Al Priamar la seconda tappa del congresso della federazione nazionale degli ordini e delle professioni infermieristiche - IVG.it
Evento

Al Priamar la seconda tappa del congresso della federazione nazionale degli ordini e delle professioni infermieristiche

Il Nord-Ovest punta sugli infermieri, jolly dell'assistenza dalla scuola al domicilio, dai cronici agli anziani, anche grazie alla telemedicina

Priamar fortezza savona sanificazione

Savona. Infermiere a scuola, a casa, per le cronicità, per gli anziani, per le aree interne.

Il Nord Ovest crede, conta e scommette sugli infermieri. E nel Nord Ovest si svolge la seconda tappa del Congresso itinerante della Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), il secondo della Federazione e il primo anti-Covid. Per evitare riunioni e assembramenti, sono infatti previsti tavoli di lavoro tematici con spostamenti nelle varie aree del Paese – in collaborazione con Trenitalia (Gruppo FS Italiane) – seguendo il principio stesso che muove l’assistenza infermieristica: non è il paziente che deve raggiungere la struttura, ma è il professionista che deve raggiungere il paziente.

Qui l’infermiere scolastico è già una realtà in numerose esperienze e si fa strada concretamente l’infermiere di famiglia/comunità, figura già presente prima della previsione di assunzioni del Decreto Rilancio e che in questa area – anche se ancora in modo del tutto insufficiente rispetto alle possibilità – ha avuto per ora la sua massima applicazione con il 18,2% dei 2.560 nuovi infermieri di famiglia/comunità previsti (nelle altre zone non si supera il 12,8%), ma che conta numerose sperimentazioni anche in collaborazione con l’estero (Svizzera) perché rappresenta la vera soluzione per l’assistenza sul territorio.

E l’infermiere di famiglia/comunità utilizza la telemedicina per la sua attività, si muove ed è presente nelle aree interne dove solitamente assistere è più difficile e le strutture sono di meno; visita a domicilio e nel suo ambulatorio; lavora in rete per supportare e aiutare l’anziano fragile: un vero jolly dell’assistenza che riesce a svolgere mansioni assistenziali, cliniche e organizzative diverse nel momento in cui è necessario.

Per approfondire queste tematiche, la seconda tappa del Congresso itinerante FNOPI toccherà venerdì 11 e sabato 12 giugno Lombardia (S. Martino Siccomario, Pavia, dalle 10 alle 12 dell’11 giugno), Piemonte (l’Aula CR01 del Campus dell’Università del Piemonte Orientale, Novara, dalle 15 alle 17 dell’11 giugno) e Liguria (Sala Sibilla, Fortezza del Priamar, Savona, dalle 10 alle 12 del 12 giugno) dove i rappresentanti del Comitato centrale della Federazione, oltre a essere ricevuti dalle autorità sanitarie regionali (per la Lombardia è prevista la presenza del direttore generale della Sanità regionale Giovanni Pavesi; per il Piemonte del presidente della Regione Alberto Cirio e del presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale Alessandro Stecco; per la Liguria del presidente della Regione Giovanni Toti e del presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale Brunello Brunetto. Interverrà inoltre il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa), premieranno 15 progetti-iniziative assolutamente innovativi per l’assistenza sul territorio e di prossimità che finora hanno dato e stanno dando frutti inaspettati e positivi per l’assistenza e il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini.

Generico giugno 2021

Cosa fa e cosa può fare l’infermiere sul territorio

Molti gli esempi, anche premiati, nel Nord Ovest.

L’infermiere scolastico a San Martino Siccomario (Pavia) non si prende cura degli studenti solo in caso di bisogni sanitari, ma vigila sul rispetto delle norme igienico sanitarie; si adopera con interventi mirati di prevenzione, per promuovere stili di vita sani e l’educazione sanitaria oltre ad avvicinare la figura e il lavoro infermieristico a tutti gli alunni e i componenti del corpo docente, dei collaboratori scolastici e dei genitori. E sempre a Pavia sono gli infermieri che assistono i senza fissa dimora dal punto di vista sanitario, dell’educazione sanitaria e sociale, di prevenzione e valorizzazione di stili di vita sani.

Nei territori di Monza, Brugherio e Villasanta l’infermiere di famiglia/comunità (IFeC) lavora in sinergia con il medico di medicina generale, a domicilio delle persone e con l’obiettivo di interventi personalizzati per il rafforzamento all’aderenza terapeutica e il monitoraggio dello stato di salute, anche per abbattere gli accessi impropri al Pronto soccorso.

Nell’ ASST di Melegnano e Martesana l’IFeC svolge un ruolo determinante proprio rispetto alla pandemia per far fronte sul territorio alle variazioni epidemiologiche e demografiche che hanno cambiato il panorama dei bisogni di salute della popolazione.

