Loano, la polizia locale salta in sella: nasce la “Bike Patrol” - IVG.it
Mobilità green

Loano, la polizia locale salta in sella: nasce la “Bike Patrol”

I mezzi sostenibili sono utili in svariate attività a fianco dei comuni veicoli a motore

Loano. La polizia locale di Loano salta in sella. Si è concluso nei giorni scorsi il corso di formazione degli agenti che andranno a formare la “Bike Patrol”, la pattuglia in bicicletta nata su iniziativa dell’assessorato e del comando della polizia locale di Loano in collaborazione con l’associazione Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta.

“Negli ultimi anni – ricorda il sindaco di Loano Luigi Pignocca – la nostra amministrazione ha cercato fortemente di incentivare l’adozione di forme di mobilità eco-sostenibili alternative ai mezzi a motore. Pensiamo al progetto Pedibus, che coinvolge decine di alunni delle nostre scuole, o alla creazione di percorsi e tracciati urbani dedicati appositamente alle biciclette. E le bici sono anche le grandi ‘protagoniste’ del nuovo Piano Urbano del Traffico, in corso di adozione, che punta a trasformare la viabilità della nostra città in senso ‘bike-friendly’. In questo senso, ci è sembrato più che naturale dotare il nostro corpo di polizia locale di una ‘pattuglia ciclistica’ composta da personale appositamente formato”.

“Una maggiore diversificazione nei mezzi di trasporto utilizzati dagli agenti non rappresenta solo un modo per migliorare l’incisività della loro azione, ma anche un modo per manifestare ai cittadini quella particolare sensibilità ambientale che è stata sempre al centro della nostra azione amministrativa” aggiunge Pignocca. Dal punto di vista del lavoro quotidiano, i benefici portati dall’utilizzo della bici quale mezzo di locomozione per gli agenti sono molteplici: “Operatori in bicicletta – afferma l’assessore alla polizia locale Enrica Rocca – possono fornire un importante supporto ai loro colleghi in auto, in moto o a piedi. I mezzi a due ruote, infatti, sono in grado di arrivare in luoghi fuori mano che i pattugliamenti in auto di solito non riescono a raggiungere. Gli operatori in bici, dunque, possono dare un contributo importante, ad esempio, nella lotta contro l’inquinamento e l’abbandono di rifiuti”.

Ma non solo: “Come emerso dagli studi del professor Merton nel 2008, il servizio di pattuglia in bicicletta rimane sempre attuale nel contatto con il cittadino, nel controllo e nella prevenzione nel contrasto dell’uso di sostanze stupefacenti, soprattutto laddove l’auto di servizio sembra avere difficoltà a raggiungere determinati luoghi. Pensiamo all’uscita delle classi di un istituto scolastico: agenti in bici hanno la possibilità di posizionarsi ed essere più visibili rispetto ai colleghi in auto e allo stesso tempo posso muoversi in tempo reale in quanto il loro veicolo è subito disponibile. Un altro dei tanti vantaggi del servizio in bicicletta è dato dalla possibilità di essere silenziosi: ciò dà agli operatori vantaggi operativi” specifica Rocca.

Nei giorni scorsi alcuni uomini dei comandi di Loano e Savona (compresi due nuovi agenti da poco entrati in servizio sul territorio loanese) hanno seguito un corso di formazione, condotto dagli esperti dell’associazione Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta, volto a fornire loro nozioni utili a condurre la bicicletta in qualsiasi circostanza, nell’ambiente urbano e non: “Il corso è progettato per ‘insegnare’ ad ogni agente ad operare con la bici in maniera sicura ed efficace, trasformando questo mezzo di trasporto in uno strumento di lavoro insostituibile e prezioso” nota il comandante della polizia locale di Loano Gianluigi Soro.

“L’agente in bici, infatti, ha necessità di condurre il proprio mezzo in qualsiasi situazione. Una parte del progetto formativo era dedicata all’approfondimento delle modalità del ‘controllo di polizia’, da quello documentale a quello sulla persona, e delle tecniche per il contenimento di soggetti non collaborativi. Inoltre, in determinati contesti la bicicletta diventa un ausilio nelle attività di perquisizione (nel caso di rinvenimento di eventuali sostanze stupefacenti o di attrezzi da effrazione) nonché uno strumento in grado di garantire la sicurezza personale dell’operatore. Inoltre, le bici sono spesso utilizzate come mezzo di trasporto di spacciatori e pusher: conoscerne ogni caratteristica tecnica consente agli agenti di individuare subito eventuali nascondigli” afferma Soro.

Il corso era suddiviso in 12 moduli: adattamento e regolazione della bici alle proprie caratteristiche fisiche; muoversi in pattuglia; individuazione dei rischi e degli incidenti più comuni; superamento degli ostacoli e tecniche di guida in ogni situazione; addestramento all’uso dei sistemi di protezione individuale in dotazione al corpo, sempre con il supporto della bicicletta; le procedure per il pattugliamento in bici; il pattugliamento in ore serali o notturne; le procedure di operative, controllo documentale, controllo di persone sospette, perquisizione; manutenzione di base della bici; normativa sulla circolazione dei velocipedi, aspetti salienti del DPR 309/90; alimentazione e mantenimento della forma fisica.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.