vicesindaco rivestito in giunta comunale: quel posto, infatti, nel “bilancino politico” è appannaggio della Lega. “Non credo sia automatico che mi venga tolta la delega – puntualizza lui – la decisione non spetta ai partiti ma è in capo al sindaco Caprioglio. In ogni caso accetterò qualsiasi sua decisione“.

Le elezioni di ottobre incombono. Arecco pensa di partecipare, magari con un altro partito, o di lasciare la politica? “Devo ancora decidere, mi prendo qualche settimana per riflettere” spiega lui. Anche se, conclude sibillino. “Non sarei un sentimentale se avessi già un’amante…“.

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