Covid, un lettore: "Ai 60/69enni dosi di vaccino che altrimenti sarebbero andate perse" - IVG.it

Lettera al direttore

Punti di vista

Covid, un lettore: “Ai 60/69enni dosi di vaccino che altrimenti sarebbero andate perse”

di Ferruccio Ferrari

Generica

Buongiorno Direttore

In relazione alla lettera in oggetto voglio condividere in toto ciò che il lettore Le ha espresso.

Anch’io faccio parte di quel “decennio” di persone che, a seguito delle indicazioni fornite dall’AIFA, che ha semplicemente recepito i giudizi dell’EMA, ci ha fatto divenire, di fatto, l’unica fascia di età alla quale vanno somministrati i vaccini a vettore virale, precludendo l’opportunità di essere vaccinati con farmaci a mRNA.

In aggiunta a quanto indicato dal lettore che mi ha preceduto, oltre ad un, seppur minimo, rischio di effetti avversi gravi, vorrei sottolineare che i vaccini a vettore virale, a detta degli stessi esperti del settore, pur garantendo da effetti letali, non garantiscono dalle eventuali infezioni, successive alla vaccinazione, contro le varianti ,particolarmente quella indiana che si sta diffondendo sempre più rapidamente anche sul continente europeo.

Di conseguenza, visto che, anche se non in forma letale, rimanere infettati da questo maledetto virus comporta molto spesso degli effetti permanenti a lungo termine, riterrei che, specie a chi ha trascorso la vita a lavorare e, quindi, a dare il proprio contributo alla crescita della società italiana, debba essere dato modo il sacrosanto diritto di trascorrere il periodo residuale della propria vita nel migliore dei modi. Per l’appunto, oltremodo, essere vaccinati con un farmaco meno “coprente” e rimanere poi infettati da una variante comporterebbe un aumento della spesa sanitaria a carico della collettività ben superiore al differenziale di costo tra un vaccino a vettore virale ed uno a RNA messaggero.

Inoltre domandiamoci la ragione di come mai per la fascia degli over 70 e superiori siano stati somministrati quasi esclusivamente vaccini a mRNA: se fossero state valide le ragioni di EMA e AIFA allora anche quelle fasce d’età avrebbero dovuto essere vaccinate con un vaccino a vettore virale, non pensa?. Viene, quindi, il fondato dubbio che la nostra fascia di 60/69enni sia stata la fascia prescelta per usare le dosi di vaccino che, altrimenti sarebbero andate perse, quando, invece, sarebbe bastato opzionare totalmente vaccini del tipo a RNA, scelta peraltro seguita da altri stati europei.

Quindi, prima che si assista che il completamento delle vaccinazioni sia raggiunto, incredibilmente, prima dalle fasce più giovani piuttosto che la nostra di anziani, forse, erroneamente, giudicati non più produttivi ma pur sempre titolari di diritti e doveri come tutti, cerchiamo di far comprendere che la nostra richiesta di poterci vaccinare su linee diverse di vaccini non è dettata da un “capriccio” ma da una legittima scelta di cura alla quale ritengo che ogni essere umano abbia il sacrosanto diritto di decidere a prescindere dall’età. Grazie.

Ferruccio Ferrari

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