Savona 2021, la strumentalità dei problemi - IVG.it

Lettera al direttore

Problemi e soluzioni

Savona 2021, la strumentalità dei problemi

di Franco Astengo

palazzo sisto

La difficile scelta per le candidature a Sindaco in una situazione delicata (davvero di “crisi complessa”) come quella di Savona dovrebbe rispondere, prima di tutto, all’esigenza di un alto livello di proposta progettuale e non di strumentalizzazione dei temi correnti, più facilmente interpretabili in una visione meramente populistica.

Prendiamo ad esempio due temi sui quali riflettere:

1) Il giudizio sull’amministrazione uscente, entrata in carica in un momento di grande difficoltà sotto l’aspetto finanziario. Una situazione della quale portava evidenti responsabilità la precedente gestione di colore apparentemente opposto.

Ebbene: a distanza di 5 anni i conti, ragionieristicamente parlando, sono migliorati ma le questioni centrali che riguardavano e riguardano la vita della Città hanno sicuramente fatto segnare un passo indietro dal punto di vista della stessa possibilità di intervento e iniziativa da parte dell’amministrazione Comunale e del complesso delle istituzioni. Tanto è vero che, stando alle notizie correnti, gli esponenti della Giunta uscente stanno evitando di presentarsi al giudizio di elettrici ed elettori almeno al riguardo della funzione apicale, quella di Sindaco, che l’elezione diretta ha trasformato in soggetto monocratico dotato di poteri assolutamente decisivi.

Si potrebbe tranquillamente affermare che la mancata ripresentazione del Sindaco uscente (che avrebbe a disposizione la possibilità di svolgere un altro mandato) certifica il fallimento dell’esperienza fin qui portata avanti. Ma questa affermazione contiene sicuramente un dato di strumentalità e quindi è bene che sia accantonata;

2) Il centrodestra (dominante in Regione, dato che rappresenta il punto preponderante nelle scelte riguardanti il Comune di Savona: a dimostrazione del permanere di un fenomeno di dipendenza e di subalternità da parte delle forze politiche savonesi) sembra scegliere, nello sviluppo della proposta di candidatura, il tema ,nella contingenza , di apparente più facile “appeal”: quello della sanità. Una scelta compiuta, anche attraverso l’espressione di soggettività fin qui indicata, compiendo un’operazione di markentig molto sottile: evitata l’analisi della condizione concreta della Sanità in Liguria con un settore assolutamente “martirizzato” dalla pesantezza della scelta privatistica, si pensa di sviluppare un confronto tra diverse strutture ospedaliere, tra levante e ponente, quasi un derby asimmetrico per distogliere l’opinione pubblica dalla centralità delle questioni (anche nel settore). Una manovra di corto respiro perché priva, al centro del suo costituirsi, di una progettualità e di una visione (un’assenza che prescinde anche dalla stessa possibile valutazione al riguardo delle capacità soggettive dei candidati dal punto di vista dell’amministrazione nel suo complesso).

In realtà è assolutamente necessario che la futuribile, ormai alle porte, discussione democratica sulla scelta del prossimo Sindaco di Savona abbia al centro la volontà di offrire ad elettrici ed elettori una possibilità di scelta non strumentalizzata, appunto, dall’episodicità legata all’episodicità dei problemi specifici affidandosi a scelte di carattere settoriale se non corporativo.

Si possono racchiudere in due punti le questioni centrali che, partendo dal governo della Città, dovranno essere affrontate .

Due punti che al loro interno contengono tutti gli altri temi, da quelli più minuti a quelli inerenti il futuro stesso della nostra comunità:

1) il ritorno alla, ormai da troppo tempo dismessa, funzione di Capoluogo. Il mutamento delle forme istituzionali di governo nel sistema degli Enti Locali, il modificarsi della realtà interna ai partiti, la carenza di costruzione di una nuova classe dirigente ha portato il Comune di Savona ha rintanarsi in una funzione secondaria rispetto al territorio circostante e all’intera provincia. Si è consolidata una forma di completa subalternità ai dettati della Regione Liguria e della parte politica in essa di volta in volta dominante (un fenomeno non limitato nel tempo all’esame della presente tornata amministrativa, beninteso). Qualsivoglia progetto che si intenda proporre e di conseguenza realizzare ha bisogno di una Città capace di misurarsi con un’entità territoriale di riferimento ben più ampia della propria cinta urbana (si è scritto di comprensorialità, di Patto e /o Alleanza territoriale). Così come all’interno della stessa cinta urbana sarà necessario recuperare un equilibrio di presenza istituzionale e di vivibilità tra le diverse parti che la compongono;

2) l’uscita dall’isolamento. L’avvio di una visione riguardante il territorio che preveda il ritorno a direttrici di relazione con il nord-ovest del Paese e dell’Europa appare del tutto determinante anche al fine di affrontare le singole questioni specifiche (assetto urbano, sanità, traffico, lavoro, cultura, ecc,ecc). E’ questo il punto sul quale avviare il confronto sull’utilizzo dei fondi del PNRR ma non solo.

L’idea di fondo del ritorno ad un allaccio diretto con le aree più sviluppate e produttive in Italia e in Europa deve rappresentare il vero punto di riferimento di un’amministrazione moderna, capace di cogliere le contraddizioni in atto misurandole in una prospettiva di governo non episodica e strumentale, come si sta cercando invece di imporre,da parte del centro destra, nelle scelte riguardanti la prossima gestione dell’amministrazione comunale in un quadro di provincialismo elettoralistico davvero di mediocre profilo.

Franco Astengo
Coordinamento “Il rosso non è il nero”

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.