Savona, Caprioglio pronta a farsi da parte per Schirru? I casi delle "multe da triplicare" e degli eventi sul Priamar - IVG.it
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Savona, Caprioglio pronta a farsi da parte per Schirru? I casi delle “multe da triplicare” e degli eventi sul Priamar

L'opposizione ha saputo farsi sentire solo sul monumento a Pertini, su San Paolo e eventi estivi risulta dispersa

Caprioglio Schirru

Savona. Alcuni accadimenti degli ultimi giorni nel campo della vita cittadina meritano di essere sottolineati.

POLITICA: Caprioglio o Schirru?

Dal punto di vista della politica vera e propria – di cui cerchiamo di sbarazzarci subito – tiene banco il centrodestra, che ha ormai deciso, dopo peripezie varie, di scegliere Angelo Schirru con vice Pietro Santi. Incuriosisce la posizione della sindaca Caprioglio, chiamata in causa a più riprese e in modo assai diverso dal colonizzatore genovese, il viceré Giovanni Toti, e dal suo scudiero loanese Angelo Vaccarezza.

C’è stato un periodo in cui Toti non amava – politicamente, ovvio – Caprioglio. Poi la sindaca è tornata “di moda” perché poteva risolvere il problema della candidatura (se si ripresenta il sindaco uscente difficile sollevare obiezioni) e soprattutto tagliare fuori l’ipotesi Amoretti, che aveva osato toccare i delicati equilibri politici regionali e nazionali del viceré, che nel frattempo ha pure fondato un altro partito con il sindaco di Venezia Brugnaro. Di Amoretti, che avrebbe meritato di essere trattato in modo almeno più dignitoso, si sono così perse le tracce.

Caprioglio ha forse la colpa di aver sempre rinviato la decisione sulla sua candidatura, anche quando avrebbe potuto chiudere la partita. Ora viene giudicata “affaticata” e infine, anche se la decisione sarà resa ufficiale la prossima settimana (lo ha confermato Toti a IVG), ha acconsentito a farsi da parte dopo un vertice del centrodestra ieri a Genova. Bisognerà mettere nel conto che anche altri assessori attuali, a cominciare da Scaramuzza, vorranno dire la loro.

Comunque dalle parti del viceré non sembrano avere molta considerazione per le persone, come testimonia appunto la triplice giravolta su Caprioglio, che certamente, fatta fuori in modo un po’ brutale, dovrebbe rifiutare l’elemosina di qualche carica poco più che onorifica.

Sull’altro fronte va consolidandosi, pur con qualche sussulto, la candidatura civica di Marco Russo, che sta passando dalla teoria alle ipotesi più concrete sul futuro della città, circondandosi di un gruppo di giovani che sembra promettere bene.

Ma vediamo i fatti di cui volevamo trattare oggi.

MULTE DA TRIPLICARE, il silenzio della giunta

L’assessore leghista Levrero, non sempre ben visto dal suo partito, ma pur sempre appartenente a un gruppo assai importante nella coalizione, ha invitato i vigili urbani a triplicare le multe. Su questo si registra il più assoluto silenzio generale, degli altri componenti della giunta, sindaca compresa, e soprattutto dell’opposizione, candidato sindaco compreso.

Ora, è molto dubbio che un assessore possa invitare la polizia di Savona a triplicare le multe, ma fatto sta che si registra un notevole attivismo dei vigili urbani, in centro e in periferia: naturalmente non sappiamo, e forse non sapremo mai, se esso sia dovuto all’esortazione di Levrero. L’argomento merita una riflessione più approfondita anche con il comandante Igor Aloi, persona che sa il fatto suo. Cercheremo di farcene carico, per quanto nelle nostre possibilità.

SAN PAOLO: solo un “presidio cittadino”?

Toti, parlando della Sanità provinciale, ha definito il San Paolo “presidio cittadino di Savona”, suscitando l’immediata reazione di Roberto Arboscello, che ne ha ricordato l’importanza oltre ad accusare Caprioglio di colpevole silenzio (la replica della sindaca: “Mi sono spesa in prima persona per difenderlo”). Pare purtroppo tutto vero, senza contare che sono le disposizioni delle leggi sanitarie a tracciare ruolo, funzioni, caratteristiche e dotazioni dei nosocomi dei capoluoghi di provincia. In questo caso ci manca molto il parere degli “Amici del San Paolo” che – pare – si sono dati la consegna del silenzio per non interferire nella campagna elettorale: ma non dovrebbe essere il contrario?

EVENTI, si punta sul Priamar: pro e contro

La giunta ha varato il calendario delle manifestazioni estive, con la conferma dei giovedì di luglio (ma senza la chiusura al traffico i Giovedì valgono poco o nulla) e con l’interessante novità di un possibile concerto a pagamento dei Melancholia, band emergente di provenienza talent. Questo concerto, a pagamento, è stato programmato sul Priamar, per problemi di misure anti Covid (Scaramuzza ha provato a scaricare almeno una parte della responsabilità sul prefetto), spiegando comunque che, anche per valutazioni di accesso e capienza, il concerto non potrebbe svolgersi in piazza Sisto. Verrebbe organizzato alle ore 22 in modo da salvare – sempre secondo Scaramuzza – le attività in centro. Nulla di deciso per eventuali altre iniziative in piazza Sisto nelle rimanenti date. I Melancholia dovrebbero infatti chiudere i Giovedì. Difficile tra l’altro calcolare un possibile incasso, anche se l’appeal del gruppo tra i più giovani è forte.

Sul trasferimento al Priamar c’è stata una sollevazione popolare da parte dei commercianti, organizzati e non, e della politica di opposizione. Scaramuzza ha tagliato corto affermando che lunedì 14 giugno incontrerà tutti, “da assessore e commerciante”.

Sono state poi confermate le rassegne cinematografiche e di lirica sul Priamar, ma almeno per ora non c’è in programma nulla nei luoghi che Savona, prima di ogni altra cosa, dovrebbe promuovere d’estate, cioè la sua bella Darsena e le sue meravigliose spiagge. Qui a parlare, in un modo o nell’altro, dovrebbe essere soprattutto l’opposizione, che risulta invece dispersa.

PERTINI, le contestazioni al monumento

La sindaca Caprioglio è stata accusata da molti (principalmente dal gruppo “Il rosso non è il nero”, che aderisce al Patto per Savona di Marco Russo) di non aver citato i trascorsi antifascisti di Pertini nel corso dell’inaugurazione della stele all’ex San Paolo. Sono stati giustamente scritti fiumi di parole e la replica di Capriglio non è parsa convincente. In questo caso l’opposizione si è fatta sentire, eccome: almeno i rigori li sa ancora tirare.

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