Caprioglio su campo nomadi: “Nessuno sgombero, ordinanza di mesi fa mai ottemperata dai sinti" - IVG.it
Precisazioni

Caprioglio su campo nomadi: “Nessuno sgombero, ordinanza di mesi fa mai ottemperata dai sinti”

“Abbiamo agito con fermezza, attenzione e sensibilità, dopo aver fatto ogni tentativo per arrivare ad una soluzione”

Savona. “Tengo a precisare come non si sia trattato di uno sgombero ma di una attività finalizzata, esclusivamente, a eliminare strutture abusive, non autorizzate e neanche autorizzabili, che erano state oggetto di ordinanza sindacale regolarmente notificata mesi fa e mai ottemperata dai diretti interessati”. 

Parola del sindaco di Savona Ilaria Caprioglio che, dopo le prime dichiarazioni “a caldo” in mattinata, è tornata sullo sgombero parziale del campo nomadi della Fontanassa con l’intenzione di fornire alcune precisazioni, anche alla luce delle proteste dei sinti e degli interventi dell’avvocato Branca e di altri esponenti politici, tra cui il candidato sindaco Schirru. 

“Per tutte le famiglie con fragilità, che occupano i manufatti abusivi, sono stati messi a disposizione alloggi di Arte ristrutturati, avendo anche attenzione a non dividere il nucleo familiare di 12 persone, – ha proseguito il primo cittadino di Savona. – Preciso, inoltre, come si sia arrivati a tale intervento a seguito di reiterati atti amministrativi e ripetuti incontri negli scorsi mesi, in Comune e presso l’area, con le persone interessate”.

La scelta di effettuare lo sgombero in questo momento non sarebbe, inoltre, estemporanea, ma dettata da precise motivazioni: “Abbiamo ritenuto opportuno attendere, stante la mancata ottemperanza dell’ordinanza da parte dei diretti interessati, la fine della stagione fredda, dell’emergenza sanitaria e dei lavori di ristrutturazione degli alloggi di Arte. Ma non si poteva attendere ancora, anche alla luce del problema con la rete idrica: il 30 giugno infatti l’acquedotto chiuderà il contatore per gli insoluti e coloro che proseguiranno a vivere nei manufatti regolari all’interno dell’area dovranno avere contatori d’acqua propri oppure cumulativi, ma dovranno allacciarsi all’acquedotto in maniera corretta”. 

Sussistevano, infine,  problemi di sicurezza, perché all’interno delle baracche abusive vi erano allacci elettrici non a norma, bombole del gas, stufe a legna. Una situazione, suffragata da sopralluoghi eseguiti dagli organi tecnici, compresi i Vigili del fuoco, per porre rimedio alla quale avevo emesso ordinanza. Abbiamo agito con fermezza ma, soprattutto, con attenzione e sensibilità, dopo aver esperito nei mesi passati ogni tentativo al fine di addivenire a una soluzione concordata”, ha concluso Caprioglio. 

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