Discoteche chiuse, il patron de Le Vele: “È ora di svegliarsi, il nostro destino non può restare nell’oblio” - IVG.it
Alassio

Discoteche chiuse, il patron de Le Vele: “È ora di svegliarsi, il nostro destino non può restare nell’oblio”

La rabbia di Niccolò Fiori: “Investimenti importanti, dipendenti già assunti. In giro per l’Italia feste ovunque e chi di dovere fa finta di nulla”

Alassio. Un grido di aiuto rimasto ancora inascoltato. È quello di discoteche e sale da ballo per le quali il minimo comune denominatore era, è e resta l’incertezza più totale, su tutta la linea. Incertezza sulla data di ripartenza, sulle modalità della stessa, sul futuro dei dipendenti (già assunti essendo il primo luglio ormai alle porte), e non solo. 

Dopo Angelo Pisella, titolare della Suerte e delle Rocce di Pinamare, e di Giacomo Canale dei Golden Beach, che nei giorni scorsi hanno affidato il proprio sfogo ai microfoni di IVG.it, oggi è arrivato anche quello, ancor più duro, di Niccolò Fiori, patron de Le Vele di Alassio. 

Mentre gli altri locali sopracitati hanno infatti quantomeno ottenuto la possibilità di aprire convertendosi temporaneamente in ristoranti e bar, qualcuno, in questo caso Le Vele, non ha le stesse possibilità in termini di spazi e logistica e si ritrova alle porte del primo luglio (data dell’apertura per antonomasia) con una situazione che, volente o nolente, sembra dividere attività simili in locali di serie A e Serie B. 

Sono assolutamente d’accordo con Angelo de la Suerte, – ha esordito Fiori. – Noi de Le Vele siamo con loro per qualunque iniziativa venga presa per farci aprire. Ma guardando ciò che accade in giro non si può più stare in silenzio: è l’ora di prendere davvero provvedimenti seri e concreti. Nutro massimo rispetto per chi ha la possibilità di aprire come bar e ristorante, ma è palese che ormai ogni struttura di questo tipo ha dj set con musica ad alto volume ogni weekend fino a notte inoltrata. Sono il primo che li frequenta e non voglio in alcun modo attaccare questo sistema perché se ne avessi la possibilità e avessi una struttura predisposta a fare ciò, arrivati a questo punto, mi comporterei nello stesso modo”. 

Ma è anche innegabile che, in giro per lo Stivale, mentre alcuni locali rispettano le normative aprendo solo a mo’ di bar e ristorante, altri utilizzino questa possibilità come un “grimaldello” per fare ben altro, come ha spiegato ancora Fiori: “Ho tanti video di cosa sta accadendo in tutta Italia, in Puglia (vedi video sopra) ad esempio, e non solo. Ora voglio sapere perché locali come il mio, e di tutta la categoria discoteche, debbano soffrire così e rimanere chiusi o lavorare in maniera assolutamente palliativa”.

Ma le problematiche vanno ben oltre la semplice riapertura e toccano in particolare la sfera economica e il destino di decine e decine di dipendenti e relative famiglie. 

“Dal primo luglio, – ha proseguito Fiori, – una struttura come la nostra ha circa 70 dipendenti fissi da stipendiare con i quali abbiamo stretto accordi e garantito la stagione. Siamo chiusi da quasi 11 mesi e non abbiamo nessun piano B se non aprire per fare quello che siamo. Noi stiamo soffrendo economicamente e umanamente questa situazione surreale e non si può più aspettare oltre”.

“Siamo alle porte di luglio e non capiamo il motivo per cui dobbiamo stare chiusi e con tutti i dipendenti fermi, quando in giro non si vedono altro che assembramenti. Ad oggi non abbiamo ancora nessun tipo di garanzia o linea guida di riapertura: un’azienda come la nostra comporta un enorme impegno strutturale ed economico per preparare anche solo un’inaugurazione. E veniamo trattati come indegni o meno importanti di qualsiasi altra tipologia di attività italiana”.

Le Vele Alassio giorno

Nei giorni scorsi, inoltre, “anche per dare il buon esempio ai più giovani”, Fiori si è sottoposto al vaccino e, in un Paese ormai interamente in zona bianca, il suo locale è completamente all’aperto, ma evidentemente non basta nemmeno questo. 

Ed ecco lo sfogo finale: “Dobbiamo essere destinati all’oblio? Ci state dicendo questo ma non ne avete il coraggio? Dove sta la vostra tanto decantata democrazia? Ci sono feste ovunque, nei bar nelle strade nei ristoranti e nelle spiagge. Ma chi di dovere nasconde la testa sotto la sabbia e preferisce fare morire una categoria. Semplicemente vergognoso. Perchè? E’ questo che si chiedono i nostri dipendenti e i nostri collaboratori. Per tali motivi, appoggeremo, senza se e senza ma, qualsiasi iniziativa, anche forte, che si decida in comune accordo per dare una sonora svegliata al sistema”, ha concluso Fiori. 

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