Condanna Enzo Canepa, il comitato per gli immigrati: "Parte del risarcimento devoluta alla lotta contro la violenza sulle donne" - IVG.it

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Lettera

Condanna Enzo Canepa, il comitato per gli immigrati: “Parte del risarcimento devoluta alla lotta contro la violenza sulle donne”

Matikj: "Vaccarezza e la Lega si occupino di restituire i 49 milioni ai cittadini italiani"

Aleksandra Matikj

Il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” ha fatto consegnare tramite i propri Legali la Richiesta risarcimento Danni al Comune di Alassio e a Enzo Canepa, l’ex Sindaco di Alassio che, durante il proprio mandato nel 2015, nella veste di Sindaco, aveva emanato l’Ordinanza n. 214 del 1° luglio 2015, giudicata dalla Magistratura in tre gradi di giudizio come palesemente discriminatoria.

Con ordinanza in data 26/07/2017, il Tribunale di Genova, sezione IV°, nel procedimento n. 1298/2017 R.G., promosso ex art. 44 D.lgs 286/1998 ed art. 702 bis c.p.c., ha accertato e dichiarato il carattere discriminatorio della condotta tenuta dal Comune di Alassio, nella persona del Sindaco in carica, sig. Enzo CANEPA, ordinandone la cessazione con effetti ex tunc. Il Comune di Alassio, con ordinanza n. 315 del 27/09/2017, ha ottemperato all’ordine di giustizia. Il nostro Comitato si occupa di promuovere attività finalizzate a combattere ogni forma di discriminazione e razzismo – spiega Aleksandra Matikj, Denunciante e Presidentessa del Comitato – In data 09/07/2015, dopo aver letto l’articolo pubblicato in data 05/07/2015, su un notiziario, avutane conferma dagli organi di informazione, in qualità di Presidentessa del Comitato presentavo denuncia querela presso la Procura presso il Tribunale di Savona, per la violazione dell’art. 3 della L. 654/1975, come modificato dal DL 122/1993, coordinato con la legge di conversione n. 205/1993. A seguito di tale denuncia e di successive integrazioni, veniva aperto un fascicolo presso la predetta Procura, che si concludeva con il rinvio a giudizio e successiva condanna dei responsabili. La sentenza del Tribunale penale di Savona veniva confermata dalla Corte di Appello di Genova ed in data 17/03/2021 dalla Corte di Cassazione.

Una parte della nostra richiesta del risarcimento comunque, sarà devoluta alla lotta contro la violenza sulle Donne. Pensavamo di lasciare mille euro condivisi in uguali parti alla Regione Liguria e alla Curia in modo che effettivamente possa essere offerto un aiuto concreto a chi più ne ha bisogno. Naturalmente, la nostra sarà una Beneficenza con una retro clausola a tempo determinato non superiore ai mesi 12 tramite la quale sarà obbligatorio accertare e comunicarci su come sono stati spesi i soldi, per chi e in quali occasioni.

Va compreso che anche la misoginia è un reato che discrimina le Donne, considerando anche il fatto che il nostro Comitato ha consegnato quasi 60mila firme proprio all’appoggio della Legge Zan, accolte dal Senato della Repubblica italiana. Il Ddl Zan serve, ora. Perché è anche a tutela delle Donne.

Quanto all’ennesimo miserabile attacco di Angelo Vaccarezza, capogruppo di Cambiamo! in Regione con Giovanni Toti, che, da quanto ho letto pochi attimi, ha definito la nostra legittima richiesta come “Richiesta grave e banale”, intanto rispondo che noi abbiamo semplicemente difeso le Persone, bambini, Donne, Uomini che, soltanto perché di una certa nazionalità, se non ci fosse stato il nostro intervento, molto probabilmente sarebbero stati penalizzati e gravemente danneggiati per cui grave e banale se lo tenga per se stesso sig. Vaccarezza in quanto noi abbiamo sempre agito in modo trasparente e lavorando tanto e onestamente.

Dello stesso tenore è la nostra risposta anche al commissario della Lega ad Alassio Antonio Caviglia che avrebbe espresso la propria solidarietà al Canepa perché avrebbe difeso i cittadini: andate a lavorare anche voi onestamente come noi? Oppure Lei signori lavorate gratis per anni e pagate le spese di vostre tasche per lavorare? Come possiamo portare avanti le nostre nuove cause contro le discriminazioni se non vincendo i processi e, giustamente, richiedendo i danni che secondo la Legge ci spetterebbe? Occupatevi piuttosto dei 49 milioni da ridare ai Cittadini Italiani, preoccupatevi di questo. E se volete lavorare gratis, accomodatevi insieme con chi tanto contesta. Noi andremo avanti comunque, senza se e senza ma, contro ogni fascismo, contro ogni attacco misogino, contro ogni invito di tacere in quanto Donne e/o Migranti/Italiane. Andremo avanti con la nostra Forza, con il nostro Coraggio, con la nostra Onestà, con il nostro Lavoro, con la nostra Classe e con la nostra Intelligenza, che piaccia o no.

Va altresì precisato che noi abbiamo fatto quegli interventi giudiziari denunciando per il bene dei Cittadini di Alassio, anche, soprattutto, per la il Benessere in Liguria e in Italia, in quanto le norme di prevenzione di eventuali pandemie avrebbero soltanto esposto tutti quanti ad un probabile contagio ossia ogni persona potrebbe essere il paziente zero, che sia Migrante o che sia Italiano tornato magari dall’estero. Lo abbiamo visto ora con la pandemia del covid-19, più chiaro di così!

Spiace comunque vedere che non si rispettino nemmeno le decisioni della Magistratura, soprattutto da parte di un Rappresentante della Regione Liguria quale Vaccarezza, in questo caso del Tribunale di Savona, di Genova e perfino di Roma. Noi d’altronde ci affidiamo ai nostri Legali che se ci sono dei presupposti per procedere ad un giusto risarcimento danni, dopo tanto lavoro lo chiediamo. Perché è il nostro Diritto.

Ringraziamo l’Associazione Fischia il Vento che invece ha ben compreso la questione criticando le parole pubbliche del Canepa che avrebbe dichiarato che si opporrà perché ‘non ha arrecato danno ad alcuno ma inteso tutelare i cittadini di Alassio’, il gesto dall’Associazione definito come ‘un fatto gravissimo proprio per la superficialità che sottende. La banalità è infatti l’anticamera del male e per questo pensiamo questa non possa essere notizia destinata all’oblio, soprattutto perché riguarda un Amministratore Pubblico’.

Aleksandra Matikj

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