Consiglio di Savona "saltato" per troppi assenti, Sansa: "Comandare senza partecipare" - IVG.it
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Consiglio di Savona “saltato” per troppi assenti, Sansa: “Comandare senza partecipare”

Non è stato possibile discutere la mozione sul cantiere navale ex Mondo Marine

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Savona. Si è concluso prima del previsto a causa della mancanza del numero legale (cioè il numero minimo di presenti perché la seduta possa essere considerata legalmente valida) la riunione del consiglio comunale di Savona tenutasi ieri. Dopo cinque ore e mezza di discussione, prima sul bilancio e poi sull’esproprio dei terreni per Funivie, sono rimasti solo 11 consiglieri. Così il presidente del consiglio Renato Giusto e il segretario comunale Lucia Bacciu sono stati costretti a interrompere la seduta proprio nel momento in cui sarebbe iniziata la discussione sulla mozione presentata da Marco Ravera (Rete a Sinistra) sui cantieri navali ex Mondo Marine.

“E’ un vizio del centro destra. Comandare senza partecipare, ma anche dialogare – il commento duro del consigliere regionale Ferruccio Sansa -. Ieri a Savona i banchi della maggioranza in consiglio comunale erano deserti. Così il parlamentino savonese non si è potuto esprimere sulla concessione degli ex cantieri Mondomarine a Palumbo Superyachts”.

“Il consiglio comunale di ieri – aggiunge Renato Giusto – ha portato a compimento ciò che doveva. Non si può dire che non ha fatto il suo dovere”. E tira una “frecciatina” ai colleghi che si sono dilungati durante i loro interventi in sede di discussione: “Se molti consiglieri, non solo di minoranza, avessero avuto la dote molto rara della sintesi espositiva riuscendo a dire con poche parole chiare ciò che credono di sapere, forse non saremmo arrivati alle ore 20. Così molti consiglieri comunali sarebbero rimasti collegati fino all’esaurimento delle pratiche previste: ‘chi è causa del suo mal pianga se stesso’“.

Ravera con la mozione presentata intendeva impegnare la giunta in due direzioni: da una parte, chiedere al Comune di accelerare presso l’autorità portuale e la Regione l’iter di aggiudicazione della gara (vinta da Palumbo Super Yacht) per l’assegnazione della gestione dello stabilimento e, dall’altra, sollecitare Palumbo a rispettare gli impegni presi.

“Dal 7 maggio l’Autorità di Sistema Portuale ha assegnato le aree a Palumbo dopo un lungo iter – ricorda il consigliere di minoranza Ravera -. L’azienda all’inizio aveva preso una serie di impegni ma in questo clima di incertezza il 31 dicembre ha lasciato a casa 13 dipendenti”.

Anche la partita relativa a questa azienda, come quelle che riguardano le altre vertenze del savonese, è complicata. A dicembre 2020 i sindacati avevano organizzato una manifestazione davanti alla sede perché “il ritardo nell’aggiudicare la concessione – hanno spiegato i sindacati – pregiudicava i piani di investimento previsti da chi ha manifestato interesse e impedisce di fatto di programmare attività incidendo così sui livelli occupazionali”.

Non meno critico Danilo Bruno di Europa Verde Liguria: “Ieri sera il consiglio comunale è stato sciolto ‘per evaporazione’ della maggioranza consiliare, che ha progressivamente abbandonato la seduta lasciando solo il presidente del consiglio e le forze di opposizione. Questo alle 20.30 mentre si dovevano discutere importanti argomenti come la situazione dei cantieri di Mondomarine. A noi di Europa Verde,non presenti ad oggi in consiglio comunale dove speriamo di rientrare, viene da dire solo una parola: vergogna. Questa maggioranza con una sindaca che si ‘autoesalta’ per le stupende iniziative compiute in cinque anni non viene nemmeno in mente di richiamare la sua maggioranza ad un minimo di serietà? Al presidente del consiglio, espressione di questa maggioranza e transeunte (dalla Lega è passato a Fratelli d’Italia), non viene in mente di esprimere una sola parola sul fatto? O meglio ogni seduta, se ancora lo fa, sfoggia le sue competenze indiscutibili di storia dell’arte ai colleghi e alle colleghe ora speriamo che gli elettori e le elettrici lo mandino a sfoggiarle in sedi più opportune”.

“Alla giunta, un tempo molto loquace, non viene nulla da dire: assessore Santi, sempre a farci sapere quali strade verranno asfaltate? Assessore polinterveniente Scaramuzza, che in cinque anni è riuscito nell’impresa di ‘demolire’ lo sport a Savona dal calcio alla pallanuoto, nulla da dire? Assessora alla cultura, dotata di una particolare vocazione al ‘silenzio quasi claustrale’ dopo le elezioni regionali, nulla da dire? O meglio riesce solo a dire che nel Museo Archeologico vi sono reperti dello Stato. Ora, a parte che una simile affermazione dimostra una scarsa considerazione museografica poiché i reperti sono statali perché sono dell’intera collettività savonese e il Comune dovrebbe essere onorato di conservarli e valorizzarli dato che rappresentano la storia della città, bisognerebbe spiegarle che nel museo vi sono anche reperti di proprietà comunale, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e del Centro ligure di Storia della Ceramica e poi condurla a fare un giro poiché solo a Savona si vede una così scarsa considerazione della propria storia sfoggiata come una sorta di titolo di merito”.

“Credo che poi bisognerebbe passare ai consiglieri e alle consigliere, che dovrebbero singolarmente spiegare alla città cosa sia successo oltre alle varie entrate e uscite di alcune e alcuni di loro da varie formazioni politiche. A questo punto però noi di Europa verde ci tacciamo perché non credo che esistano parole ulteriori per spiegare cosa sia successo”.

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