Monumento Pertini, Franco Astengo a Caprioglio: "Grave dimenticarsi della lotta al fascismo" - IVG.it
Polemica

Monumento Pertini, Franco Astengo a Caprioglio: “Grave dimenticarsi della lotta al fascismo”

"La nostra città ha dovuto combattere e resistere, bisogna ricordarlo ai giovani"

Stele Pertini monumento

Savona. Non si fermano le polemiche intorno al monumento dedicato a Sandro Pertini, inaugurato il 2 giugno durante le celebrazioni per la festa della Repubblica. Se da una parte il sindaco Capriglio fin dall’inizio aveva affermato di preferire un’opera astratta privilegiando il pensiero dell’ex presidente piuttosto che la fisicità, dall’altra, invece, c’è chi sostiene che sarebbe stato più consono un busto o una statua che lo raffigurasse.

Tra chi l’ha definito un vero e proprio enigma da risolvere, come l’ex vice sindaco di Savona Livio Di Tullio, e chi accoglie la proposta di uno degli artisti che era stato “scartato”, come il Comune di Stella, c’è anche chi accusa il sindaco di essersi dimenticato durante l’inaugurazione di una degli aspetti più importanti che hanno distinto Pertini, ovvero la sua lotta al fascismo. Si tratta di Franco Astengo, esponente del gruppo “Il Rosso e il Nero”.

Di seguito la lettera completa che ha inviato alla nostra redazione.

“Allo scopo di proporre un ulteriore spunto di riflessione, mi permetto di ritornare per un momento sulla colpevole operazione di revisionismo storico compiuta dalla signora sindaco di Savona nell’occasione dell’inaugurazione di una stele dedicata alla memoria di Sandro Pertini.

Infatti nell’occasione non è stato soltanto omesso il ricordo del ruolo (preminente) avuto dal futuro Presidente della Repubblica nell’antifascismo e nella Resistenza. Si è cercato di negare il valore fondamentale di una lotta di popolo che ha riscattato l’identità perduta di una Nazione. Una lotta di popolo che non può essere assegnata a una “parte”, ad una pur eroica frazione.

Si è anche tralasciato di ricordare la presenza di Sandro Pertini nel momento in cui fu conferita alla nostra Città la medaglia d’oro al valor militare. Una medaglia concessa proprio in riferimento a quanto accaduto nel tragico periodo 1943-45.

Questa colpevole cancellazione non riguarda, infatti, soltanto la presenza dei protagonisti di quella fase storica ma riguarda soprattutto l’idea di voler dimenticare i sacrifici, le privazioni, i lutti subiti da una Città come la nostra colpita dalla ferocia della repressione nazi – fascista soprattutto attraverso la deportazione nei campi di sterminio , la distruzione delle case, il colpo al cuore inferto alle sue attività produttive.

Ciò che accadde in quel periodo va ricordato ai giovani cercando di fare in modo che essi riconoscano l’identità della realtà che stanno vivendo proprio partendo dal riconoscimento della Storia.

Savona visse fieramente quella tragedia e trovò immediatamente la forza di risollevarsi affermando, con la democrazia, una capacità di rinascere promossa proprio dall’opera feconda di coloro che avevano subito quelle distruzioni, erano stati perseguitati, nella memoria dei tanti avevano sacrificato la stessa esistenza agli ideali della libertà.

Dimenticare tutto ciò è impossibile e la ricostruzione di una comune memoria storica appare oggi compito prioritario di tutte le istituzioni e di tutte le donne e gli uomini ancora consapevoli di una verità che non può e non deve essere taciuta”.

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