Frontoni con busti di personaggi storici dimenticati nei cunicoli del Priamar, Giusto: "Vengano conservati nel Palazzo Santa Chiara" - IVG.it
Cultura trascurata

Frontoni con busti di personaggi storici dimenticati nei cunicoli del Priamar, Giusto: “Vengano conservati nel Palazzo Santa Chiara”

"Sono contenuti in luoghi inagili e sporchi. Trovare posizione migliore anche per le altre opere dell'artista savonese Antonio Brilla"

Sotterranei Priamar

Savona. Sono dimenticati nei bui sotterranei della Fortezza del Priamar cinque frontoni in marmo con la raffigurazione di altrettanti busti di personaggi storici della Savona di un tempo, nomi che ora sono apposti nelle targhette di importanti vie della città della Torretta. Si tratta di Bartolomeo Guidobono, Nino Oxilia, Stefano Robatto, Gabriello Chiabrera e Michelangelo, personaggi impressi nel marmo dalle sapienti mani di Antonio Brilla, noto artista savonese. A farlo presente, in questa prima puntata dei “Tesori dimenticati“, è Renato Giusto, presidente del consiglio comunale di Savona.

Dove si trovano di preciso questi busti? “Nei pericolosi cunicoli che percorrono da parte a parte la struttura del Priamar, fondi inagibili e sporchi, luoghi per nulla adatti a delle opere importanti come quelle di Brilla – afferma Giusto -. Luogo inadatto come Piazza del Popolo, dove sono posizionate altre quattro opere marmoree che ho visto qualche giorno fa con delle mascherine, piccoli vandalismi che potrebbero diventare più seri. Non è così improbabile infatti che queste opere dello stesso artista possano venir danneggiate tenendo conto del contesto in cui sono inserite”. E sempre a proposito di vandalismi, Giusto ricorda come anche la statua battezzata l’Allegoria della Scultura, sempre di Antonio Brilla, posizionata di fronte alle funivie sulla via Aurelia verso Albissola sia stata interessata dalle mani di qualcuno che ha apposto alla testa della statua un cappello di lana.

I cinque frontoni potrebbero essere prelevati con cautela dal Priamar e custoditi in aree più consone, come all’interno del Palazzo Santa Chiara – propone Renato Giusto -. Non possiamo permettere che delle opere di valore come queste siano lasciate in un posto sporco come quello dei sotterranei del Priamar”, conclude.

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