San Verano e il drago, la rivisitazione della leggenda da parte degli alunni della scuola San Clemente di Albenga - IVG.it
Educazione civica

San Verano e il drago, la rivisitazione della leggenda da parte degli alunni della scuola San Clemente di Albenga

Un progetto dedicato alla conoscenza e valorizzazione del territorio della città

Albenga. Il Covid non ferma la scuola dell’infanzia San Clemente del Comprensivo Albenga 2° che, nonostante le difficoltà di quest’anno scolastico, ha portato avanti un progetto di educazione civica dedicato alla conoscenza e valorizzazione del territorio della città.

Non potendo effettuare uscite didattiche, il progetto si è concentrato sulla leggenda di “San Verano e il drago”. Da lì la fantasia ha preso per mano i piccoli per renderli protagonisti della costruzione di cartelloni, scenari, libri e nel dare, alla leggenda originale, un finale diverso, aiutati dalla semplicità che li accompagna nell’affrontare le loro piccole sfide di ogni giorno.

San Verano aiutò Albenga sconfiggendo il male nella figura del drago: “I nostri bambini – raccontano dalla scuola – hanno insegnato al drago i valori dell’amicizia, della collaborazione e dell’accoglienza”.

Di seguito la rivisitazione della leggenda secondo gli alunni della scuola dell’infanzia San Clemente

Ad Albenga nella zona che una volta era paludosa, dietro la Scuola dell’Infanzia San Clemente viveva, in un piccolo lago, un grande drago , con un’espressione cupa e spaventosa che metteva paura solo a pensarlo.

Quando gli si avvicinava qualcuno egli usciva fuori dall’acqua e con l’espressione più spaventosa che aveva lo impauriva così tanto che il poverino scappava via a gambe levate.

Gli abitanti del posto erano disperati ed impauriti, non sapevano più come fare per andare a trovare parenti e amici che si trovavano al di la del lago.

Un giorno arrivò ad Albenga un Vescovo di nome Verano , che dopo un lungo viaggio si volle fermare nella nostra cittadina per vederne le bellezze; gli abitanti accolsero Verano con gioia e, raccontandogli la storia di Albenga, gli parlarono anche di quel Drago che spaventava chiunque gli si avvicinasse.

Verano, allora, chiese di conoscere quel Drago ma gli albenganesi gli dissero che mai e poi mai lo avrebbero accompagnato perché era troppo pericoloso.

Verano, allora, si fece indicare la zona del lago , si incamminò, e arrivato sul posto si trovò di fronte una figura enorme e spaventosa come l’ avevano descritta .

Verano non si mosse, anzi fece un passo avanti mentre il drago lo guardava con un’espressione di sfida, tutti e due si fissarono negli occhi ; il Vescovo Verano chiese al drago perché si divertisse a spaventare le persone, egli rispose che non voleva nessuno vicino al suo lago, e che gli piaceva stare da solo ; da tanto tempo, ormai ,nessuno era gentile con lui..

“Tutti abbiamo il cuore buono, anche tu caro Drago… Prova a voler bene e gli altri vorranno bene a te”.

“ Bisogna guardarsi negli occhi ed ascoltare il prossimo, per capirsi”, disse Verano.

Da quel giorno il drago imparò il significato della parola Amore ed il suo cuore si riempì di gioia e poco alla volta si trasformò diventando sempre più gentile.

Un giorno, per incanto, egli scomparve nel lago e la zona pian piano si trasformò grazie ai cittadini che costruirono le prime case, la scuola, la piazza e il parco giochi.

La leggenda, viene raccontata ancora oggi, forse non proprio uguale ….. a noi piace pensare che sia andata proprio così”.

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