Autostrade, Sansa attacca Benetton: "Avete incassato i miliardi, ora date qualcosa alla Liguria" - IVG.it
La provocazione

Autostrade, Sansa attacca Benetton: “Avete incassato i miliardi, ora date qualcosa alla Liguria”

"Lo Stato sborsa 9,3 miliardi per riprendersi una concessione che gli appartiene"

Ferruccio Sansa

Regione. Il consigliere regionale Ferruccio Sansa commenta la notizia del passaggio di proprietà di Autostrade per l’Italia sancito ieri dalla votazione dell’assemblea dei soci di Atlantia: “Undici miliardi di dividendi in poco più di vent’anni. La concessione di Autostrade è stata una gallina dalle uova d’oro per i privati. In prima fila per i Benetton che hanno incassato circa 3 miliardi”.

“Ci ricordiamo tutti cosa hanno rappresentato per decenni i Benetton: uno dei simboli dell’impresa italiana che riesce a farsi da sé. Un po’ all’americana, verrebbe da dire: quattro fratelli che partendo da una sartoria, da un negozio a Belluno, conquistano il mondo. Pareva una storia bella, di successo e dedizione”.

“Poi è arrivato il periodo della frenesia finanziaria. Della conquista della concessione di Autostrade. Dei miliardi che piovevano in cassa. Infine i capitoli tragici del crollo del Morandi, un disastro che ha ucciso 43 persone. Che ha messo in ginocchio la Liguria e ha mostrato in tutto il mondo l’Italia che andava in pezzi. Mentre, ricordano le cronache, all’indomani della tragedia nella famiglia di azionisti c’era chi organizzava feste nei prati di Cortina d’Ampezzo”.

Ma on era finita, ricorda Sansa: “L’inchiesta ha evidenziato incredibili mancanze nella manutenzione delle opere che Autostrade aveva in concessione. “Io su quei viadotti non farei passare i miei figli”, dichiarò un perito della Procura. Come è stato possibile lasciare che questa vergogna succedesse? Oggi la notizia che dopo una estenuante e penosa trattativa finalmente Autostrade cambia di mani. Con tanti paradossi: lo Stato sborsa 9,3 miliardi per riprendersi una concessione che gli appartiene”.

“Non solo – aggiunge – ci vengono lasciati in “eredità” circa 20 miliardi di lavori che dovranno essere realizzati per mettere in sicurezza una rete che va in pezzi. Com’è cambiata la parabola della famiglia Benetton! Erano considerati l’esempio di un’imprenditoria che sulla fantasia e la passione costruiscono un impero. Ora paiono definitivamente associati a un disastro. Sono diventati emblema della finanza che incassa dividendi miliardari mentre le opere pubbliche che le sono affidate vanno in pezzi. E su quei viadotti ci passiamo noi e i nostri figli”.

“I nostri pensieri vanno prima di tutto ai parenti delle vittime- conclude il suo lungo messaggio su Facebook – Ai tanti liguri che sono stati messi in ginocchio dalla disastrosa gestione di Autostrade. Alla gente di via delle Gavette, a Genova, che rischia la pelle ogni giorno perché abita sotto un viadotto che va in pezzi. Signori Benetton, oggi per voi si presenta un’occasione. Non per cancellare quanto è accaduto, ma per tentare di alleviare una ferita (per questo non basta un’intervista sui giornali!): da Autostrade i Benetton negli anni hanno incassato almeno tre miliardi di dividendi. Oggi siete riusciti a salvare il valore della vostre azioni: se venderete incasserete quasi 3 miliardi. Ecco, fate un gesto concreto. Destinate una parte di questo tesoro per risarcire la Liguria e i liguri che dalla gestione di Autostrade sono stati messi in ginocchio. Fatelo per rimediare almeno un poco a uno dei disastri più gravi dell’Italia moderna. Fatelo anche per voi. Dopo tutto quello che è successo, uscire di scena con le tasche gonfie di miliardi sarebbe un pessimo modo di chiudere una storia”.

L’assessore alle infrastrutture Giampedrone ha spiegato che Aspi ha respinto ogni addebito, circa i disagi subìti a causa dei cantieri soprattutto nel giugno e luglio 2020, rilevando che questi sono legati ad una concentrazione degli interventi che era stata richiesta dal Mit. “Tenuto conto delle informazioni assunte e delle posizioni di Aspi e Mit – ha aggiunto –  la Regione non ha ritenuto opportuno intentare una causa civile nei loro confronti, vista l’estrema difficoltà a identificare e determinare danni documentati a carico dell’ente Regione”.

L’assessore ha dichiarato che, da un punto di vista giuridico, sarebbero più adeguate una o più class action avviate dagli utenti o da chi ha subito un danno economico imputabile a questi disservizi.

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