“Adulto e vaccinato” diventa lo slogan a favore della vaccinazione con AstraZeneca - IVG.it
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“Adulto e vaccinato” diventa lo slogan a favore della vaccinazione con AstraZeneca

Il motto indossato dal presidente Toti per sensibilizzare gli scettici

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Liguria. Lo slogan indossato venerdì scorso dal governatore Giovanni Toti al centro vaccinale di Genova per la prima dose di AstraZeneca, che recita “Adulto e vaccinato”, diventa parte di una campagna lanciata da un gruppo di giovani genovesi in favore della Croce Rossa, di cui l’infettivologo Matteo Bassetti è stato uno dei primi testimonial. Il suo nome è “Vaccinati e Liberi” e il suo obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini, soprattutto quelli ancora scettici, sull’importanza della vaccinazione per sconfiggere definitivamente il Covid-19.

È una delle mosse che la Regione mette in campo per recuperare il gap sulla fascia 60-69 anni che al momento vede quasi un cittadino su tre rinunciare al vaccino anti-Covid. Buona parte della colpa è da imputare senz’altro alla cattiva fama di AstraZeneca, il farmaco riservato “in via prioritaria” a questa categoria anagrafica (come Johnson & Johnson, che però è molto più rarefatto).

Lo spostamento di un crescente numero di dosi cold sugli under 60 volontari tramite open day dedicati potrebbe aprire la strada a una maggiore disponibilità di Pfizer e Moderna per gli over 60, rendendo quindi la vaccinazione più attrattiva. Sembra insomma che il principio che “il vaccino non si può scegliere” sia già passato di moda.

I giovani – commenta Toti – stanno dando l’esempio e dimostrando un grande senso civico in questo momento decisivo per la ripartenza del Paese. Il mio appello va ancora una volta agli indecisi: i vaccini sono sicuri e restano la strada maestra per uscire dalla pandemia e tornare alla normalità. Proprio per questo domani lanceremo la campagna Adulto e vaccinato, per sensibilizzare chi è ancora indeciso e allargare ancora la platea: in ogni caso arriveremo a 100 mila dosi a settimana nella seconda metà di giugno, sperando che le consegne dei vaccini non subiscano ritardi”.

D’altra parte non preoccupano affatto i dati epidemiologici che dalla prossima settimana porteranno la Liguria nell’agognata zona bianca. “Continua la discesa dell’incidenza del virus nella nostra Regione, che registra oggi 23 casi su 100mila abitanti a settimana – ha spiegato ieri Toti -. La provincia con il dato più basso è quella di Imperia a quota 16, mentre quella di Savona, quella della Spezia e la città metropolitana di Genova sono tutte a quota 21. Si tratta di una ulteriore conferma di una Liguria con numeri da zona bianca”.

“La libertà di tutti noi è direttamente proporzionale al numero di vaccini fatti – aggiunge Bassetti –. Credo che adesso arrivi la fase più difficile, dopo aver vaccinato le persone più fragili a maggior rischio. Ieri abbiamo toccato l’1,1% di tamponi positivi: ora dobbiamo spiegare a tutti che nel momento in cui raggiungiamo il punto più basso dall’epidemia non è finita. È il momento in cui dobbiamo andare soprattutto dalle persone nelle fasce di età che si sono vaccinate meno, ovvero i 60enni che pensano di avere oggi la sindrome di Superman, per dire loro che Superman non esiste. Esiste vaccinarsi, proteggersi e mettersi al sicuro dai danni che questa malattia può procurare”.

“Nessuno deve sentirsi libero di potersi non vaccinare, perché chiunque può essere colpito. A chi in questi giorni ha suggerito di non vaccinare i ragazzi o i cinquantenni perché nessuno di loro è stato ricoverato, dobbiamo spiegare che la vaccinazione è fatta di due fasi: nella prima abbiamo messo in sicurezza le persone più fragili, che rischiavano più di altre di essere ospedalizzate e anche di morire, nella seconda fase dobbiamo mettere in sicurezza tutti gli altri perché il virus non circoli” aggiunge il medico genovese.

Un plauso ai giovani anche da parte del direttore generale della Asl3 Luigi Carlo Bottaro: “Abbiamo attraversato la peggiore pandemia non voglio dire che abbiamo vinto la battaglia ma siamo sicuramente a buon punto. E questo grazie anche ai giovani che, aderendo alla vaccinazione in massa, hanno dimostrato un grande senso di altruismo che noi adulti non sempre abbiamo trasmesso”.

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