"Borghetizzazione", botta e risposta Carrara-Canepa. Il consigliere pietrese: "È un dato di fatto" - IVG.it
Botta e risposta

“Borghetizzazione”, botta e risposta Carrara-Canepa. Il consigliere pietrese: “È un dato di fatto”

"Borghettizzazione è sinonimo di un'aggressione edilizia rapace, intensiva e speculativa nei confronti del territorio di quel Comune, avvenuta negli anni 60 e 70"

carrara mario

Pietra Ligure. “Premetto che non trovo nessuno stimolo o ragione per entrare in polemica con il signor Canepa Giancarlo, l’attività del quale e di chi e cosa rappresenti nel Comune di Borghetto S.Spirito non mi interessa minimamente e mi lascia nell’indifferenza più totale”. Inizia così la replica del consigliere comunale pietrese Mario Carrara alle parole del sindaco di Borghetto Santo Spirito Giancarlo Canepa. Il primo cittadino, infatti, questo pomeriggio è intervenuto con una nota per esprimere la propria contrarietà alle parole utilizzate dall’esponente di minoranza pietrese in una mozione dove utilizzava il termine “borghetizzazione”.

“Tuttavia – spiega Carrara – chiamato in causa direttamente e nominativamente, non mi posso sottrarre nel rispondergli. Non era, non è mia intenzione ‘offendere’ nessuno, né nessuna città, Borghetto S.Spirito, in particolare. Tant’è vero che accanto al nome di Borghetto nel mio intervento non c’è nessun epiteto, né nessuna aggettivazione. Men che meno riguardo alla situazione odierna. Ho solo riportato un ‘dato di fatto” tanto evidente e macroscopico da essere eclatante, sotto gli occhi di tutti, che non ha nemmeno bisogno di essere confutato. ‘Borghettizzazione’ è sinonimo di un’aggressione edilizia rapace, intensiva e speculativa nei confronti del territorio di quel Comune, avvenuta negli anni 60 e 70″.

“Un’urbanizzazione ‘selvaggia’ e spietata – argomenta il consigliere pietrese – che ha portato quello che era un paesino, fondato come “avamposto” di Albenga nel XIII Sec., circondato da frutteti e campagne rigogliose (e rimasto sostanzialmente immutato fino alla fine degli anni cinquanta), ad essere investito da un’urbanizzazione che ne ha coperto, con migliaia di metri cubi di cemento, molta della sua linea sul mare, lungo la via Aurelia, lambendone, addirittura, le vicinanze del cimitero. Una cosa di una portata senza ‘uguali’ in nessuno degli altri paesi rivieraschi, i quali, pure, hanno passato, chi più chi meno, le traversie urbanistiche di sviluppo edilizio disordinato degli anni 60 e 70″.

“Per questo si può usare il termine ‘borghetizzazione’ quando si esprime un’opinione circa un territorio in cui la scelta del passato di lasciar costruire in questo modo, ha lasciato dei risultati edilizi ed urbanistici così sfacciatamente evidenti. In passato, veniva usato anche il termine ‘rapallizzazione’ per indicare come, precedentemente, era stata la città di Rapallo nel Levante Ligure, ad indicare una urbanizzazione selvaggia ed indiscriminata. Ma a Rapallo non risulta si siano mai offesi, né adontati perché questo termine veniva scritto sui giornali nazionali o era entrato ufficialmente nei dizionari ed in Internet. Era così e se ne facevano una ragione: il termine rispecchiava quello che era avvenuto” prosegue Carrara.

“I giornali, che conservo, di quell’epoca – afferma ancora il consigliere pietrese – ci raccontano, chiaro e tondo, quali e quante proteste e polemiche si levarono invano per come la città di Borghetto si stava trasformando nel senso della ‘cementificazione’. Sono ‘dati di fatto’ dei quali si deve prendere atto. Comunico al signor Canepa che, non ho bisogno di nessuna iniziativa eclatante, men che meno ‘denigrando per emergere’, o per farmi conoscere perché sono in Consiglio comunale a Pietra Ligure da prima che lui andasse alle elementari e 38 anni prima che lui diventasse Sindaco. Ci sono per volontà dei cittadini di Pietra Ligure”.

“Perciò, prendersela con il termine ‘borghetizzazione’, contro il quale si scaglia il signor Canepa rappresenta solo una difesa d’ufficio fine a se stessa, che contrasta con l’evidenza della situazione reale di quell’urbanizzazione cementificatrice, che rimane di fronte a tutti. È come pretendere di volersi nascondere ‘dietro ad un dito’ ma riuscire a nascondere interi quartieri e centinaia di migliaia di metri cubi di cemento “dietro ad un dito” è francamente impossibile” conclude Carrara.

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