Finale, Le Persone al Centro contro il bando contributi Covid: "Aiuta solo chi non ha pendenze" - IVG.it
Polemica

Finale, Le Persone al Centro contro il bando contributi Covid: “Aiuta solo chi non ha pendenze”

"Per questo motivo solo tre imprese hanno potuto accedere ai fondi, ma era davvero necessario?"

comune finale

Finale Ligure. Sono solo tre le imprese che hanno avuto accesso al bando contributi Covid pubblicato dal Comune di Finale Ligure. Un numero che non soddisfa il gruppo consigliare “Le Persone al Centro”, che fin da subito si era opposto al requisito della regolarità dei pagamenti verso Stato e Comune, considerandolo la causa della quantità ridotta di aziende che potranno godere delle agevolazioni.

“Qualche mese fa è stato fatto, di fretta e furia, un consiglio comunale per approvare il bando per l’erogazione contributi Covid per le attività rimaste ferme negli ultimi 16 mesi, proposto da un gruppo di opposizione – raccontano da “Le Persone al Centro” – Nonostante avessimo fatto una proposta mesi prima, ben più strutturata e inclusiva, ci siamo messi a disposizione e abbiamo evidenziato alcune criticità nel bando: era veramente necessario inserire quale requisito la regolarità dei pagamenti verso Stato e Comune? Dopo più di un anno di chiusure un simile requisito aveva senso?”.

E a domanda, rispondono: “A nostro avviso no, per questo avevamo proposto di toglierlo (non esistendo alcuna norma che ne imponesse l’inserimento) o di prevedere che in caso di debenze queste fossero compensate con i tributi. Ma, ovviamente, sarebbe stato uno smacco troppo grande seguire il buon senso dettato da un gruppo tacciato di lamentele e basta: come poter poi continuare a sostenere che siamo capaci solo a remare contro?”

“Si è preferita la Vittoria di Pirro – sottolineano dal gruppo di minoranza – un bando a cui hanno fatto domanda 7 imprese ma che ne sono risultate beneficiarie solo tre, proprio a causa del requisito che avevamo contestato. Tre, si dice sia il numero perfetto: in questo caso, descrive perfettamente l’atteggiamento che questa amministrazione porta avanti, fatto di lamentela nei confronti di una minoranza definita solo capace di criticare, dall’altra di chiusura totale ad ogni forma di dialogo”.

“Vorremmo dire che speriamo che questo sfacelo sia di insegnamento, ma non ce la sentiamo: non a scapito delle imprese che avrebbero potuto trarre un sospiro di sollievo”, concludono.

 

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