Il futuro del campus universitario di Savona secondo Bruno (Europa Verde) - IVG.it

Lettera al direttore

Lettera

Il futuro del campus universitario di Savona secondo Bruno (Europa Verde)

"Sul campus destra locale silenziosa, assente e spesso infastidita. come se il polo universitario fosse un peso e non una occasione per la città"

Campus savona

In questi giorni sono usciti sui quotidiani locali alcune importanti notizie sul Campus Universitario savonese ,di cui verrebbe da chiedere ma la destra savonese , la sindaca in “dismissione” e l'”aspirante sindaco pensionato” li avranno letti?

Si è letto in primo luogo che un campus avrebbe bisogno di residenze universitarie poste all’interno e non al Priamar ovvero al lato opposto della città. Ormai il vulnus è stato realizzato ma bisognerò raddoppiare gli sforzi per integrare l’università in città.

In secondo luogo si è appreso che il campus è autonomo dal punto di vista energetico e allora perché non progettare l’autosufficienza energetica della città a cominciare dal quartiere di Legino impostando una comunità energetica, prevista da poco da una nuova normativa?

In terzo luogo si è parlato dei problemi di connessione del campus e allora perché in questi anni non si sono fatti sforzi in tal senso anche rivolti alla città? E’ questa la famosa smart city  di cui parla sempre la Sindaca “in dismissione” , a stare a notizie di stampa, con il seguito dei suoi assessori sempre prolifici di parole e mai di fatti?

In quarto luogo si è parlato del futuro progetto di una grande attività sportiva, che porti Savona nel campo universitario delle scienze motorie ma perché una simile importante operazione era stata legata alle operazioni edilizie e speculative connesse alla nuova passeggiata di ponente invece di partire coinvolgendo le società sportive cittadine?

In quinto luogo perché non si é pensato di lavorare insieme all’Università per favorire operazioni di educazione permanente anche nell’ottica di una nuova partenza dell’Università della Terza Età?
In sesto luogo perché il campus ha collegamenti di bus scarsi se non assenti in orari tardo pomeridiani e serali? Ma come si fa  a creare un polo tecnologico e poi non fornire i mezzi pubblici per spostarsi e promettere in un futuro imprecisato sistemi alternativi ad oggi non pervenuti o almeno in corso di lentissima realizzazione?

A questo punto mi sono permesso di scrivere alcune idee su cui Europa Verde insiste da anni ma che trovano una destra locale, silenziosa, assente e spesso pure infastidita come il polo universitario fosse un peso e non una occasione per Savona.

Danilo Bruno 

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