Nell’ ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo l’IFeC è già attivo dal 2020 e sul territorio assiste, vaccina e monitora – occupandosi dei casi Covid a domicilio – l’assistenza domiciliare in una delle zone che a inizio pandemia hanno rappresentato le più colpite d’Italia. Ma nel bergamasco grazie alla telemedicina è anche vincente la leadership infermieristica, garantendo la possibilità di elaborare, supervisionare e condurre programmi di cura, supervisionare altri colleghi e fungere da punto di raccordo tra i diversi professionisti del settore sanitario

Nell’Asl Cuneo 1 l’IFeC è dedicato alla presa in cura della cronicità: attraverso ambulatori della salute prevede seminari di autogestione visto che un anziano su quattro è affetto da una o più patologie croniche e le “nuove epidemie” che sono la causa di oltre il 50% di frequenti ricoveri ogni anno e assorbono circa l’80% della spesa sanitaria, provocano ospedalizzazione impropria.

Per aiutare l’anziano fragile e creare vere reti per cronicità e non autosufficienza Università del Piemonte Orientale, ASL di Vercelli e Novara, Università degli Studi di Torino, Associazione Locarnese e Valmaggese di Assistenza e cura a domicilio in Svizzera hanno sviluppato il progetto REACtion, modello congiunto italo-svizzero per rafforzare, anche le tecnologie, le reti di prossimità e sviluppare un sistema condiviso di governance in capo all’IFeC.

Nelle scuole del biellese sinergie istituzionali per il diritto allo studio delle alunne e alunni affetti da patologie croniche che comportano bisogni speciali di salute in orario scolastico/formativo, grazie a un Protocollo d’intesa tra Regione Piemonte e Ufficio Scolastico Regionale. L’infermiere care manager si occupa nella fase iniziale di contatti con l’istituto scolastico, la famiglia dell’alunno e il pediatra. In una seconda fase assieme all’IFeC organizzano corsi di formazione per il personale scolastico su patologia e bisogni specifici di ogni alunno, coinvolgendo familiari e infermieri primary nurse che seguiranno alunno, pediatra e eventuali esperti su tematiche clinico assistenziali.

A Chieri (Asl TO5) c’è il progetto infermieristico “La salute a portata di casa” con l’obiettivo di attutare azioni mirate alla medicina preventiva e ottimizzare l’accesso ai servizi sanitari presenti sul territorio creando una rete assistenziale a sostegno delle persone più fragili.

Nel laboratorio multidisciplinare della Valchiusella, area interna e di montagna della Città Metropolitana di Torino, l’IFeC studia come interpretare la complessità grazie alla capacità di interagire con altri professionisti in team multidisciplinari. Un progetto sostenuto da otto Amministrazioni Comunali della Valchiusella insieme al Coordinamento Regionale Piemontese delle SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) e da 47 Associazioni di volontariato del territorio.

L’infermiere è protagonista nell’equipe per le cure dei pazienti dei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura e i Centri di salute mentale di diverse aziende sanitarie di Piemonte e Valle d’Aosta: un valore aggiunto allo staff sanitario che si occupa delle cure dei pazienti psichiatrici.

In Liguria, dove le aree interne si caratterizzano per l’elevata presenza di over 65 (mediamente oltre il 35%), si è partiti dalle zone più lontane dagli ospedali, come il Parco dell’Antola e ora l’area Beigua-Sol (ASL 3), dove  grazie a un accordo di programma quadro, è previsto l’inserimento per un periodo di 3 anni della figura dell’IFeC per aiutare gli anziani a vivere autonomamente al proprio domicilio attraverso una prevenzione innovativa: attraverso visite periodiche l’infermiere, con il coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale, valuta i fattori di rischio, attiva misure di assistenza sanitaria e/o sociale e promuove sani stili di vita.

La ASL 2 – distretto delle Bormide – ha a sua volta avviato un progetto per intercettare i bisogni di salute, ritardare l’ospedalizzazione e favorire l’educazione sanitaria, grazie a team multiprofessionali, piani assistenziali personalizzati e intensa attività di follow up. Nel distretto Savonese Sassello, al fine di consolidare e implementare soluzioni innovative per migliorare i servizi essenziali alla cittadinanza nei comuni di Sassello e Urbe (caratterizzati da bassa densità demografica e distanza elevata dalle strutture ospedaliere), l’Azienda ha messo in atto una strategia per incentivare la presenza dell’IFeC e il servizio di telemedicina.

Infine, il progetto “Le tappe della prevenzione”, promosso dalla Al 4 Liguria, verrà implementato presumibilmente nel mese di luglio 2021, compatibilmente con l’andamento della pandemia. Attraverso l’impiego di un ambulatorio mobile adeguatamente attrezzato, l’IFeC effettuerà una serie di valutazioni per la prevenzione del rischio cardiovascolare. Il tour, con partenza presumibilmente da una nota località turistica del territorio, toccherà i comuni di Mezzanego, Borzonasca, Rezzoaglio, Santo Stefano d’Aveto e Varese Ligure.

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